{ giovedì, 29 ottobre 2009 }

Buongiorno Regione del 27 Ottobre 2009

Buongiorno Regione - Pineta in Pericolo
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La puntata di Buongiorno Regione, rubrica del Tg3 regionale Rai del 27 ottobre 2009, con l’intervista al Comitato Salviamo Santa Lucia, chiamato ad esporre le sue motivazioni sulla protesta contro la realizzazione delle strutture alberghiere dentro la pineta del borgo costiero, prevista dal PUC (Piano Urbanistico Comunale) approvato dal Comune di Siniscola. Oltre al Comitato Salviamo Santa Lucia, viene intervistata l’amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco.

48 Commenti
  1. Webmaster scrive:

    Intervengo solamente, poiché non dovrei per motivi di tempo materiale, per ricordare al sig. Deiana Salvatore, o a chi per lui ovviamente e a quanti non abbiano una preparazione sia pur elementare sulle regole di utilizzo della rete internet, che un sito è un luogo dove vengono depositati dei documenti per una consultazione che può essere libera, o soggetta a restrizioni (password, accessi cifrati ecc.).

    La documentazione presente all’interno di salviamosantalucia.org è libera in quanto ottenuta da pubblici atti consultabili sia online che offline, senza alcuna alterazione o tentativo di contraffazione che potrebbero indurre gli utenti ad esprimersi favorevolmente verso le proprie posizioni.

    Il flusso comunicativo non si può reputare a senso unico, altrimenti non ci sarebbe il suo intervento qua, ora, sia pur particolarmente contrario e contrariato dall’esistenza stessa di questo sito.

    Ma un sito è una struttura privata, che chiunque può realizzare acquistando un dominio da un fornitore di servizi e indicizzare sui motori di ricerca, può inserire una petizione, può esprimere delle posizioni in merito ad una problematica oppure esporre argomentazioni.

    Perché il signor Deiana non realizza un sito Internet (o Internèt, magari preferisce un termine un po’ vintage) e se lo indicizza e inserisce i materiali una petizione commenti email e quanto altro necessario per il suo funzionamento?

    Magari riesce pure lui, esponendo le sue sincere a attente valutazioni, a raggiungere un numero approssimativo di 100.000 visitatori in meno di due mesi.

  2. gianfranco meloni scrive:

    Chiedo scusa: una doverosa correzione, nella riga numero 26 leggere assessorato e non assessore. Grazie

  3. gianfranco meloni scrive:

    In contemporanea con una delle cosidette “feste del mare” di un paio di anni fa, il movimento indipendentista iRS ebbe la possibilita’di esporre le copie a grandezza originale dei Zigantes di Monti Prama , grazie anche alla collaborazione del parroco di Santa lucia Don Pau che ci concesse uno spazio per la custodia notturna delle medesime.
    In quella circostanza venne organizzato un dibattito che vide presenziare molti siniscolesi e che attiro’ l’attenzione dei partecipanti per le novita’ nel campo dell’archeologia nuragica:
    a conclusione dell’incontro venne dimostrato che la statuaria nuragica non era fatta solo di piccole statuine, i cosi’ detti bronzetti ma anche di statue giganti realmente appartenute all’epoca del nuragico:
    Di quella serata ho un ricordo particolare…lo scenario naturale di Santa lucia in una calda sera di settembre ….le due palme davanti all’ingresso della chiesetta che facevano da cornice all’esposizione delle statue.
    Ricordo anche che il tutto venne organizzato e portato a compimento con i risparmi che gli attivisti e simpatizzanti avevano donato per la buona riuscita della cosa.
    Ma non ando’ tutto liscio come potrebbe sembrare .perche’?……un giovane con le insegne di Lega Ambiente ci si paro’ davanti cercando di impedire in tutti i modi la realizzazione dell’evento dicendo che a quell’ora c’era una conferenza nell’altro piazzale e che comunque non dovevamo fare niente perchè….e io, perchè?….perchè in questi giorni…santa lucia è nostra!!! .e poi ci sono i saltimbanchi e poi ci sono i venditori di noccioline….
    Dopo aver dato il tempo per lo svolgimento della loro conferenza, noi andammo avanti .
    Vicino a a noi avevano piazzato un box per vendere birra con lo scopo di arrotondare le “magre” entrate..
    .
    L’indomani era tutto un tappetto di bicchieri di plastica..tappi e pipi’..

    A proposito, corre voce che, tra finanziamenti vari, comunali ,regionali, provinciali e enti vari, ogni festa del mare metta in movimento molte decine di migliaia di euro anche con la partecipazione srtaordinaria ( in senso economico )
    del nostro comune. e del suo assessore competente.

    Sarebbe bello sapere in cosa consiste veramente questo cosi’ detto prolungamento della stagione grazie a Lega Ambiente, alla Festa del Mare, a Tiana e all’ass. prov. all’ambiente Celentano, qual’e’ il ritorno economico dei bar e delle trattorie….
    Si dice che finalmente S.Lucia è conosciuta quanto merita….
    In quei giorni il borgo mal sopporta il carico umano e conseguenti automobili al seguito………
    Mah!….sorge un dubbio….forse in modo non voluto? la festa del mare é il Cavallo di Troia che fa entrare nella mente della massa il bisogno di nuovi spazi, a discapito della pineta….Mah!

  4. salvatore deiana scrive:

    Nella vicenda riguardante la diatriba avviata dal comitato Salviamo Santa Lucia dal cemento contro il comune di Siniscola, ho cercato fin dall’inizio di tenere nell’animo un atteggiamento imparziale, che mi permettesse di capire oggettivamente la ragione del contendere.
    Ultimamente, però, il ridondante flusso comunicativo a senso unico, soprattutto in rete, sulla contrarietà alla costruzione degli alberghi a Santa Lucia, mi fa pensare che non solo di solo protesta si tratti, ma di qualcos’altro.
    Credo che in qualche modo si stia tentando di condizionare l’opinione pubblica e la rete con argomentazioni che niente hanno di democratico ma che dimostrano, invece, un’animosità avvelenata fuori misura. Si sta passando da una civile protesta per la difesa ambientale ad un antagonismo fine a se stesso che si rivelerà vano.
    Quando la protesta non resiste alla voglia di protagonismo, sfugge verso il fondamentalismo ambientale, che non porta a niente, se non alla soddisfazione personale di chi in modo ostinato crede che la ragione sia solamente dalla sua parte.
    In questi mesi invece di coltivare un dialogo che tentasse di avvicinare le posizioni, sono prevalsi proclami bellicisti, messaggi di scherno e di delegittimazione verso gli amministratori del Comune. Non si è capito, purtroppo, che ponendo un muro tra Comitato e Amministratori si è eluso un dialogo che avrebbe permesso la comprensione dei diversi punti di vista e quindi la possibilità di mediazione e di soluzione del problema.
    Nella carta stampata, in televisione, e in rete è mancata un’informazione, scevra da strumentalizzazioni faziose, sulla reale situazione.
    Oggettivamente, i dati che erano a disposizione per settimane nell’ufficio tecnico comunale di Siniscola, sono questi:
    - Un albergo è previsto in adiacenza alla strada che va dalla caserma dei Carabinieri alla cosiddetta Spiaggia Lontana. Si tratta di un lotto privato di 3.000 mq: il progetto è già approvato secondo la normativa regionale e comunale in vigore, ed è quindi esecutivo. È comprensibile, anche ai non addetti ai lavori che la effettiva superficie coperta dal manufatto sarà al massimo di 900 mq, con non più di 150 posti letto. Ai sensi della normativa (progetto approvato) è obbligatorio inserire il progetto nel PUC;
    - L’altro albergo è previsto, su un’altro lotto privato, in adiacenza al Villaggio Pescatori, in un terreno, non interessato dalla pineta. Il lotto misura 6.020 mq e la superficie massima da coprire è prevista in 1.800 mq per un’altezza massima di 7 metri. I posti letto potranno essere massimo 260.
    - Questi due lotti, qualche decennio fa, erano stati ceduti dal Comune di Siniscola a imprenditori privati per impinguare le casse comunali, al fine di evitare il dissesto finanziario. Gli amministratori di allora, per rendere appetibile la vendita dei due lotti, previdero la destinazione d’uso per strutture ricettive; anche nel Piano Particolareggiato di Santa Lucia, approvato anni orsono, tali lotti sono indicati come strutture ricettive alberghiere (e nessuno aveva protestato!); i lotti sono stati inseriti nel PUC, così come consentito dal PPR che dice: “Possono, invece, essere realizzati i seguenti interventi: a) (in ambito urbano, in seguito all’approvazione del piano urbanistico comunale – PUC) trasformazioni per la realizzazione di residenze, servizi e ricettività, purché contigue ai centri abitati e precedute da verifica della compatibilità del carico sostenibile del litorale e del fabbisogno di ulteriori posti letto”;
    - La previsione del terzo albergo ricade interamente in un terreno di proprietà comunale, nell’attuale Campeggio La Mandragola. Nelle assemblee pubbliche tenute in preparazione del PUC, il progettista aveva affermato che, anche in assenza di una volontà degli amministratori del comune di cambiare la destinazione d’uso dell’area adibita a campeggio comunale, l’indicazione era obbligatoria perchè prevista dalle indicazioni del PPR regionale. In effetti, il PPR al quarto punto della lettera b) dell’art. 90 afferma:
    “I comuni, nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR, si attengono ai seguenti indirizzi: punto 4) – Favorire il trasferimento dei campeggi ubicati nella fascia costiera ed in particolar modo quelli in prossimità degli arenili verso localizzazioni più interne e maggiormente compatibili dal punto di vista paesaggistico incentivando, contestualmente al trasferimento, la trasformazione degli stessi in strutture alberghiere”.
    Lo spirito del PPR è quello di diminuire la pressione turistica sul litorale: in parole povere, secondo il PPR, danneggia meno l’ambiente (la pineta, la spiaggia, ecc.) un albergo di 150 posti letto che un campeggio (con alberi tagliati per far posto al ristorante, ai bagni, bungalow, portineria, ecc., ecc.) che conta, nel periodo estivo, 1000 e più utenti che si riversano nel borgo, in spiaggia o sostano sparsi nella pineta.
    Si può essere d’accordo e meno con quest’impostazione del PPR di Soru, ma questa è ormai la normativa in vigore. Quello che a noi può interessare è che il comune di Siniscola abbia affermato di non aver intenzione di realizzare un albergo in un campeggio di sua proprietà.
    Un’ultima annotazione: il Comitato Salviamo Santa Lucia dal cemento afferma, così come scritto nel proprio sito, che il PUC di Siniscola prevede per Santa Lucia 36.584 metri cubi di cemento e l’estirpazione di oltre sei ettari (60.000 – sessantamila – mq) di pineta, superficie equivalente a diverse migliaia di alberi di pino. Dalla lettura delle carte, è evidente invece che tutti e tre gli alberghi di Santa Lucia interesseranno una superficie (coperta e non) non superiore a 6000 (seimila) mq. Ora, dopo ciò che ho scritto sopra, a chi legge lascio il compito di fare il calcolo di quanti metri cubi di cemento occorreranno per la costruzione degli alberghi a Santa Lucia e quanti saranno i metri quadri di pineta da abbattere.
    Allora, tornando al discorso iniziale, credo che, in una fase di nuovo dialogo, i contrari all’insediamento di nuovi alberghi a Santa Lucia possano concentrarsi e trovare una mediazione con i loro interlocutori solo sull’albergo previsto nel campeggio. Visto che il comune pare non lo voglia fare, e per evitare che in futuro altri amministratori cambino idea, si può chiedere che nel PUC sia stabilito, nero su bianco, che quest’albergo non sia assolutamente da prevedere.
    Ma attenzione! non è detto che la Regione approvi il mancato “trasferimento dei campeggi ubicati in prossimità degli arenili”, così come espressamente indicato nel quarto punto del citato art. 90 della Legge Salvacoste di Soru.

  5. caterina floris scrive:

    SLEGA AMBIENTE DOVE SEIIIIIIIIIIIIIIIII………..BATTI UN COLPO, SEI IN AFFANNO? PERCHE’? HAI VISTO IL PUC? LO HAI LETTO? LO HAI LETTO BENE , MA BENE? VINCENZOOOOOOOOO

  6. Adriano Bomboi scrive:

    Legambiente? Sapete dov’era quando quando ci portarono in Sardegna tonnellate di spazzatura Campana? In quei giorni al Poetto di Cagliari, a ripulire la spiaggia dai mozziconi di sigaretta. Invece ricevere i rifiuti creati dalla camorra Campana (collusa con la politica) era un atto di “responsabilità”, come dichiarava l’ufficio stampa di Cagliari il 30-01-2008. Uno dei partner di Legambiente per la Festa del mare è il Comune di Siniscola, il cui assessore provinciale all’ambiente in provincia di Nuoro ha dato il voto decisivo in Consiglio Comunale per il piano alberghi. Speriamo che la buona fede dei tanti validi militanti di Legambiente e la professionalità dei dirigenti comunali di Siniscola non scada ulteriormente nell’evidente imbarazzo di assumere decisioni alquanto discutibili. La Festa del mare è stata un successo, molto meno invece negli ultimi anni il decoro ambientale della pineta…

  7. Paola Melis scrive:

    Da lafestadelmare.it

    “FESTADELMARE è il Festival Internazionale di Legambiente dedicato al Mare che si svolge ogni settembre in Sardegna nello splendido borgo di Pescatori di Santa Lucia di Siniscola. Sullo sfondo della pittoresca Torre di Santa Lucia quattro giorni densi di appuntamenti all’insegna dell’ecologia, dell’ecosostenibilità, del ‘mangiare sano’, delle energie rinnovabili, della tutela e la protezione del territorio e del mare, del turismo responsabile che sceglie destinazioni poco battute dai flussi turistici convenzionali in periodi alternativi. Un appuntamento unico nel suo genere per promuovere i temi cari a Legambiente, la più diffusa associazione ambientalista in Italia”.

    Legambiente dove siete???????

  8. andrea cabras scrive:

    Le “aree d’interfaccia” e i 2 milioni e 500 mila euro per la Riqualificazione di Santa Lucia:

    documento-preliminare-santalucia.pdf

    Spese amministrative: 201.120 euro = Spese tecniche per la progettazione dell’intervento
    655. 000 euro = Le Spese di Amministrazione
    1.845.000 euro = L’appalto per realizzare il progetto, ovvero la mattoni, blocchetti, cemento, manodopera, profitti, tondini, salari. Tale parte di investimenti è solo la minima frazione di un progetto di ristrutturazione ben più ampio che interesserà il nostro territorio per il tramite del finanziamento denominato PIA NU 07. La riqualificazione del Borgo è dunque parte di un investimento strutturale totale di 19.900 euro che comprenderà anche l’ammodernamento del Porto di La Caletta per 8 milioni 350 mila euro e la Sistemazione del Canale Vivarelli per 9 milioni e 50 mila euro.

    Seguendo la tempistica indicata nel documento dell’Ufficio Tecnico sopra riportato 30 giorni dopo che sarà reso esecutivo il progetto vincitore del seguente Bando pubblico del Comune di Siniscola:
    Riqualificazione borgata S. Lucia
    Trenta giorni dopo la dichiarazione pubblica del vincitore passeranno circa 9 mesi prima di vedere l’inizio dell’opera. Come al solito essa sarà effettuata in agosto o in settembre a rigor di logica del 2010.

    Signori che cifre da capogiro e chissà quali opere mirabili per il nostro paese. Indubbiamente 20milioni di euro difficilmente passeranno inosservati una volta spesi. Che cantieri e che movimento di ruspe, macchine, operai, geometri, architetti, tutti indaffarati e alle prese del medesimo progetto di riqualificazione ed ammodernamento che da anni sospiriamo per dar lustro alla vocazione turistica dei nostri borghi turistici costieri. L’unico problema forse sarà la previsione di inizio dei lavori come al solito in agosto quando i Siniscolesi stagionali lavorano e i turisti affollano indispettiti il nostro territorio e tutti si chiedono ma perché ora ed intanto operai, manovali, carpentieri, geometri ingegneri, ruspe macchine, camion di sabbia, betoniere affolleranno i nostri borghi. In mezzo a tutto sto gran da farsi FORSE però la pineta che forse non ci sarà più. Questo si che sarà ben visibile se dovesse accadere.

    Immaginando quale meraviglia riempirà i nostri discorsi fra 34 mesi, per ora ci possiamo accontentare di leggere nel preliminare ciò che servirebbe in Santa Lucia secondo le indicazioni dell’Ufficio Tecnico Siniscolese e che sarà:

    a) La riqualificazione della passeggiata a mare e delle aree e degli spazi interni alla Borgata
    b) Il consolidamento del muraglione
    c) Parcheggi ai margini del borgo
    d) La creazione di Aree di interfaccia fra la spiaggia posta a nord e la zona degli scogli posta a sud.

    Ecco .. qui si capisce bene cosa siano e a cosa servano, però sicuramente sono importanti. Mi sforzo di immaginare e la fantasia corre .. mi domando: “ Come sarà riqualificata la mia passeggiata sul lungo mare di mattoni rossi?”. Sono perplesso. Il muraglione deve essere consolidato, servono nuovi parcheggi? Ma allora veramente serve un architetto tedesco per fare tutto ciò. Io pensavo che un geometra del comune fosse capace .. ed invece no, sicuramente l’intervento di uno studio da 201.120 euro é stranecessario a causa di queste benedette interfacce tra la spiaggia a nord e gli scogli a sud, che non si sa a cosa servono e cosa siano. Strade non sono, muri neppure, alberi tanto meno. E allora cosa sono? Mi assale un dubbio .. non sarà mica che la maggiorparte di quel finanziamento promesso per la RIQUALIFICAZIONE di ciò che esiste saranno poi utilizzati prima per cancellare la PINETA magari per fare NUOVI parcheggi al margine del borgo e quell’orribile e finto parco che il progetto Santa Lucia 2 ci vorrebbe propinare per farci ingoiare l’emerita valanga di cemento pinolicida promessaci col PUC? Meglio accertarsi subito. La Giunta Comunale ha votato a favore di queste Interfacce (in fondo a pag 28) ha fatto persino una relazione:

    relazione della giunta al bilancio-di-previsione-202009.pdf

    Ma io non capisco cosa siano e neppure internet riesce ad aiutarmi. Che fare?

    DOMANDA5: Cosa sono le aree di interfaccia fra la spiaggia nord e gli scogli a sud?

  9. Pietro Bagnoli scrive:

    Salviamo la Pineta! La Sardegna è un patrimonio dell’umanità
    Pietro Bagnoli

  10. andrea cabras scrive:

    Signora Maria Paola, condivido le sue osservazioni. Spero come lei in futuro meno grigio e non ossessivamente cementificato per la piccola Frazione di Santa Lucia. Consapevole però di vivere nel mondo dei vorrei e non dei voglio imperativi, appoggio con vigore la sua proposta di sviluppo turistico che faccia leva sulla distribuzione delle presenze turistiche in piccole strutture ricettive alberghiere.

    Santa Lucia in fine luglio e agosto è già satura e migliaia di posti in albergo in Settembre e Ottobre sarebbero un investimento sicuramente sovradimensionato per servire le poche code della stagione turistica assicurate al borgo per lo più dai fortunati ed auspicabili eventi della Festa del Mare. Questo non significa che Santa Lucia non debba dotarsi di scudi alla meteropatia turistica, accogliendo persone nelle giornate di vento e pioggia in tante piccole strutture ricettive gestite da residenti. Economicamente parlando poi la sua è un’idea eccellente. Esistono essenzialmente due modi consoni per rendere reali le sue proposte e riguardano l’impianto e la gestione nel Borgo di Santa Lucia di NUOVE strutture ricettive del tipo: BED and BREAKFAST (B&B) o ALBERGO DIFFUSO.

    Aprire un B&B non è difficile ne eccessivamente oneroso se si ha una casa di proprietà. Per informarsi esiste ad esempio questo link. In fondo alla normativa troverà gli indirizzi e i numeri di telefono per eventuali consulenze pubbliche sul suo progetto:

    leggi_bed_and_breakfast_sardegna

    L’ALBERGO DIFFUSO, è invece una forma di ospitalità innovativa inventata ed adottata per la prima volta proprio in Sardegna. La particolarità di questo tipo di attività turistiche è che possono essere condotte anche in due o più immobili non adiacenti. Ad esempio lei potrebbe avere due stanzette in una casetta a due piani e altre due stanzette dall’altra parte del centro di Santa Lucia ma la sua attività alberghiera sarebbe unica. Tali tipologie di albergo e di ospitalità sono disciplinate dalla Legge Regionale 12 agosto 1998 n° 27. Eccole la normativa: Legge Regionale 12 agosto 1998, n. 27

    L’unico limite serio che la legge regionale impone per pensare di attivarne uno è che gli stabili o le aree interessata dall’attività siano stata preventivante dichiarate e dai Comuni dai PRG, dallo strumento urbanistico o dal PUC, un’ area di classificata con la lettera A e che non distino più di 200 metri dalla reception è possibile creare società fra i gestori fino ad ottenere dei veri e propri “distretti turistici rionali dell’ospitalità diffusa”. Il limite della classificazione in zona A è espresso nella norma all’articolo 25 dell’ultimo link che le ho segnalato.

    L’albergo diffuso è una forma turistica poco invadente dal punto di vista ambientale e paesaggistico che gode di un’agevolazione non semplice da ottenere altrimenti per poter condurre in modo profittevole un’attività alberghiera in un centro storico senza troppi cavilli e laccioli. Soprattutto l’albergo diffuso evita i veti causati dai vincoli di edificalibilità (superficie e d altezza: quindi cubatura) imposti dalle cosiddette Norme Tecniche di Attuazione(art.52) i quali non consentirebbero di condurre in modo profittevole l’attività alberghiera normale nei centri storici per via delle diseconomie di scala. La regione Sardegna col suo POR stanziava fondi per questo tipo di attività, affidando in Siniscola il compito di provvedere ai progetti di ospitalità diffusa al seguente Paternariato denominato “Parco fluviale del Rio Posada”.

    Le mostro il documento, il riferimento è in fondo a pagina 42: 1_95_20071002115008.pdf

    Nel PRG, in Siniscola e Santa Lucia era certamente presente la zona A mentre a la Caletta no, per cui alla frazione più grande di Siniscola questa forma di ricezione turistica era preclusa in partenza e così sarà sempre se le osservazioni in merito non sono state fatte proprie nel nuovo PUC. Ecco il riferimento nei documenti: Zone A: Pagina due in alto a destra: 6_83_20080812095423.pdf

    In Santa Lucia non ci resta che capire ove siano collocate le famigerate aree che potranno godere delle agevolazioni e dei finanziamenti regionali. Per quanto riguarda Siniscola vorrei che col PUC fosse dichiarata zona A, tutta l’area del Mulino Vecchio in centro storico di Siniscola tra la chiesa di San Antonio e quella di S.Giovanni Battista. Quelle piccole casette cadenti che costellano il vecchio borgo sono l’ideale per la ristrutturazione e l’iscrizione in un progetto d’albergo diffuso. Esisterebbero anche dei fondi per la riqualificazione del centro storico di Siniscola che potrebbero essere spesi in favore dei loro proprietari, rendendo il nostro paese un posto più bello ed accogliente. A tal fine ci verrebbe incontro il cosiddetto Piano Casa regionale. Con aumenti di volumetria concessi ad Hoc nel PUC e gli incrementi generici ancorati al rispetti di determinati parametri di ristrutturazione (anche per l’uso del fotovoltaico) previsti del “Piano casa” si potrebbero raggiungere anche incrementi di volumetria totali (PUC + Piano Casa) del 45 percento. Un piano in più per quelle piccole e basse casette del quartiere Sant’Antonio. Stesso effetto si potrebbe ottenere in Santa Lucia per le piccole casette o i terrazzi “mansardabili”. E’ una bella proposta la sua. E’ fattibile. S’Ena e sa Chita sembra essersi votata alla replicazione dei piccoli appartamentini estivi e Capo Comino al un riferitomi nulla assoluto del PUC. La Caletta con tutti i suoi grandissimi alberghi chissà cosa ne pensa.

    DOMANDA 4: Il Comune di Siniscola ha a cuore l’impianto in loco di questa forma di accoglienza turistica, come pensa di provvedere alla sua diffusione nei nostri centri storici?

  11. Adriano Bomboi scrive:

    Per Andrea Cabras e per chi ha seguito la discussione: Presumo sia una risposta ad un mio precedente intervento. La discussione era nell’area del sito dove c’è l’intervento del sig. Porcu. Se non fossi entrato casualmente in questa zona del sito a leggere altri commenti non avrei visto la sua replica. E’ l’aspetto politico quello che conta, cerco di tradurre il contesto in maniera più semplice per i lettori non ferrati: Lo Statuto Autonomo Sardo permette all’isola di ricevere indietro dallo Stato una parte dell’IVA versata in tutta l’isola. Per anni lo Stato non ci ha restituito i soldi e se li è tenuti (sia amministrazioni di destra che sinistra). Si tratta di miliardi di euro. La Giunta Soru tentò -attraverso un accordo- di tornare in possesso di tale somma, lo Stato dilazionò nel tempo la restituzione. La Giunta Soru, per far fronte ai buchi del bilancio regionale (creati anche dal mancato gettito della “tassa sul lusso”), iscrisse a copertura di questi buchi le somme promesse in restituzione dallo Stato. Di recente, lo Stato ha dichiarato che la manovra è illegale e pertanto quel debito lo si può solo pagare aprendo mutui, quindi aprendo nuovi debiti. Ovviamente a carico nostro. La morale è che ci rapinano e dopo ci fanno pagare gli ammanchi. Chiaramente decidono anche loro cosa è legale e cosa nò. Il tutto mentre dalla stampa si da più risalto alle escort ed ai trans. In altri minoranze linguistiche internazionali una simile situazione avrebbe provocato un putiferio, in Sardegna nò, perché la politica con i suoi gruppi editoriali decide le priorità da dare in pasto alla Pubblica Opinione. E’ perfettamente ovvio dunque che laddove le amministrazioni sviluppino un debito pendente, ogni investimento ne subisca una contrazione che poi nella realtà finisce per inibire la possibilità a diversi interventi di concretizzarsi. Ci sarebbe da aprire un capitolo anche sui fondi FAS. Non c’è bisogno Cabras che scriva un trattato sulla politica monetaria UE e le sue ricadute sul debito pubblico italiano con la sua economia; nel caso particolare di Santa Lucia infatti, io non penso che la scelta degli alberghi da parte comunale sia stata dettata dalla necessità (da lei ben descritta) di privilegiare l’istituto della ricezione alberghiera rispetto alla notoria contrazione del sistema di seconde case. Penso più si sia tradotta una scelta emotiva (circolante presso la pubblica opinione locale) secondo cui il territorio siniscolese è privo di strutture ricettive e queste, nell’immaginario collettivo, vengono identificate nelle “strutture alberghiere”. Ecco quindi che si è puntato in quella direzione. In Sardegna non abbiamo ancora maturato una visione quadro delle potenzialità del settore terziario con riferimento allo sviluppo del turismo (pensiamo all’assenza di promozione ad esempio) e forse quindi, località per località, si procede con questo tipo di misure senza ragionare sulle conseguenze di tali scelte. Se la sua ricostruzione fosse corretta, allora il Comune di Siniscola non avrebbe rinunciato a quel capitale fisso di immagine che è dato dalla presenza della pineta e che, come giustamente lei ha ricordato, garantisce proprio l’attrattività per una potenziale struttura ricettiva. Sulla confusione e la coerenza dell’elettorato locale non c’è molto da dire: L’Italia stessa è basata sul populismo, la contraddizione e la rissa costante. Perché infatti non esisteva alcuna nazione italiana ma nel 1861 questa è stata creata unendo entità statuali, storiche e linguistiche diverse sotto l’espansionismo dello Stato Piemontese, benedetto dalla mano di Napoleone III di Francia. Io ritengo che l’Italia debba diventare una vera Repubblica Federale per allontanare i danni di questo subdolo centralismo.

  12. Il dibattito è costruttivo e molto civile, e gli interventi di spessore: perchè non trasporre le discussioni sul Forum?

    Il tavolo di confronto è aperto, sarebbe bellissimo che partecipassero i rappresentanti dei cittadini interessati alla vicenda e che già hanno accettato il confronto televisivo.

    E’ semplicissimo usare il Forum, con un click sulla voce ‘Tutorial’ sull’intestazione della pagina si possono leggere i pochi passi necessari per accedere e scrivere.

    Entusiasta, continuiamo!!!

    Francesco Carzedda

  13. Maria Paola scrive:

    Francamente io sono contraria all’albergo a Santa Lucia in generale (sia che lo facciano nella pineta, sia che lo facciano sulla collina o dove gli pare…)

    La spiaggia dei confetti e quella delle barche sono piccole. La spiaggia lontana è già piena dai campeggi. Ma dove la vogliono mettere tutta questa gente? Non vorrei che Santa Lucia facesse la fine della Pelosa, dove si può andare solo sino al 31 maggio e poi di nuovo a partire dal 1 ottobre (sempre che non sia domenica).

    Inoltre meglio piccole aziende ricettive locali, piuttosto che un albergone che fa guadagnare chissachì, e dove i locali fanno i camerieri due mesi all’anno (oltretutto malpagati).

    Ciao
    Maria Paola

  14. andrea cabras scrive:

    Sign. Adriano Bomboi, uno stato come L’Italia che ha un rapporto debito/pil pari al 115% e non batte moneta per dare luogo a svalutazione monetaria quando é troppo indebitato può scegliere almeno fra quattro opzioni differenti racchiudibili in tre classi:

    1) Intervenendo sul numeratore del raporto potrà: aumentare le tasse o ridurre la spesa pubblica.

    2) Intervenendo sul numeratore: intervenire sul PIL moltiplicando l’investimento pubblico per beni intermedi (i quali si contano due volte in bilancio pubblico statale)

    3) Attivando un Ponzi Games, ossia una pratica finanziaria consistente nel rimborsare gli interessi passivi maturandi sul debito di lungo periodo, emettendo titoli pubblici e quindi nuovo debito.

    Allo stato attuale dell’economia europea 25 paesi su 27 intervengono sui propri bilanci usando quest’ultima pratica, che ha come effetto finale lo scollamento della politica monetaria della B.C.E attuata con la movimantazione dei tassi di interesse interbacario dal trend inflazionistico. A lungo andare questo genera uno dei paradossi più fastidiosi del nuovo paradigma monetario vigente, ossia la assoluta neutralità della Politica monetaria. Un caso inverso al nostro é il Giappone: un luogo dove il tasso di interesse nullo dove la banca centrale non ha più avuto per lungo tempo alcun ruolo nel governo delle variabili economiche di medio periodo.

    In Europa rischiamo l’inverso ossia di avere ad un certo punto un tasso di interesse sempre e costantemente più alto di quello ottimale dato il tasso di inflazione corrente. Il che significa che rischiamo di pagare mutui più elevati di quelli che effettivamente ci permetterebbe il caro-vita.

    La sua osservazione sui debiti italiani é corretta. Nella Sardegna dell’edilizia residenziale questo fenomeno particolare dei tempi d’oggi determina questo strano paradosso: sostenere il costo di acquisto una abitazione, specie nelle zone costiere é percepito dalla popolazione residente molto più oneroso e pesante dal punto di fista finanziario ed economico se paragonato al costo della vita di ogni giorno. In breve : il caro vita legato alle spese per cibo, vestiario, beni di prima necessità é “meno esoso ed insopportabile” delle spese sostenute dalle famiglie sarde per pagarsi un mutuo.

    Non é il debito a creare l’inflazione poiché la crescita dei prezzi va da se con l’economia reale ma il tasso di interesse invece che seguirla la supera determinado il paradosso sopraelenacato.

    In Sardegna molti imputano il fastidioso fenomeno alla eccessiva contrattazione speculativa di seconde case ad uso turistico. Questo fatto fù in auge a lungo in Sardegna é convinse tanto da confortare la precedente amministrazione regionale nell’adozione dei provvedimenti delle c.d “tasse sul lusso” i cui proventi sarebbero dovunti servire ai comuni svantaggiati per dare corso anche al finanziamento delle opere di riqualificazione urbana turistica. Santa Lucia ne avrebbe tratto vantagiato .. forse.

    Dopo il penultimo Accordo Stato-Regione La stretta fiscale dell’Amministrazione Soru si rivelò un flop come lei ricorderà, le tasse sul lussso furono dischiarate incostituzionali e la Regione indebitata fino al collo tento il recupero iscrivendo ad esempio i crediti statali IVA vantati nei confronti dell stato . La regione iscrisse in poste specifiche circa tre miliardi di crediti esibilie la Corte dei Conti dichiarò l’inconsistenza del Bilancio Regionale facendo saltare un gran numero di investimenti POR.

    Come già introducevo il fenomeno delle seconde case ad uso turistico non é l’unico responsabile della lievitazione dei prezzi immobiliari. Levando lo sguardo alla U.E, si riconosce al di la dei localismi il ruolo della Politica Bancaria U.E in Sardegna o in Spagna ad esempio e che inconsapavolemente ma tragicamente determina attraverso il fallimento dei cantieri, di molte società di intermediazione immobiliare locali e la messa a repentagglio del sistema bancario locale. Al livello locale la colpa di chi é?

    A rigor di logica per la legge della domanda e dell’offerta più appartamentini in costa a 2km di distanza come vuole la L:R n° 8 2004 vorrebbero dire eccesso di offerta e quindi prezzi in calo .. ma nella realtà non é così e lo sanno le famiglie sarde dei comuni costieri che affrontano l’acquisto di un immobile. I cantieri sono più o meno fermi e le immobiliari registrano grandi quantità di invenduto. Questo si ripercuote sui, carpentieri, gli idraulici, i lattonieri e i manovali, prima che sugli impresari. Esite una soluzione a tutto ciò? Matematicamente si.

    Il caso Santa Lucia diremo nella tragicità del disprezzo ambientale testimoniato dalla volontà del PUC di eliminare due dune e altrettanta pineta ci insegna una strada virtuosa riguardo al nuovo paradigma di edificabilità delle coste: Meno seconde case + alberghi.

    Meglio per due motivi: 1) la terra e i frutti civili legati ai diritti reali immobiliari restano sardi se non si vendono casette a non residenti.
    2) Gli alberghi producono profitto e salari (anche se scarsi e stagionali) le seconde case invece producono rendite immobiliari: ossia canoni estivi e plusvalenze di cessione.

    L’amministrazione Comunale di Siniscola non ha torto nel voler preferire gli alberghi a nuove villette che richiasno di restare invendute o sfitte una volta ottenuta la concessione edilizia. Si arrichia però adentrandosi in una una strada buia per almeno due motivi:

    A) Sbaglia la collocazione geografica, perché sostituisce un attrattore turistico naturale potentissimo (pineta-dune -arenile) con le strutture ricettive che invece dovrebbero trarre vantaggio della sua esistenza per generare reddito turistico.

    b) Determina una crisi di rappresentanza nel suo stesso elettorato e questo fa imbestialire i cittadini.

    Il dialogo é la soluzione per mediare il processo di svilluppo urbano del quale Siniscola ha bisogno. Il muro contro muro invece fa solo danni come gentilmente ci fa intuire il sign. Francesco Carzedda.

  15. Webmaster scrive:

    @ camu
    per firmare la petizione : Firma ora

    Grazie

  16. andrea cabras scrive:

    Caro Comitato,
    ho visionato i documenti Santa Lucia 1, Santa Lucia 2, Santa Lucia 3 da voi pubblicati.

    PREMESSA: Nella comparazione con altro materiale relativo alle previsioni del PPR Santa Lucia noto almeno il ricorrere di una stranezza. Per iniziare ad analizzarla relativamente al progetto Santa Lucia 2 scelgo di attenermi alle rispettabili valutazioni riferite nei documenti Regionali all’Architetto Cannas:

    obiettivi-strategici-PUC-Siniscola.pdf

    Ricordando che Santa Lucia è dotato di un Piano Particolareggiato approvato con Determinazione n°148/utpnu del 11/03/2002. Rilevo che sulla stessa mappa che riporta le coordinate procedurali del PPR descrivendo quali siano le tre aree soggette a vincoli di edificazione in Santa Lucia. In estrema sintesi e tralasciando i 6 limiti che la legge impone nei processi di pianificazione urbana alla P.A locale (esempio: il rischio idrogeologico) è possibile riconoscere nella normativa Paesaggistica Regionale(applicaz. Art 9 Costituzione Italiana) la distinzione fra TRE tipologie di terre alle quali la pianificazione urbana dei PUC in Santa Lucia dovrebbe adattarsi. Le tre tipologie sono queste:

    1) Centri di Antica formazione, zone di riqualificazione urbana e vincoli stringenti per opere di nuova urbanizzazione.

    2) Centri urbani costieri (il borgo) dove valgano le indicazioni della l’art. 52, comma 2 delle NTA che impone LIMITI specifici alla edificazione di Strutture ricettive Alberghiere sia per le superfici edificabili quanto per le altezze di nuove eventuali costruzioni.

    3) Beni paesaggistici ambientali protetti dal Codice della tutela del Paesaggio secondo art.143 del 42/2004 in armonia con i Piani Paesaggistici Regionali istituiti col medesimo decreto.

    Le prime due aree sono osservabili qui su queste mappe. La prima è in verde la seconda in rosso.

    6_83_20080812095423.pdf

    Considerazioni. Osservando con cura si nota come il l borgo di Santa Lucia sia circondato da “Dune e Sistemi spiaggia” ossia da beni protetti “Come quadri” dalla normativa ambientale (la locuzione significa che come appaiono così devono restare). Questo lo dimostrano ad esempio le topografie Pubbliche allegate alla Scheda d’Ambito N°20, (link: 1_25_20070531114041.pdf. Osservandola, si nota che gran parte della Pineta di Santa Lucia, (Mandras) farebbe parte del cosiddetto sistema Regionale dei Parchi . In queste aree vale il dettato della Legge Quadro sulle Aree Protette 6 dicembre 1991, n. 394 (aree fucsia). Le aree verdi reticolate invece accanto a queste ultime in fuscia sono “spiagge e campi dunali” (la c.d spiaggia lontana). In questi casi la topografia aiuta, ma penso basti farci una passeggiata a piedi per capire senza l’ausilio di questa per rendersi conto che si tratta proprio di dune di sabbia. Per esse, le dune, non è difficile dedurre neppure siano zone ad edificabilità off limits e a protezione totale da nuove urbanizzazioni in quanto beni paesaggistici.
    Tale ipotesi sembra essere confortata dall’ Art.3 della DETERMINAZIONE N. 1821/DG del 30/07/2008 dove si afferma che le: “ alle aree esterne a tale perimetrazione (esterne a quelle rosse e verdi) sono immediatamente applicabili le discipline contenute nel previgente piano urbanistico comunale, correlate alle discipline relative a beni paesaggistici e identitari, ove presenti, nonché a quelle delle corrispondenti aree dell’assetto insediativo” . Il che semplicemente significa che con le sue previsioni nessun PUC non dovrebbe scavalcare o aggirare la normativa che difende i Beni Paesaggistici quali ad esempio Dune prospera e fa reddito il Camping Comunale. Link: 6_83_20080812095407.pdf
    Tuttavia il dispositivo PUC relativo all’albergo comunale Santa Lucia 2, esiste e riguarda proprio tali terre non iscritte nelle prime due tipologie sopra segnalate (rossa e verde),. IL restante lotto dietro il Borgo pescatori è anche esso una duna e questa è la stranezza alla quale mi riferivo all’inizio di questo post. Per cui orami viene un punto interrogativo.

    DOMANDA 3: Perché scegliere proprio quei due lotti e non altrettanti fra le belle terre rurali e non circostanti Santa Lucia?

  17. camu scrive:

    In Italia è sempre così :) Comunque, dove devo firmare?

  18. Sono sorpreso dell’incomunicabilità rilevata in questa vicenda tra base (mi riferisco al nostro Comitato e a chi lo sostiene) e Amministrazione, e ritengo che le colpe non possano essere unilaterali.

    Non entro nel merito del percorso sino al 27 ottobre, ma immagino che questo sia e debbe essere il momento della svolta: sono certo che con la serenità richiesta dai rappresentanti dei cittadini e i dati e le carte alla mano (come richiesto dal Comitato) inizi un iter di assoluta trasparenza, puntuale e continua, su quello che è stato dichiarato l’obiettivo comune, il bene del territorio e della popolazione.

    Anzi sono certo di questo.

    Quali altri motivi potrebbero sottostare a questa istanza popolare, serena e portata avanti da persone adulte, equilibrate e documentate, cui ho sentito di aderire da subito?

    Confido – sentite le intenzioni – in un brillante risultato nel segno (mi piace ribadirlo) di uno sviluppo sostenibile e proficuo per tutti.

    Francesco Carzedda

  19. Ciriaco Davoli scrive:

    Ma possibile che si voglia cancellare l’unico vero borgo marino della zona ? Denuclearizzare il territorio e cementificare S.Lucia mi sembra una gran bella contraddizione. Bisogna impedirlo

  20. Angela Carzedda scrive:

    mi viene voglia di strappare il mio atto di matrimonio dal momento che è stato firmato dall’esimio sindaco pineticida

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