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	<title>Commenti a: Abbracciamo Santa Lucia e la sua pineta:il Video</title>
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	<description>dal cemento e dalle speculazioni</description>
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		<title>Di: Annarita Punzo</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-738</link>
		<dc:creator>Annarita Punzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 12:44:44 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri guardavo Genova dall&#039;alto di un belvedere...di fronte a quello sterminato cemento, che tristemente rende grigio anche il mare su cui si specchia, ho pensato alla mia amata Santa Lucia, al verde della sua pineta, all&#039;azzurro del suo mare... 
Oggigiorno, uno dei problemi che maggiormente affligge la società &quot;civilizzata&quot; e che incombe come un macigno è proprio quello dell’uso e dell’abuso della  terra sulla quale abbiamo il privilegio di vivere. La cementificazione, cancro del pianeta e metastasi del nostro habitat, ci sta relegando in uno spazio sempre più angusto. Rattrista pertanto constatare che mentre in altre realtà si cercano soluzioni alternativa per dare (o restituire) spazi verdi e condizioni di vita accettabili, da noi  accade che il primo pensiero  di fronte ad un lembo di natura sia COSTRUIRE!!! Senza tener conto del pensiero di chi quel posto lo vive, senza tener conto del fattore umano, senza tener conto che così facendo stiamo tristemente tornando indietro....ALTRO CHE SOCIETA&#039; CIVILIZZATA!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri guardavo Genova dall&#8217;alto di un belvedere&#8230;di fronte a quello sterminato cemento, che tristemente rende grigio anche il mare su cui si specchia, ho pensato alla mia amata Santa Lucia, al verde della sua pineta, all&#8217;azzurro del suo mare&#8230;<br />
Oggigiorno, uno dei problemi che maggiormente affligge la società &#8220;civilizzata&#8221; e che incombe come un macigno è proprio quello dell’uso e dell’abuso della  terra sulla quale abbiamo il privilegio di vivere. La cementificazione, cancro del pianeta e metastasi del nostro habitat, ci sta relegando in uno spazio sempre più angusto. Rattrista pertanto constatare che mentre in altre realtà si cercano soluzioni alternativa per dare (o restituire) spazi verdi e condizioni di vita accettabili, da noi  accade che il primo pensiero  di fronte ad un lembo di natura sia COSTRUIRE!!! Senza tener conto del pensiero di chi quel posto lo vive, senza tener conto del fattore umano, senza tener conto che così facendo stiamo tristemente tornando indietro&#8230;.ALTRO CHE SOCIETA&#8217; CIVILIZZATA!!!!</p>
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		<title>Di: Antonio Satta</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-593</link>
		<dc:creator>Antonio Satta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 12:08:09 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea scrive: “io non ho mai messo in discussione la buonafede dell’amministrazione uscente ne mi sogno di pensarne un’altra al governo della municipalità che non lo sia”.

Già, la buona fede!… Come Houdini da buon mago e illusionista creava l&#039;illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore senza che la realtà fosse “realmente” alterata, così la buona fede nasconde la verità cedendo il passo al giustificazionismo o, tutt’al più, alla pietas… 
La buona fede è un privilegio grande, ma la menzogna la avvelena in un attimo… 
Più frequentemente esistono persone che compiono dei gesti e delle azioni e parimenti esiste quello che si può chiamare libero arbitrio e la consapevolezza di quello che si fa… delle conseguenze delle proprie azioni (almeno quando si parla del mondo degli adulti).
La buona fede o meno andrebbe cercata… come fa il contadino quando separa loglio dal grano. Per questo –  in linea di massima – a me piace cercare la buona fede in colui che in prima persona, sbagliando, paga il prezzo delle proprie azioni.  A me cittadino che osservo (e subisco) l’andazzo del nostro Comune mi sembra che il prezzo più grande, in rapporto a chi amministra, lo stia pagando solo il paese. L’ho già detto: a chi a occhi per vedere, non sfuggirà il degrado diffuso che caratterizza l’intero territorio comunale.
La buona fede dei nostri amministratori?... a chi piace misurare i fenomeni socio-economici con le grandezze della matematica pongo un quesito:  il miglioramento della qualità della vita del singolo amministratore  dal momento della sua elezioni è pari al miglioramento della qualità della vita del paese?
… mumble mumble… 
… per me è inversamente proporzionale!

¡Tierra y Libertad!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea scrive: “io non ho mai messo in discussione la buonafede dell’amministrazione uscente ne mi sogno di pensarne un’altra al governo della municipalità che non lo sia”.</p>
<p>Già, la buona fede!… Come Houdini da buon mago e illusionista creava l&#8217;illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore senza che la realtà fosse “realmente” alterata, così la buona fede nasconde la verità cedendo il passo al giustificazionismo o, tutt’al più, alla pietas…<br />
La buona fede è un privilegio grande, ma la menzogna la avvelena in un attimo…<br />
Più frequentemente esistono persone che compiono dei gesti e delle azioni e parimenti esiste quello che si può chiamare libero arbitrio e la consapevolezza di quello che si fa… delle conseguenze delle proprie azioni (almeno quando si parla del mondo degli adulti).<br />
La buona fede o meno andrebbe cercata… come fa il contadino quando separa loglio dal grano. Per questo –  in linea di massima – a me piace cercare la buona fede in colui che in prima persona, sbagliando, paga il prezzo delle proprie azioni.  A me cittadino che osservo (e subisco) l’andazzo del nostro Comune mi sembra che il prezzo più grande, in rapporto a chi amministra, lo stia pagando solo il paese. L’ho già detto: a chi a occhi per vedere, non sfuggirà il degrado diffuso che caratterizza l’intero territorio comunale.<br />
La buona fede dei nostri amministratori?&#8230; a chi piace misurare i fenomeni socio-economici con le grandezze della matematica pongo un quesito:  il miglioramento della qualità della vita del singolo amministratore  dal momento della sua elezioni è pari al miglioramento della qualità della vita del paese?<br />
… mumble mumble…<br />
… per me è inversamente proporzionale!</p>
<p>¡Tierra y Libertad!</p>
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	<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-589</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 23:16:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=593#comment-589</guid>
		<description>Non voglio discutere sul fattore tecnocratico dello sviluppo. Un intero filone dell&#039;economia politica lo fa ampiamente analizzando la sub - ottimalità le scelte delle pubbliche amministrazioni, usando come assunto base la pretenziosa ipotesi  secondo la quale i tecnici del bilancio economico  impedirebbero, a svantaggio del benessere collettivo, la geniale creatività degli ingegneri: vero motore di un progresso scientifico impedito da troppi calcoli di convenienza.

Nel caso del PUC di Siniscola un pò più di rigore nelle fasi di progettazione forse ci avrebbe evitato di spendere migliaia di euro inutili evitando nel contempo di riempire articoli sui giornali: 

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100316&amp;Categ=25&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2441230

Il PUC deve essere rivisto, su questo non ci piove. Come? I sani valori, la moralità, il rispetto per il bello, l&#039;educazione civica e il desiderio di assolvere il mandato elettorale ricevuto con il voto dei cittadini é sicuramente la base per impostare un buon lavoro. Ma questo lo dò per scontato: io non ho mai messo in discussione la buonafede dell&#039;amministrazione uscente ne mi sogno di pensarne un&#039;altra al governo della municipalità che non lo sia. 

Il rappresentante del popolo deve curare gli interessi della comunità, come? Secondo il programma al quale ha aderito e che i cittadini informati hanno scelto come il più adatto per soddisfare i propri bisogni elettorali. Bisogni  diversificati e stratificati fra loro, alcuni persino in rapporto conflittuale: nella politica come in natura le risorse sono scarse, e con questo occorre fare i sempre conti. Valorizzare le risorse scarse, in economia significa metterle a reddito perché fruttino nuova ricchezza. Il bel paesaggio delle coste del nostro comune é un bene scarso: come dobbiamo valorizzarlo? In matematica un rapporto fra due grandezze si dice sostenibile quando la relazione che le lega può essere mantenuta allo stesso livello di intensità indefinitamente nel tempo. Noi dovremmo mettere a rapporto reddito e paesaggio l&#039;identità  identità storica che esso rappresenta e la sua contemporaneità in un ottica di sostenibilità economica: ne troppo ne troppo poco. Altrimenti si fanno danni, irreparabili nel primo caso, riparabili ma costosi nel secondo caso. 

 Il PUC realizza idee collegiali di razionalizzazione della prima risorsa scarsa con la quale dobbiamo confrontarci: L&#039;estensione della terra. Avendo valutato la sua entità dobbiamo decidere quanta e quale impiegare per i nostri scopi e in regime di sostenibilità. Se sbagliamo invece che far del bene faremo del male. Per questo occorre fare bene i conti.

Riguardo la scelta delle terre, i lavori preparatori del PUC ci dicono  per esclusione QUALE: non gli arenili, non le pinete, non le zone a rischio idrogeologico, non le aree di interesse ambientale, non gli argini dei fiumi. Le scelte della politica invece dovrebbero indicarci QUANTO di ciò che rimane dopo le esclusioni consigliate anche dal buonsenso sia utile in termini di sostenibilità economica agli scopi dell&#039;antropizzazione.
In che MODO saranno impiegate invece é materia dei programmi politici elettorali fra i quali sceglieranno gli elettori: case, alberghi, villette, a schiera, grattacieli, agriturismi, palafitte.

Se analizziamo gli errori commessi nel precedente processo di generazione e creazione del PUC, scopriamo che essi sono macroscopici:

1) Aver inteso uno strumento di pianificazione urbanistica come uno strumento di crescita e sviluppo economico. Non lo é. Il Puc non é una manovra fiscale ne uno stimolo per l&#039;investimento privato. Il tranello é svelato dal fatto che le determinazioni del PUC non garantiscono alcun diritto ai proprietari poiché non é detto ne scritto da nessuna parte che una cubatura zonale espressa oggi in termini nominali nei PUC accordi il diritto di vederla realizzata in toto o in parte senza una licenza e una concessione edilizia domani.

2) Aver inteso uno strumento di pianificazione urbanistica come un modo per amministrare il potere politico a discapito del potere amministrativo é anche esso un grave errore. Il PUC non é un recinto dove rinchiudere tutti i desideri elettorali dei prossimi 30 anni, se così fosse gli studi sulla domanda dei consumatori e sulle nuove tendenze dei mercati turistici ed immobiliari sarebbero inutili sin d&#039;ora.

3)  Avere scelto di estendere le previsioni urbanistiche oltre lo stretto necessario per il quale l&#039;adozione dei PUC é stato reso obbligatorio dalla legge regionale n°8 2004 é un errore imperdonabile. Nella politica turistica come in quella delle attività reali la discrezionalità temporale delle scelte di investimento immobiliare premia. Il PUC invece é per sua natura un dinosauro pesante e miope che ingoia tutto ciò gli passa sotto il naso in una volta e poi muore per indigestione.

Una ricetta per il nuovo PUC invece é questa: semplicità, velocità, massima circoscrizione possibile. Il ruolo del politico, in questo processo é solo uno: fare le veci della comunità nel monitoraggio della correttezza passaggi tecnici e procedurali e nella valutazione degli importi e dell&#039;utilità delle relative parcelle e costi in bilancio a questo conseguenti secondo la diligenza del buon padre di famiglia. Niente di più, niente di meno di ciò che suggerisce il buonsenso. Mi permetto un consiglio ai politici: nessuno cada in tentazione, evitiamo una nuova sbornia di inutili promesse elettorali che nessuno potrà mantenere ne validare se non la Regione Sardegna in concerto con la soprintendenza del Ministero dell&#039;Ambiente,  Quanto a voi cittadini, non chiedete inutili favori elettorali: nessuno; neppure il più simpatico, potrà mantenere fede promesse basate su un Piano Urbanistico Comunale serio.

Vota Antonio!

http://www.youtube.com/watch?v=MtHSrtmP86o</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio discutere sul fattore tecnocratico dello sviluppo. Un intero filone dell&#8217;economia politica lo fa ampiamente analizzando la sub &#8211; ottimalità le scelte delle pubbliche amministrazioni, usando come assunto base la pretenziosa ipotesi  secondo la quale i tecnici del bilancio economico  impedirebbero, a svantaggio del benessere collettivo, la geniale creatività degli ingegneri: vero motore di un progresso scientifico impedito da troppi calcoli di convenienza.</p>
<p>Nel caso del PUC di Siniscola un pò più di rigore nelle fasi di progettazione forse ci avrebbe evitato di spendere migliaia di euro inutili evitando nel contempo di riempire articoli sui giornali: </p>
<p><a href="http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100316&amp;Categ=25&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2441230" rel="nofollow">http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100316&amp;Categ=25&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2441230</a></p>
<p>Il PUC deve essere rivisto, su questo non ci piove. Come? I sani valori, la moralità, il rispetto per il bello, l&#8217;educazione civica e il desiderio di assolvere il mandato elettorale ricevuto con il voto dei cittadini é sicuramente la base per impostare un buon lavoro. Ma questo lo dò per scontato: io non ho mai messo in discussione la buonafede dell&#8217;amministrazione uscente ne mi sogno di pensarne un&#8217;altra al governo della municipalità che non lo sia. </p>
<p>Il rappresentante del popolo deve curare gli interessi della comunità, come? Secondo il programma al quale ha aderito e che i cittadini informati hanno scelto come il più adatto per soddisfare i propri bisogni elettorali. Bisogni  diversificati e stratificati fra loro, alcuni persino in rapporto conflittuale: nella politica come in natura le risorse sono scarse, e con questo occorre fare i sempre conti. Valorizzare le risorse scarse, in economia significa metterle a reddito perché fruttino nuova ricchezza. Il bel paesaggio delle coste del nostro comune é un bene scarso: come dobbiamo valorizzarlo? In matematica un rapporto fra due grandezze si dice sostenibile quando la relazione che le lega può essere mantenuta allo stesso livello di intensità indefinitamente nel tempo. Noi dovremmo mettere a rapporto reddito e paesaggio l&#8217;identità  identità storica che esso rappresenta e la sua contemporaneità in un ottica di sostenibilità economica: ne troppo ne troppo poco. Altrimenti si fanno danni, irreparabili nel primo caso, riparabili ma costosi nel secondo caso. </p>
<p> Il PUC realizza idee collegiali di razionalizzazione della prima risorsa scarsa con la quale dobbiamo confrontarci: L&#8217;estensione della terra. Avendo valutato la sua entità dobbiamo decidere quanta e quale impiegare per i nostri scopi e in regime di sostenibilità. Se sbagliamo invece che far del bene faremo del male. Per questo occorre fare bene i conti.</p>
<p>Riguardo la scelta delle terre, i lavori preparatori del PUC ci dicono  per esclusione QUALE: non gli arenili, non le pinete, non le zone a rischio idrogeologico, non le aree di interesse ambientale, non gli argini dei fiumi. Le scelte della politica invece dovrebbero indicarci QUANTO di ciò che rimane dopo le esclusioni consigliate anche dal buonsenso sia utile in termini di sostenibilità economica agli scopi dell&#8217;antropizzazione.<br />
In che MODO saranno impiegate invece é materia dei programmi politici elettorali fra i quali sceglieranno gli elettori: case, alberghi, villette, a schiera, grattacieli, agriturismi, palafitte.</p>
<p>Se analizziamo gli errori commessi nel precedente processo di generazione e creazione del PUC, scopriamo che essi sono macroscopici:</p>
<p>1) Aver inteso uno strumento di pianificazione urbanistica come uno strumento di crescita e sviluppo economico. Non lo é. Il Puc non é una manovra fiscale ne uno stimolo per l&#8217;investimento privato. Il tranello é svelato dal fatto che le determinazioni del PUC non garantiscono alcun diritto ai proprietari poiché non é detto ne scritto da nessuna parte che una cubatura zonale espressa oggi in termini nominali nei PUC accordi il diritto di vederla realizzata in toto o in parte senza una licenza e una concessione edilizia domani.</p>
<p>2) Aver inteso uno strumento di pianificazione urbanistica come un modo per amministrare il potere politico a discapito del potere amministrativo é anche esso un grave errore. Il PUC non é un recinto dove rinchiudere tutti i desideri elettorali dei prossimi 30 anni, se così fosse gli studi sulla domanda dei consumatori e sulle nuove tendenze dei mercati turistici ed immobiliari sarebbero inutili sin d&#8217;ora.</p>
<p>3)  Avere scelto di estendere le previsioni urbanistiche oltre lo stretto necessario per il quale l&#8217;adozione dei PUC é stato reso obbligatorio dalla legge regionale n°8 2004 é un errore imperdonabile. Nella politica turistica come in quella delle attività reali la discrezionalità temporale delle scelte di investimento immobiliare premia. Il PUC invece é per sua natura un dinosauro pesante e miope che ingoia tutto ciò gli passa sotto il naso in una volta e poi muore per indigestione.</p>
<p>Una ricetta per il nuovo PUC invece é questa: semplicità, velocità, massima circoscrizione possibile. Il ruolo del politico, in questo processo é solo uno: fare le veci della comunità nel monitoraggio della correttezza passaggi tecnici e procedurali e nella valutazione degli importi e dell&#8217;utilità delle relative parcelle e costi in bilancio a questo conseguenti secondo la diligenza del buon padre di famiglia. Niente di più, niente di meno di ciò che suggerisce il buonsenso. Mi permetto un consiglio ai politici: nessuno cada in tentazione, evitiamo una nuova sbornia di inutili promesse elettorali che nessuno potrà mantenere ne validare se non la Regione Sardegna in concerto con la soprintendenza del Ministero dell&#8217;Ambiente,  Quanto a voi cittadini, non chiedete inutili favori elettorali: nessuno; neppure il più simpatico, potrà mantenere fede promesse basate su un Piano Urbanistico Comunale serio.</p>
<p>Vota Antonio!</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MtHSrtmP86o" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=MtHSrtmP86o</a></p>
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		<title>Di: Antonio satta</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-587</link>
		<dc:creator>Antonio satta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:49:36 +0000</pubDate>
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		<description>Hola Andrea, sebbene si sia solo in tre a parlarne, alla faccia dell’autocensura, continuiamo il discorso sui generis degli ultimi post…. 
Una premessa: prima di rendere il nostro paese più vivibile dovremo auspicare a renderlo più vivo. Sarebbe una grave sfortuna pensare Siniscola e le sue frazioni in un ottica prettamente amministrativa! Un nuovo modello di sviluppo socio-economico presuppone anche un nuovo modo di “pensare” e “pensarsi” come comunità/collettività, poiché è vero solo parzialmente che “gli elettori conoscono i loro bisogni meglio di qualunque politico e che un programma di mandato comunale non é nulla di diverso da ciò che si aspettano leggendone un altro proposto da chiunque altro candidato, lista o partito tradizionale”. A parte che esiste tutta una corrente storica di antropologi, sociologi, psicologi sociali ed economisti, che direbbe che i bisogni “alla bisogna” il sistema (politico) li crea, mi preme sottolineare che l’elettore e il politico, il cittadino e l’amministratore, il militante e il delegato, sono esattamente la medaglia e il suo rovescio. Troppo facile condannare il politicante e assolvere chi per anni ne ha tenute in piedi le sorti. Sicuramente, nel mare della nostra società ci sono persone in buona fede, altre travolte dal senso di impotenza o indifferenza, ma altrettante ve ne sono che col clientelismo e la semplice parentela (il clan) reggono quel teatrino tanto detestato, che al bar si contesta e nell’urna si ratifica.
Riguardo alle proposte lanciate… beh… sono sicuramente condivisibili, ma credo che più che la “monetizzazione” sia importante il “succo” delle stesse. Voglio dire… per me è centrale l’indirizzo “ideale” su cui si fonda un programma, non il burocratismo delle norme declinato in chiave politica. Non lo dico in tono polemico, ma negli ultimi vent’anni  quest’ubriacatura tecnocratica – per cui è necessario saper fare di conto per “candidarsi” alla trasformazione e/o gestione dell’esistente – ha prodotto proprio quello che oggi noi contestiamo: una fucina di politici tanto preparati da un punto di vista “tecnico-normativo” quanto lascivi sotto il profilo umano. Basti pensare quante schifezze sono state benedette dal favore dei numeri; cioè, dalla copertura finanziaria!..... Come se i “numeri” avessero sempre ragione sulle idee e i propositi. O meglio, fossero ciò che determina l’essenza stessa delle cose, l’unico orizzonte possibile entro il quale si possa discutere. Passami la retorica, ma io voglio esplorare anche l’altra metà del cielo e non solo seguire l’ordine del giorno così come i nipotini inconsapevoli di Adam Smith – i tecno-politicanti di mestiere, per intendersi! – fanno e vorrebbero continuare a fare, imbrigliando le idee e la logica al freddo dato scientifico. Ritengo importante il “calcolo e la previsione monetaria” delle proposte, ma di più, precisare che cosa si sia propensi a fare a prescindere. Personalmente, premio il tentativo.... poi per far di conto esistono già i “tecnici” pagati dalla P.A. 
Ora… siccome, io alla scuola pitagorarica ho sempre preferito quella di Spartaco… in un programma elettorale mi basta che si prendano degli IMPEGNI CONCRETI rispetto a dei PRINCIPI CHIARI. Fermo restando il mio assenso a quanto da te scritto su ICI e dintorni, provo a formulare alcuni impegni-principi che mi piacerebbe vedere scritti nero su bianco: la completa rivoluzione dell’attuale PUC (con riscrittura di uno alternativo, pubblicizzata nei passaggi, trasparente e condivisa con il paese). Il recupero globale dell’intero arredo urbano quale priorità per la qualità della vita dei residenti e per l’educazione alla civiltà delle nuove generazioni. Il sostegno all’imprenditoria femminile e alla cooperazione. Maggiori risorse finanziarie ai servizi sociali e, soprattutto, politiche attive promosse dagli stessi per anziani, persone, famiglie.  La creazione di aree verdi; cioè, comprensive di “verde”, panchine, pista ciclabile, cestini per l’immondizia, percorsi pedonali (dalle nostre parti questo va precisato!). Uno sviluppo del porto de La Caletta che garantisca tanto i diportisti quanto i pescatori e l’abbandono definitivo del mito del porto passeggeri. Il censimento, dei terreni agricoli e uso pascolo comunali e l’istituzione di un canone di affitto per chiunque voglia usufruirne. L’implementazione della filiera dei prodotti agro-alimentari locali, attraverso la messa a sistema del circuito con/tra agriturismi, bad and breakfast, ristorazione (parlando di “numeri”, si potrebbe cancellare l’ICI per uno o due anni a quegli esercizi commerciali aderenti al progetto). La presa di distanza dall’idea che il lavoro passa per la costruzione di mega complessi turistici. La tolleranza zero contro l’abusivismo, principalmente edilizio. La rimodulazione della gestione delle strutture e dei beni  immobili comunali, vincolando i gestori a nuove assunzioni laddove, oltre al reddito, si produce profitto. La progettazione di spazi di socialità laici (strutture sportive, centri aggregazione, sale convegni-concerti). La promozione di attività culturali nel campo della musica, del teatro, dell’arte (si potrebbe iniziare fornendo spazi e strumenti adeguati).
Tutto vago, si dirà… ma in controtendenza con quanto fatto e sentito prima e dopo le ultime campagne elettorali comunali… tutte incentrate sul metro cubo e i campi di calcio!... che poi a La Caletta è quindici anni che gli appassionati aspettano il campo sportivo!... sic!...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hola Andrea, sebbene si sia solo in tre a parlarne, alla faccia dell’autocensura, continuiamo il discorso sui generis degli ultimi post….<br />
Una premessa: prima di rendere il nostro paese più vivibile dovremo auspicare a renderlo più vivo. Sarebbe una grave sfortuna pensare Siniscola e le sue frazioni in un ottica prettamente amministrativa! Un nuovo modello di sviluppo socio-economico presuppone anche un nuovo modo di “pensare” e “pensarsi” come comunità/collettività, poiché è vero solo parzialmente che “gli elettori conoscono i loro bisogni meglio di qualunque politico e che un programma di mandato comunale non é nulla di diverso da ciò che si aspettano leggendone un altro proposto da chiunque altro candidato, lista o partito tradizionale”. A parte che esiste tutta una corrente storica di antropologi, sociologi, psicologi sociali ed economisti, che direbbe che i bisogni “alla bisogna” il sistema (politico) li crea, mi preme sottolineare che l’elettore e il politico, il cittadino e l’amministratore, il militante e il delegato, sono esattamente la medaglia e il suo rovescio. Troppo facile condannare il politicante e assolvere chi per anni ne ha tenute in piedi le sorti. Sicuramente, nel mare della nostra società ci sono persone in buona fede, altre travolte dal senso di impotenza o indifferenza, ma altrettante ve ne sono che col clientelismo e la semplice parentela (il clan) reggono quel teatrino tanto detestato, che al bar si contesta e nell’urna si ratifica.<br />
Riguardo alle proposte lanciate… beh… sono sicuramente condivisibili, ma credo che più che la “monetizzazione” sia importante il “succo” delle stesse. Voglio dire… per me è centrale l’indirizzo “ideale” su cui si fonda un programma, non il burocratismo delle norme declinato in chiave politica. Non lo dico in tono polemico, ma negli ultimi vent’anni  quest’ubriacatura tecnocratica – per cui è necessario saper fare di conto per “candidarsi” alla trasformazione e/o gestione dell’esistente – ha prodotto proprio quello che oggi noi contestiamo: una fucina di politici tanto preparati da un punto di vista “tecnico-normativo” quanto lascivi sotto il profilo umano. Basti pensare quante schifezze sono state benedette dal favore dei numeri; cioè, dalla copertura finanziaria!&#8230;.. Come se i “numeri” avessero sempre ragione sulle idee e i propositi. O meglio, fossero ciò che determina l’essenza stessa delle cose, l’unico orizzonte possibile entro il quale si possa discutere. Passami la retorica, ma io voglio esplorare anche l’altra metà del cielo e non solo seguire l’ordine del giorno così come i nipotini inconsapevoli di Adam Smith – i tecno-politicanti di mestiere, per intendersi! – fanno e vorrebbero continuare a fare, imbrigliando le idee e la logica al freddo dato scientifico. Ritengo importante il “calcolo e la previsione monetaria” delle proposte, ma di più, precisare che cosa si sia propensi a fare a prescindere. Personalmente, premio il tentativo&#8230;. poi per far di conto esistono già i “tecnici” pagati dalla P.A.<br />
Ora… siccome, io alla scuola pitagorarica ho sempre preferito quella di Spartaco… in un programma elettorale mi basta che si prendano degli IMPEGNI CONCRETI rispetto a dei PRINCIPI CHIARI. Fermo restando il mio assenso a quanto da te scritto su ICI e dintorni, provo a formulare alcuni impegni-principi che mi piacerebbe vedere scritti nero su bianco: la completa rivoluzione dell’attuale PUC (con riscrittura di uno alternativo, pubblicizzata nei passaggi, trasparente e condivisa con il paese). Il recupero globale dell’intero arredo urbano quale priorità per la qualità della vita dei residenti e per l’educazione alla civiltà delle nuove generazioni. Il sostegno all’imprenditoria femminile e alla cooperazione. Maggiori risorse finanziarie ai servizi sociali e, soprattutto, politiche attive promosse dagli stessi per anziani, persone, famiglie.  La creazione di aree verdi; cioè, comprensive di “verde”, panchine, pista ciclabile, cestini per l’immondizia, percorsi pedonali (dalle nostre parti questo va precisato!). Uno sviluppo del porto de La Caletta che garantisca tanto i diportisti quanto i pescatori e l’abbandono definitivo del mito del porto passeggeri. Il censimento, dei terreni agricoli e uso pascolo comunali e l’istituzione di un canone di affitto per chiunque voglia usufruirne. L’implementazione della filiera dei prodotti agro-alimentari locali, attraverso la messa a sistema del circuito con/tra agriturismi, bad and breakfast, ristorazione (parlando di “numeri”, si potrebbe cancellare l’ICI per uno o due anni a quegli esercizi commerciali aderenti al progetto). La presa di distanza dall’idea che il lavoro passa per la costruzione di mega complessi turistici. La tolleranza zero contro l’abusivismo, principalmente edilizio. La rimodulazione della gestione delle strutture e dei beni  immobili comunali, vincolando i gestori a nuove assunzioni laddove, oltre al reddito, si produce profitto. La progettazione di spazi di socialità laici (strutture sportive, centri aggregazione, sale convegni-concerti). La promozione di attività culturali nel campo della musica, del teatro, dell’arte (si potrebbe iniziare fornendo spazi e strumenti adeguati).<br />
Tutto vago, si dirà… ma in controtendenza con quanto fatto e sentito prima e dopo le ultime campagne elettorali comunali… tutte incentrate sul metro cubo e i campi di calcio!&#8230; che poi a La Caletta è quindici anni che gli appassionati aspettano il campo sportivo!&#8230; sic!&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-583</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:21:19 +0000</pubDate>
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		<description>Perdonate l&#039;imprecisione del post di proposta sull&#039;ICI.  Volendo riferirmi ai criteri di determinazione di imposta dell&#039;art. 6 commi 1 e 2 del D.Lgs. 504/92 - ho prolungato la piccola manovrina fiscale pensata per ridar lustro e respiro al nostro malandato ma bellissimo centro storico fino 5 anni invece che 3.  Scusate molto, mi correggo.

Ai Comuni é concesso determinare:

&quot;aliquote inferiori al 4 per mille (per un periodo non superiore a tre anni a decorrere dall&#039;inizio dei lavori) per gli immobili inagibili o inabitabili o per gli immobili di interesse storico, localizzati nei centri storici sui quali vengono eseguiti interventi di recupero, ovvero volti alla realizzazione di autorimesse o posti auto.&quot;

http://www.dossier.net/guida/imposta02.htm

Correggo la proposta precedente con aliquota ZERO e lascio valida l&#039;ipotesi di proporre un&#039;ulteriore riduzione in regime di deducibilità irpef collegata alla ristrutturazione di un immobile inagibile (rudere) in zona A a favore dei proprietari del medesimo.

Vota Antonio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonate l&#8217;imprecisione del post di proposta sull&#8217;ICI.  Volendo riferirmi ai criteri di determinazione di imposta dell&#8217;art. 6 commi 1 e 2 del D.Lgs. 504/92 &#8211; ho prolungato la piccola manovrina fiscale pensata per ridar lustro e respiro al nostro malandato ma bellissimo centro storico fino 5 anni invece che 3.  Scusate molto, mi correggo.</p>
<p>Ai Comuni é concesso determinare:</p>
<p>&#8220;aliquote inferiori al 4 per mille (per un periodo non superiore a tre anni a decorrere dall&#8217;inizio dei lavori) per gli immobili inagibili o inabitabili o per gli immobili di interesse storico, localizzati nei centri storici sui quali vengono eseguiti interventi di recupero, ovvero volti alla realizzazione di autorimesse o posti auto.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.dossier.net/guida/imposta02.htm" rel="nofollow">http://www.dossier.net/guida/imposta02.htm</a></p>
<p>Correggo la proposta precedente con aliquota ZERO e lascio valida l&#8217;ipotesi di proporre un&#8217;ulteriore riduzione in regime di deducibilità irpef collegata alla ristrutturazione di un immobile inagibile (rudere) in zona A a favore dei proprietari del medesimo.</p>
<p>Vota Antonio.</p>
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		<title>Di: Giovanna Burgio</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-581</link>
		<dc:creator>Giovanna Burgio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 21:36:15 +0000</pubDate>
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		<description>no,al cemento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!La natura fa parte di noi,e sarebbe molto triste tagliare i pini che ci hanno acompagnato da molti anni.pensate anche alle persone che l&#039;anno piantati con molto amore.
Saluti da Colonia(Germania).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no,al cemento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!La natura fa parte di noi,e sarebbe molto triste tagliare i pini che ci hanno acompagnato da molti anni.pensate anche alle persone che l&#8217;anno piantati con molto amore.<br />
Saluti da Colonia(Germania).</p>
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		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-580</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 13:10:01 +0000</pubDate>
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		<description>Non suicidiamoci annegando il buonsenso in nome di un rapido e friabile sviluppo economico:

http://www.youtube.com/watch?v=mL4XBpEg97I&amp;feature=related</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non suicidiamoci annegando il buonsenso in nome di un rapido e friabile sviluppo economico:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mL4XBpEg97I&amp;feature=related" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=mL4XBpEg97I&amp;feature=related</a></p>
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		<title>Di: Annarita Punzo</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-579</link>
		<dc:creator>Annarita Punzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:55:22 +0000</pubDate>
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		<description>A quanto pare solo gli amministratori del comune di Siniscola sono controcorrente...
http://www.ecoblog.it/post/10029/approvato-il-disegno-di-legge-per-listituzione-della-giornata-nazionale-degli-alberi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare solo gli amministratori del comune di Siniscola sono controcorrente&#8230;<br />
<a href="http://www.ecoblog.it/post/10029/approvato-il-disegno-di-legge-per-listituzione-della-giornata-nazionale-degli-alberi" rel="nofollow">http://www.ecoblog.it/post/10029/approvato-il-disegno-di-legge-per-listituzione-della-giornata-nazionale-degli-alberi</a></p>
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		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-578</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:13:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ok provo a farne una io:

Zero ICI e deduzione sull&#039;addizionale comunale IRPEF per 5 anni per quanti ristrutturano un rudere collocato in zona A per finalità abitative o di incremento dell&#039;offerta ricettiva turistica: affittacamere, albergo diffuso, Bed and Breakfast, ove possibile. 

Secondo me sarebbe una cosa utile, anche se necessariamente occorre preventivamente verificare la copertura finanziaria della fiscalità generale sull&#039;attivo in bilancio comunale per la corretta determinazione di entità del bando.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok provo a farne una io:</p>
<p>Zero ICI e deduzione sull&#8217;addizionale comunale IRPEF per 5 anni per quanti ristrutturano un rudere collocato in zona A per finalità abitative o di incremento dell&#8217;offerta ricettiva turistica: affittacamere, albergo diffuso, Bed and Breakfast, ove possibile. </p>
<p>Secondo me sarebbe una cosa utile, anche se necessariamente occorre preventivamente verificare la copertura finanziaria della fiscalità generale sull&#8217;attivo in bilancio comunale per la corretta determinazione di entità del bando.</p>
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		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/abbracciamo-santa-lucia-e-la-sua-pinetail-video.html/comment-page-1#comment-577</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:10:57 +0000</pubDate>
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		<description>Direi che prima di pensare alle persone, ai partiti come anche a veri, finti o presunti accordi elettorali la priorità di una lista civica sia la stesura di un programma. Visto che gli elettori conoscono i loro bisogni meglio di qualunque politico, un programma di mandato comunale  non é nulla di diverso da ciò si aspettano leggendone un altro proposto da chiunque altro candidato, lista o partito tradizionale. 

Una lista civica oltre a tutto ciò deve avere un&#039;anima riconoscibile e coerente,  fortemente legata al territorio e formatasi apertamente col dialogo e la pratica della vita quotidiana nella comunità dove é generata ed ottiene sostegno. Le condizioni perché un&#039;esperienza simile possa concretizzarsi in un progetto politico con i piedi per terra é che questo necessariamente poi sia:

0) Sostenuto da un movimento d&#039;opinione trasversale ai partiti tradizionali  e propositivo di seri contenuti.

1) Attinente i bisogni reali del territorio. 

2) Realistico nella proposta di soluzioni reali a problemi reali.

3) Realizzabile nei suoi obbiettivi generali.

4) Collegato per affinità di intenti ai livelli superiori dell&#039;amministrazione provinciale, regionale, statale.

5) Monetizzabile dal punto di vista dei costi, politici, sociali, economici.

6) Finanziariamente coperto. 

7) Monitorabile costantemente fino alla sua piena realizzazione.

Dopo avere specificato che il termine propositivo, esclude a priori quanti fanno crocchio solo per esercitarsi alla pubblica lamentela, aggiungo  che i  punti che propongo non sono esaustivi ne esclusivi. Lascio aperta la  parentesi per eventuali aggiunte dichiarando che a parer mio allo stato attuale questo sito si trova al primo punto (0). 

Proposte per il territorio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che prima di pensare alle persone, ai partiti come anche a veri, finti o presunti accordi elettorali la priorità di una lista civica sia la stesura di un programma. Visto che gli elettori conoscono i loro bisogni meglio di qualunque politico, un programma di mandato comunale  non é nulla di diverso da ciò si aspettano leggendone un altro proposto da chiunque altro candidato, lista o partito tradizionale. </p>
<p>Una lista civica oltre a tutto ciò deve avere un&#8217;anima riconoscibile e coerente,  fortemente legata al territorio e formatasi apertamente col dialogo e la pratica della vita quotidiana nella comunità dove é generata ed ottiene sostegno. Le condizioni perché un&#8217;esperienza simile possa concretizzarsi in un progetto politico con i piedi per terra é che questo necessariamente poi sia:</p>
<p>0) Sostenuto da un movimento d&#8217;opinione trasversale ai partiti tradizionali  e propositivo di seri contenuti.</p>
<p>1) Attinente i bisogni reali del territorio. </p>
<p>2) Realistico nella proposta di soluzioni reali a problemi reali.</p>
<p>3) Realizzabile nei suoi obbiettivi generali.</p>
<p>4) Collegato per affinità di intenti ai livelli superiori dell&#8217;amministrazione provinciale, regionale, statale.</p>
<p>5) Monetizzabile dal punto di vista dei costi, politici, sociali, economici.</p>
<p>6) Finanziariamente coperto. </p>
<p>7) Monitorabile costantemente fino alla sua piena realizzazione.</p>
<p>Dopo avere specificato che il termine propositivo, esclude a priori quanti fanno crocchio solo per esercitarsi alla pubblica lamentela, aggiungo  che i  punti che propongo non sono esaustivi ne esclusivi. Lascio aperta la  parentesi per eventuali aggiunte dichiarando che a parer mio allo stato attuale questo sito si trova al primo punto (0). </p>
<p>Proposte per il territorio?</p>
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