<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Buongiorno Regione del 27 Ottobre 2009</title>
	<atom:link href="http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html</link>
	<description>dal cemento e dalle speculazioni</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jul 2010 07:04:53 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4363</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-346</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 01:27:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-346</guid>
		<description>La stima del danno erariale consiste nella monetizzazione economica della responsabilità amministrativa contabile degli ammistratori di Ente pubblico che abbia sofferto un danno e emergente o un lucro cessante. Nel caso in cui nei procedimenti sottoposti a valutazione sia rilevabile l&#039;illegittimità delle azioni che la determinano, questa generalmente costituisce un&#039;aggravante e non sempre la causa principale del danno. 

Esistono cause e condanne passate in giudicato presso il tribunale amministrativo della Corte dei Conti, che non contemplano questa aggravante poiché per dar corso al procedimento al minimo é sufficiente la dimostrazione economica del danno. Un esempio famoso nella sessione Lombardia, fù la condanna di alcuni membri dell&#039;Ente pubblico al pagamento di multe da circa 50.000 euro ciascuno per aver abbandonato temporanemente la procedura di concessione di alcuni parcheggi perfettamente a norma dal punto di vista archittettonico ed ingegneristico. In quella sede poco importava l&#039;attinenza al bel progetto di quel bene pubblico, se fosse a norma o meno con la normativa ambientale e del paesaggio, ciò che alla Corte dei Conti premeva era monetizzare il danno per la mancata concessione nei tempi previsti. 

Anche l&#039;illogicità economica delle scelte adottate dagli amministratori pubblici sono generiche concause classiche delle pronunce dei tribunali amministrativi. Studiando la materia e pensando al caso pratico di Santa Lucia 2 mi viene un dubbio: forse corriamo dei rischi?  La valutazione del mancato lucro per l&#039;Ente municipale, nel caso di Santa Lucia 2 potrebbe essere una conseguenza diretta della perdita di qualche stagione turistica nelle fasi di transizione fra le due attività economiche. La cosa é abbastanza normale;  i cantieri pubblici chiudaono i lavori sempre oltre i tempi previsti: se si tratta di case scoccia, se invece sono imprese turistiche costa denaro.

In questi casi si genera una forma di danno, il canone annuo di concessione farebbe da numerario del danno.

Nel mio giudizio personale non vi sono forme di dolo o di colpa e non trovo difficoltà a riconoscere la buonafede delle motivazioni che sottendono le scelte del nostro Consiglio Comunale si vorrebbe rendere un servizio al paese.

Nonostante ciò non comprendo l&#039;originalità della logica economica che vuole far dipendere da una determinazione urbanistica l&#039;interruzione dell&#039;esercizio di una sana attività economica di tipo turistico per sostituirla sul medesimo lotto con un&#039;altra nuova, differente e priva di avviamento economico. Personalmente ed umilmente parlando non mi pare che in piena crisi economica la si possa definire una scelta amministrativa prudente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La stima del danno erariale consiste nella monetizzazione economica della responsabilità amministrativa contabile degli ammistratori di Ente pubblico che abbia sofferto un danno e emergente o un lucro cessante. Nel caso in cui nei procedimenti sottoposti a valutazione sia rilevabile l&#8217;illegittimità delle azioni che la determinano, questa generalmente costituisce un&#8217;aggravante e non sempre la causa principale del danno. </p>
<p>Esistono cause e condanne passate in giudicato presso il tribunale amministrativo della Corte dei Conti, che non contemplano questa aggravante poiché per dar corso al procedimento al minimo é sufficiente la dimostrazione economica del danno. Un esempio famoso nella sessione Lombardia, fù la condanna di alcuni membri dell&#8217;Ente pubblico al pagamento di multe da circa 50.000 euro ciascuno per aver abbandonato temporanemente la procedura di concessione di alcuni parcheggi perfettamente a norma dal punto di vista archittettonico ed ingegneristico. In quella sede poco importava l&#8217;attinenza al bel progetto di quel bene pubblico, se fosse a norma o meno con la normativa ambientale e del paesaggio, ciò che alla Corte dei Conti premeva era monetizzare il danno per la mancata concessione nei tempi previsti. </p>
<p>Anche l&#8217;illogicità economica delle scelte adottate dagli amministratori pubblici sono generiche concause classiche delle pronunce dei tribunali amministrativi. Studiando la materia e pensando al caso pratico di Santa Lucia 2 mi viene un dubbio: forse corriamo dei rischi?  La valutazione del mancato lucro per l&#8217;Ente municipale, nel caso di Santa Lucia 2 potrebbe essere una conseguenza diretta della perdita di qualche stagione turistica nelle fasi di transizione fra le due attività economiche. La cosa é abbastanza normale;  i cantieri pubblici chiudaono i lavori sempre oltre i tempi previsti: se si tratta di case scoccia, se invece sono imprese turistiche costa denaro.</p>
<p>In questi casi si genera una forma di danno, il canone annuo di concessione farebbe da numerario del danno.</p>
<p>Nel mio giudizio personale non vi sono forme di dolo o di colpa e non trovo difficoltà a riconoscere la buonafede delle motivazioni che sottendono le scelte del nostro Consiglio Comunale si vorrebbe rendere un servizio al paese.</p>
<p>Nonostante ciò non comprendo l&#8217;originalità della logica economica che vuole far dipendere da una determinazione urbanistica l&#8217;interruzione dell&#8217;esercizio di una sana attività economica di tipo turistico per sostituirla sul medesimo lotto con un&#8217;altra nuova, differente e priva di avviamento economico. Personalmente ed umilmente parlando non mi pare che in piena crisi economica la si possa definire una scelta amministrativa prudente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianfranco meloni w.w.w.irs.sr</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-345</link>
		<dc:creator>gianfranco meloni w.w.w.irs.sr</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:24:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-345</guid>
		<description>il piu&#039; bel albergo possibile 
per Andra  Cabras
Sottile l&#039;ironia.....bellissime le foto di capo spartivento... e perche&#039; No!
Il faro di capo comino potrebbe dare gli stessi  servizi...il paesaggio non manca.....se questi beni tornassero proprieta&#039; del nostro comune e venissero concessi con regole precise....hotel a cinque stelle.
Vorrei essere un giovane disoccupato coperattivizzato.
(altra ironia)
E non ci sono pini da tagliare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il piu&#8217; bel albergo possibile<br />
per Andra  Cabras<br />
Sottile l&#8217;ironia&#8230;..bellissime le foto di capo spartivento&#8230; e perche&#8217; No!<br />
Il faro di capo comino potrebbe dare gli stessi  servizi&#8230;il paesaggio non manca&#8230;..se questi beni tornassero proprieta&#8217; del nostro comune e venissero concessi con regole precise&#8230;.hotel a cinque stelle.<br />
Vorrei essere un giovane disoccupato coperattivizzato.<br />
(altra ironia)<br />
E non ci sono pini da tagliare!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-343</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:36:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-343</guid>
		<description>Basta anche alla critica distruttiva e maliziosa sull’operato della Amministrazione Comunale che con enorme sforzo riesce a realizzare a piccoli passi il benessere della nostra atrettanto piccola comunità. 

Non vi piacciono gli alberghi? Saprete anche che non basta solo criticare chi si impegna a volte sbagliando se si vuole vedere il cambiamento nel territorio .. insomma invece di stare a lamentarci sempre facciamo una critica propositiva. Diamoci una mossa ed aguzziamo l’ingegno per offrire una valida alternativa che possa dar sfogo dare sfogo altrove ed utilmente ad iniziative di edilizia turistica pubblica. Non a SAnta Lucia sia chiaro. 

Ad esempio: Vi andrebbe di Pernottare in un FARO durante le vostre vacanze di Natale?  Impossibile dite? Non più .. da oggi è possibile con un semplice click:

&lt;a href=&quot;http://www.farisardegna.it/?q=node/442&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Fari della Sardegna&lt;/a&gt;

Sarebbe possibile anche a Capo Comino ... sempre siate disposti a portarvi il letto da casa:

&lt;a href=&quot;http://www.farisardegna.it/capocomino&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Faro di Capo Comino&lt;/a&gt;

Insomma .. per ora è solo un’idea per impiegare bene la tredicesima .. A Chia questo servizio pubblico c’è. A Capo Comino potrebbe esserne affidata la gestione con compartecipazione comunale e canone zero ai giovani residenti disoccupati della piccola frazione dell’estremo oriente sardo.

Che ne dite?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Basta anche alla critica distruttiva e maliziosa sull’operato della Amministrazione Comunale che con enorme sforzo riesce a realizzare a piccoli passi il benessere della nostra atrettanto piccola comunità. </p>
<p>Non vi piacciono gli alberghi? Saprete anche che non basta solo criticare chi si impegna a volte sbagliando se si vuole vedere il cambiamento nel territorio .. insomma invece di stare a lamentarci sempre facciamo una critica propositiva. Diamoci una mossa ed aguzziamo l’ingegno per offrire una valida alternativa che possa dar sfogo dare sfogo altrove ed utilmente ad iniziative di edilizia turistica pubblica. Non a SAnta Lucia sia chiaro. </p>
<p>Ad esempio: Vi andrebbe di Pernottare in un FARO durante le vostre vacanze di Natale?  Impossibile dite? Non più .. da oggi è possibile con un semplice click:</p>
<p><a href="http://www.farisardegna.it/?q=node/442" target="_blank" rel="nofollow">Fari della Sardegna</a></p>
<p>Sarebbe possibile anche a Capo Comino &#8230; sempre siate disposti a portarvi il letto da casa:</p>
<p><a href="http://www.farisardegna.it/capocomino" target="_blank" rel="nofollow">Faro di Capo Comino</a></p>
<p>Insomma .. per ora è solo un’idea per impiegare bene la tredicesima .. A Chia questo servizio pubblico c’è. A Capo Comino potrebbe esserne affidata la gestione con compartecipazione comunale e canone zero ai giovani residenti disoccupati della piccola frazione dell’estremo oriente sardo.</p>
<p>Che ne dite?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-342</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 00:59:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-342</guid>
		<description>Se dovessimo soffermarci a guardarci intorno ad osservare di quante e quali cose ha veramente bisogno Siniscola prima che uno o più alberghi pubblici, non basterebbero tre siti internet per terminare di farne l&#039;elenco. 

L&#039;idea di proporre edilizia pubblica per scopi turisti poi é anacronistica come lo é stata tutta la politica turistica siniscolese dagli anni &#039;60 in poi. 

Quando in Gallura costruivano gli alberghi, noi pensavamo ai campeggi, quando poi li facevano i residence noi buttavamo giù le baracche del lungo spiaggia, quando il comparto alberghiero sardo, San Teodoro e Budoni comprese annaspano in un mare nero e vischioso di debiti, noi abbiamo l&#039;aspirazione di moltiplicare l&#039;offerta alberghiera pubblica in un borgo di 100 animeme, assicurandoci di asfissiare subito e senza il beneficio del dubbio l&#039;unica vera iniziativa privata alberghiera compresa nel progetto PUC facendogli &quot;concorrenza puvbblica&quot; .. Che dire cari concittadini?

Vecchi nelle idee, anacronistici nei modi, antichi nei metodi, e noi vittime del solito paradossale antidiluvianesimo di una politica che sembra aggiornare il tasto del copia incolla sempre con venti anni di ritardo? Fate voi.

Ma a quali alberghi d&#039;Egitto a 4 stelle dovremmo pensare? A Siniscola  e la Caletta mancano i tombini come gli scoli separati di acque nere e bianche, l&#039; illuminazione pubblica nel centro storico, i manciapiedi sono foreste di pali innocenti messi qui e li senza senso altro che barriere archittettoniche. Sa petra Ruja poi pare perennemente alluvionata nonostante viga l&#039;imposizione dell&#039;Ici. Sul lato destro della strada all&#039;uscita di La Caletta, dal rifornitore Tamoil fino a Pittalis .. si incontrano dolo 2 tombini per lo scolo delle acque, nelle traverse dell&#039;isolato a sinistra non ve ne sono proprio e quando piove nelle primavere si formano tanti giocondi torrentelli di montagna ove si riproducono gli stoccafissi. L&#039;anno scorso in quel povero rione residenziale ci abbiam fatto la Via crucis con gli stivali di gomma .. che vergogna! C&#039;ero mica solo io sapete?

Albeghi pubblici? Per favore poggiamo i piedi per terra, sperando che non piova.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se dovessimo soffermarci a guardarci intorno ad osservare di quante e quali cose ha veramente bisogno Siniscola prima che uno o più alberghi pubblici, non basterebbero tre siti internet per terminare di farne l&#8217;elenco. </p>
<p>L&#8217;idea di proporre edilizia pubblica per scopi turisti poi é anacronistica come lo é stata tutta la politica turistica siniscolese dagli anni &#8216;60 in poi. </p>
<p>Quando in Gallura costruivano gli alberghi, noi pensavamo ai campeggi, quando poi li facevano i residence noi buttavamo giù le baracche del lungo spiaggia, quando il comparto alberghiero sardo, San Teodoro e Budoni comprese annaspano in un mare nero e vischioso di debiti, noi abbiamo l&#8217;aspirazione di moltiplicare l&#8217;offerta alberghiera pubblica in un borgo di 100 animeme, assicurandoci di asfissiare subito e senza il beneficio del dubbio l&#8217;unica vera iniziativa privata alberghiera compresa nel progetto PUC facendogli &#8220;concorrenza puvbblica&#8221; .. Che dire cari concittadini?</p>
<p>Vecchi nelle idee, anacronistici nei modi, antichi nei metodi, e noi vittime del solito paradossale antidiluvianesimo di una politica che sembra aggiornare il tasto del copia incolla sempre con venti anni di ritardo? Fate voi.</p>
<p>Ma a quali alberghi d&#8217;Egitto a 4 stelle dovremmo pensare? A Siniscola  e la Caletta mancano i tombini come gli scoli separati di acque nere e bianche, l&#8217; illuminazione pubblica nel centro storico, i manciapiedi sono foreste di pali innocenti messi qui e li senza senso altro che barriere archittettoniche. Sa petra Ruja poi pare perennemente alluvionata nonostante viga l&#8217;imposizione dell&#8217;Ici. Sul lato destro della strada all&#8217;uscita di La Caletta, dal rifornitore Tamoil fino a Pittalis .. si incontrano dolo 2 tombini per lo scolo delle acque, nelle traverse dell&#8217;isolato a sinistra non ve ne sono proprio e quando piove nelle primavere si formano tanti giocondi torrentelli di montagna ove si riproducono gli stoccafissi. L&#8217;anno scorso in quel povero rione residenziale ci abbiam fatto la Via crucis con gli stivali di gomma .. che vergogna! C&#8217;ero mica solo io sapete?</p>
<p>Albeghi pubblici? Per favore poggiamo i piedi per terra, sperando che non piova.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianfranco meloni w.w.w.irs.sr</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-341</link>
		<dc:creator>gianfranco meloni w.w.w.irs.sr</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:50:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-341</guid>
		<description>Con questo non intendo dire che a SINISCOLA non deve sorgere un albergo anzi attraverso queste pagine ne voglio denunciare  la mancanza.
Siniscola, paese scomparso. Non piu&#039; turisti e neanche luogo dove alloggiarli.
Paese invivibile a piedi.    Si contano piu&#039; auto che persone.
La via Sassari una volta era il cuore del centro storico pieno di  attivita&#039; commerciali che adesso hanno quasi tutte chiuso i battenti.
Ci sarebbe da prenderlo a esempio per scrivere un trattato sulla cattiva amministrazione........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo non intendo dire che a SINISCOLA non deve sorgere un albergo anzi attraverso queste pagine ne voglio denunciare  la mancanza.<br />
Siniscola, paese scomparso. Non piu&#8217; turisti e neanche luogo dove alloggiarli.<br />
Paese invivibile a piedi.    Si contano piu&#8217; auto che persone.<br />
La via Sassari una volta era il cuore del centro storico pieno di  attivita&#8217; commerciali che adesso hanno quasi tutte chiuso i battenti.<br />
Ci sarebbe da prenderlo a esempio per scrivere un trattato sulla cattiva amministrazione&#8230;&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianfranco meloni</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-340</link>
		<dc:creator>gianfranco meloni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:32:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-340</guid>
		<description>SINTESI DELLA SINTESI
  
Finalmente il Dott.  Andrea  Cabras ci da la possibilita&#039; di capire  in modo  chiaro  e semplice, il suo pensiero.                                            Usare senza consumare, utilizzare senza deturpare, senza soffocare,
senza opprimere il territorio.
Pensiero nel quale è racchiusa l&#039;idea di base di tutti quanti hanno a cuore la salvezza della pineta di S. lucia. 
.                       
Questo concetto è valido anche per tutto il resto del bene-natura. 
Non è stato sempre cosi&#039;:
purtroppo il nostro territorio Thiniscolesu, in altri tempi (150 anni fa) totalmente ricoperto da alberi plurisecolari di quercia venne depredato per fare le regie traversine  della ferrovia italica.
.Non dobbiamo rifare gli stessi errori!
Attraverso vari esempi  che non intendo ripetere nuovamente si puo&#039; dimostrabile che è possibile creare una rendita simile senza ribaltare totalmente  la storia urbanistica del borgo.

Andare a dire che il cemento portera&#039; progresso e posti di lavoro non è serio.
 Poi  trovo veramente poco onesto il cercare di sfruttare il sentimento campanilistico-popolare  tendente a confrontare lo sfruttamento del territorio di Thiniscole  con quello di Budoni e San Teodoro.
E dalli:
LORO HANNO I RESIDENCE E NOI NO!!
Ebbe? e con questo?
Ci si dimentica che si parla di paesi molto piccoli, situati  vicino al mare con tanto territorio privato e comunque dopo due o tre mesi totalmente spopolati.
Un benessere effimero! e quasi totalmente in mano a SOCIETA&#039; che non reinvestono in sardegna i loro profitti!
POI VORREI SAPERE... quanti sono i produttori ortofrutticoli sardi che li riforniscono.....ecc.
Quanti gli alimentari e cosi&#039; via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SINTESI DELLA SINTESI</p>
<p>Finalmente il Dott.  Andrea  Cabras ci da la possibilita&#8217; di capire  in modo  chiaro  e semplice, il suo pensiero.                                            Usare senza consumare, utilizzare senza deturpare, senza soffocare,<br />
senza opprimere il territorio.<br />
Pensiero nel quale è racchiusa l&#8217;idea di base di tutti quanti hanno a cuore la salvezza della pineta di S. lucia.<br />
.<br />
Questo concetto è valido anche per tutto il resto del bene-natura.<br />
Non è stato sempre cosi&#8217;:<br />
purtroppo il nostro territorio Thiniscolesu, in altri tempi (150 anni fa) totalmente ricoperto da alberi plurisecolari di quercia venne depredato per fare le regie traversine  della ferrovia italica.<br />
.Non dobbiamo rifare gli stessi errori!<br />
Attraverso vari esempi  che non intendo ripetere nuovamente si puo&#8217; dimostrabile che è possibile creare una rendita simile senza ribaltare totalmente  la storia urbanistica del borgo.</p>
<p>Andare a dire che il cemento portera&#8217; progresso e posti di lavoro non è serio.<br />
 Poi  trovo veramente poco onesto il cercare di sfruttare il sentimento campanilistico-popolare  tendente a confrontare lo sfruttamento del territorio di Thiniscole  con quello di Budoni e San Teodoro.<br />
E dalli:<br />
LORO HANNO I RESIDENCE E NOI NO!!<br />
Ebbe? e con questo?<br />
Ci si dimentica che si parla di paesi molto piccoli, situati  vicino al mare con tanto territorio privato e comunque dopo due o tre mesi totalmente spopolati.<br />
Un benessere effimero! e quasi totalmente in mano a SOCIETA&#8217; che non reinvestono in sardegna i loro profitti!<br />
POI VORREI SAPERE&#8230; quanti sono i produttori ortofrutticoli sardi che li riforniscono&#8230;..ecc.<br />
Quanti gli alimentari e cosi&#8217; via.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea cabras</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-3#comment-339</link>
		<dc:creator>andrea cabras</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:49:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-339</guid>
		<description>Sintesi.  Se devo convertire un&#039;attività economica, anzitutto devo preoccuparmi di assicurarmi di ottenere con la nuova lo stesso ammontare di ricavi. Avendo tale certezza se nella valutazione dei costi, mi rendo conto che a causa degli alti costi di investimento che dovrò sopportare per metterla in funzione, il profitto che ricaverò con la nuova sarà inferiore alla esistente che vorrei convertire .. senza pensarci un minuto in più, prima butto nel cestito il mio progetto maldestro, poi stendo l&#039;amaca fra due pini quindi mi riposo beatamente in attesa dell&#039; estate quando guadagnerò gli stessi soldi dell&#039;anno prima senza impiegare inutilmente ed affannosamente i miei euro in un progetto economico sconveniente ed anti-ambientalista. Così farebbe qualsiasi buon padre di famiglia.

A parità di ricavo infatti é sempre sconveniente condurre un&#039;attività economica con alti costi fissi ed identici costi variabili. Con meno costi fissi si guadagna flessibilità nell&#039;offerta. Se due tende sostituiscono col medesimo ricavo un bungalow e questo a sua volta quattro posti in un albergo di cementoarmato ..  é chiaro che a parità di ricavo due tende hanno costi fissi nulli, il bungalow costi fissi medi, il cemento armato alti costi e rigidità implicite. Allora il margine di profitto ricavabile da due tende sarà sempre più alto degli equivalenti quattro posti letto in un albergo di cemento armato: caeteris paribus. Le tende convengono più permettono un&#039;aofferta turistica più felssibile ed hanno un impatto ambientale inferiore. Allo stesso modo i bungalow se presentano forme di rigità sono tuttavia più convenienti e meno impattanti del cemento armato. Dove stiamo andando a parare?

...

Riguardo la domanda posta da Caterina Floris: si può proporre la conversione o meno del camping Le Ginestre verso un albergo, ricordandosi sin d&#039;ora che rimetterlo in piedi come camping comunale costerà meno e sarà più rapido di qualsiasi trasformazione in &quot;Hotel pubblico&quot;. La storia economica del luogo insegna: all&#039;ingresso di La Caletta c&#039;é già un ostello pubblico abbandonato da anni: si metta prima in funzione quello e lo si conceda con un bando pubblico ... oppure lo si demolisca definitivamente se si pensa di non poterlo collaudare. Il suo attuale stato di abbandono é una vergogna per la vocazione turistica dei nostri bei luoghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi.  Se devo convertire un&#8217;attività economica, anzitutto devo preoccuparmi di assicurarmi di ottenere con la nuova lo stesso ammontare di ricavi. Avendo tale certezza se nella valutazione dei costi, mi rendo conto che a causa degli alti costi di investimento che dovrò sopportare per metterla in funzione, il profitto che ricaverò con la nuova sarà inferiore alla esistente che vorrei convertire .. senza pensarci un minuto in più, prima butto nel cestito il mio progetto maldestro, poi stendo l&#8217;amaca fra due pini quindi mi riposo beatamente in attesa dell&#8217; estate quando guadagnerò gli stessi soldi dell&#8217;anno prima senza impiegare inutilmente ed affannosamente i miei euro in un progetto economico sconveniente ed anti-ambientalista. Così farebbe qualsiasi buon padre di famiglia.</p>
<p>A parità di ricavo infatti é sempre sconveniente condurre un&#8217;attività economica con alti costi fissi ed identici costi variabili. Con meno costi fissi si guadagna flessibilità nell&#8217;offerta. Se due tende sostituiscono col medesimo ricavo un bungalow e questo a sua volta quattro posti in un albergo di cementoarmato ..  é chiaro che a parità di ricavo due tende hanno costi fissi nulli, il bungalow costi fissi medi, il cemento armato alti costi e rigidità implicite. Allora il margine di profitto ricavabile da due tende sarà sempre più alto degli equivalenti quattro posti letto in un albergo di cemento armato: caeteris paribus. Le tende convengono più permettono un&#8217;aofferta turistica più felssibile ed hanno un impatto ambientale inferiore. Allo stesso modo i bungalow se presentano forme di rigità sono tuttavia più convenienti e meno impattanti del cemento armato. Dove stiamo andando a parare?</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Riguardo la domanda posta da Caterina Floris: si può proporre la conversione o meno del camping Le Ginestre verso un albergo, ricordandosi sin d&#8217;ora che rimetterlo in piedi come camping comunale costerà meno e sarà più rapido di qualsiasi trasformazione in &#8220;Hotel pubblico&#8221;. La storia economica del luogo insegna: all&#8217;ingresso di La Caletta c&#8217;é già un ostello pubblico abbandonato da anni: si metta prima in funzione quello e lo si conceda con un bando pubblico &#8230; oppure lo si demolisca definitivamente se si pensa di non poterlo collaudare. Il suo attuale stato di abbandono é una vergogna per la vocazione turistica dei nostri bei luoghi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Carzedda</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-2#comment-338</link>
		<dc:creator>Francesco Carzedda</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:46:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-338</guid>
		<description>Sono lietissimo che il Sig. Andrea Cabras abbia aperto una discussione sul Forum con autorevoli argomentazioni corredati di dati ma con sintesi leggibili.

Andiamo a consultare il Forum, è un luogo di confronto da cui si traggono spunti utilissimi.

E&#039; anche un modo per essere più preparati, più forti, più uniti, più sicuri.

Francesco Carzedda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lietissimo che il Sig. Andrea Cabras abbia aperto una discussione sul Forum con autorevoli argomentazioni corredati di dati ma con sintesi leggibili.</p>
<p>Andiamo a consultare il Forum, è un luogo di confronto da cui si traggono spunti utilissimi.</p>
<p>E&#8217; anche un modo per essere più preparati, più forti, più uniti, più sicuri.</p>
<p>Francesco Carzedda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonello Manca</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-2#comment-307</link>
		<dc:creator>Antonello Manca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:50:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-307</guid>
		<description>Stamane su internet sulla pagina principale di Tiscali leggo l’ articolo sotto riportato:
Cronaca 
Milano, l&#039;idea di Renzo Piano: un bosco davanti al Duomo
Una zona verde proprio davanti al Duomo di Milano. L’idea è di Renzo Piano e prevede di impiantare un bosco con &quot;una settantina di piante&quot; per ridare respiro alla famosa piazza milanese. Il grande architetto genovese è stato chiamato a trovare una collocazione ai 90mila alberi donati da Claudio Abbado per il suo ritorno a dirigere alla Scala, previsto per il 6 giugno 2010. Piano, a Milano per presentare il numero monografico di Abitare a lui dedicato dal titolo &quot;Being Renzo Piano&quot;, ha in mente anche altre zone verdi in centro, come riporta il Corriere della Sera: un centinaio di alberi in via Dante e poi altro verde in via Orefici e in Piazza Cordusio. E ancora altre piante per scacciare macchine e motorini. &quot;Qui - si è schermito l&#039;architetto - faccio solo il contadino e il geometra per Claudio, il mio compito è piantare alberi e basta&quot;.

Renzo Piano immagina &quot;un lavoro di équipe: con il Comune, la Soprintendenza, il mio studio, i tecni-ci&quot;. Sostiene inoltre che i 90 mila alberi &quot;potrebbero essere aceri (i platani qui in città soffrono)&quot;. Se-condo il Corsera questi novantamila alberi non sono altro che un&#039;occasione per riaprire il discorso in-torno al futuro delle città dal centro alle periferie. &quot;Il problema - ha aggiunto Piano - è trovare un e-quilibrio tra la disposizione degli alberi, l`arredo urbano, le vetrine dei negozi, i servizi e i sottoservizi. Per questo è fondamentale questo lavoro di collaborazione&quot;.

L&#039;idea del bosco in Piazza Duomo comunque secondo l&#039;architetto, &quot;presenta una serie di difficoltà, perché, ad esempio, il bosco dovrà essere in qualche modo presidiato, per evitare ogni possibile forma di degrado&quot;. Eppure Piano sembra fiducioso: &quot;Il 30 di questo mese ci incontreremo con Claudio qui a Milano e se tutto va bene potremmo cominciare a piantare i primi alberi già entro la fine dell&#039;anno, al più tardi ai primi di gennaio&quot;. Questo centro di Milano pieno di alberi non rappresenta che l&#039;ulteriore frammento di un progetto ben più grande che terrà conto delle aree di verde che già esistono. E che &quot;non si dimenticherà delle periferie&quot;. Piano l&#039;ha ribadito spesso: &quot;Le città del futuro si ricostruiranno dalle periferie&quot;.

Il primo pensiero che mi viene spontaneo è che, dove gli alberi non ci sono, se ne ravvisa la necessità tanto da far si che un architetto di fama mondiale venga chiamato a prevederne una disposizione ade-guata.
Il secondo pensiero vola veloce alla situazione che stiamo vivendo a Santa Lucia. Qui gli alberi – gra-zie a Dio – ci sono e ormai fanno parte del Borgo, dell’ intera Comunità e di noi che li abbiamo visti crescere.
Però evidentemente non tutti la pensiamo nello stesso modo …….. per cui un manipolo di Amministra-tori locali decide che di buona parte del bosco di pino domestico se ne può fare benissimo a meno.
E decide nonostante la Comunità  a cui ho accennato poco sopra sia una comunità mista per credere po-litico, per livello di istruzione, per livello sociale e per appartenenza geografica.
E ci piace essere così visto che buona parte dei consensi di cui ci onoriamo arrivano da tutta l’ Europa. Infatti il Borgo è conosciuto e apprezzato in tutta Europa proprio per l’ integrità della sua conservazio-ne.
Oggi leggo inoltre sui quotidiani che Legambiente ha rotto il silenzio emanando una nota e promuo-vendo insieme all’ Amministrazione Comunale un incontro pubblico per la prossima settimana.
Mi chiedo se questo intervento sia da considerarsi una risposta alla richiesta di intervento del Comitato o se sia un intervento programmato con l’ Amministrazione che, non dimentichiamoci, mantiene stretti contatti con Legambiente.
A questo punto sono un po’ perplesso e leggo la nota pervenuta “Considerazioni sul PUC di Siniscola”.
Riporto integralmente la parte riguardante il Borgo:
&lt;strong&gt;SANTA LUCIA &lt;/strong&gt;
Per quanto riguarda la borgata di S. Lucia, si prende atto che l’attuale amministrazione comuna-le si trova a far fronte a decisioni delle precedenti amministrazioni, che avevano comportato tra l’altro la vendita ai privati dei terreni comunali sulla strada lungomare. Inoltre era stato adottato un pia-no particolareggiato per la borgata, approvato a larga maggioranza dal consiglio comunale, che preve-deva uno sviluppo alberghiero significativo. E’ comprensibile la tendenza a promuovere lo sviluppo delle strutture alberghiere sulla costa ma dovrebbe avvenire coerentemente al contesto e nel rispetto rigoroso dei principi di compatibilità paesistico- ambientale. Si deve considerare che l’estesa pineta è il risultato di una grande operazione degli anni ’40 funzionale a fissare l’imponente sistema dunale litoraneo che per sua natura costituisce una struttura abbastanza fragile. E&#039; indubbio che l’attuale carico antropico, nell&#039;area dei campeggi di S.Lucia, rischia di compromettere la conservazione di quella pine-ta, che avendo raggiunto la sua maturità richiede interventi per favorire la rinnovazione. Il PUC deve quindi essere lo strumento idoneo per ridisegnare e riequilibrare la fruizione di quella pineta miglioran-done la struttura e la composizione. 
Per quanto riguarda le indicazioni contenute nel PUC, si possono formulare le seguenti osserva-zioni:
&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; All’interno delle estese aree private comprese tra la pineta comunale e la SS 125 sembra accettabile la indicazione di prevedere solo la destinazione alberghiera e non quella residenziale.
&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; Nell’area comunale dove è attualmente ubicato il campeggio La Mandragola è prevista la riconver-sione da campeggio a struttura alberghiera di categoria elevata con una volumetria di 11000 metri cubi e la realizzazione di una strada di servizio. Senza entrare nel merito della scelta di trasformazione da campeggio ad albergo ma analizzando l’intervento dal punto di vista ambientale, la trasformazione di categoria ricettiva è ammissibile a patto di sottoporre a rigorosa valutazione di impatto ambientale le diverse tipologie costruttive realizzabili. In ogni caso deve essere garantito che tale insediamento alber-ghiero e la strada debbano inserirsi organicamente nella pineta cercando di non alterarne la continuità e conseguentemente il suo contributo alla tutela del sistema dunale.
&lt;strong&gt;3.&lt;/strong&gt; Per quanto riguarda la struttura alberghiera della via compresa tra la fontanella di Via dei Pini e spiaggia lontana, conseguente alla cessione del terreno da parte dell’amministrazione comunale ad un privato e con progetto approvato, si ritiene opportuno che la struttura debba essere realizzata con tipo-logia coerente con il contesto in cui si inserisce. Per cui la struttura alberghiera prevista dovrebbe ri-spettare le tipologie caratteristiche originarie del villaggio e in particolare degli edifici limitrofi.
&lt;strong&gt;4.&lt;/strong&gt; Sulla fascia costiera retrostante il villaggio pescatori dove attualmente inizia la fascia pinetata è pre-vista una struttura alberghiera pubblica (già compresa nel piano particolareggiato) di categoria media (tre stelle) con annessa zona destinata a parcheggi. Per tale struttura alberghiera è prevista una volume-tria di 16.000 metri cubi a fronte di una capacità ricettiva di circa 200 posti letto. Riteniamo che la rea-lizzazione di tale struttura alberghiera avrebbe la connotazione di un blocco costruttivo difforme dalla tipologia caratteristica di S. Lucia ed eccessivamente impattante sul sistema ambientale dominante. Si dovrebbe evitare la previsione di strutture alberghiere nell’estremità del villaggio, sia per salvaguardare uno dei tratti più suggestivi, ora in parte degradato della pineta, sia per non creare la convergenza di un rilevante traffico veicolare che metterebbe in crisi il fragile assetto urbano della borgata. Si deve inoltre considerare che tale struttura, seppure già inserita nel piano particolareggiato, altererebbe la fisionomia tipica della borgata che ne rappresenta la principale attrattiva. Per tali considerazioni esprimiamo la no-stra contrarietà alla previsione di tale struttura alberghiera. 
In coerenza con le scelte di carattere generale la borgata di S. Lucia dovrebbe essere salvaguardata nel-la sua caratteristica di borgo marino mediterraneo. Dovrebbe essere riqualificata la transizione con il sistema dunale. 
&lt;strong&gt;5.&lt;/strong&gt; VIABILITA&#039;: Per eliminare l’effetto “imbuto” di S. Lucia dove la strada di ingresso è anche di usci-ta, sarebbe utile prevedere dei parcheggi di testata nel bivio d’ingresso dalla SS 125. E’ condivisibile la prospettiva contenuta nel PUC di pedonalizzare il fronte mare. Sarebbe opportuno eliminare il transito dei veicoli lungo la costa verso la “spiaggia dei confetti”. 

&lt;strong&gt;CONCLUSIONI&lt;/strong&gt;
Seppure condizionata da una pesante eredità in termini di previsioni volumetriche l’amministrazione comunale ha scelto con convinzione l’adeguamento alle regole del PPR, nella consapevolezza che un sistema urbanistico più equilibrato determina un assetto sociale ed economico con prospettive lungimiranti per il futuro. Infatti si da atto che la tutela e valorizzazione di tutto il sistema am-bientale costiero (Capo Comino, Berchida, Rio di Siniscola) e montano del Montalbo viene indi-viduata come asse strategico della nuova pianificazione. L’impostazione generale che sottende il PUC dovrebbe vedere in S. Lucia una conferma importante con la riaffermazione, a nostro parere, delle caratteristiche originarie della borgata e la risistemazione complessiva della pineta. Invece riscontria-mo una contraddizione, laddove è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera, al mar-gine della borgata oltre il villaggio pescatori, che rischia di connotare negativamente una positiva pianificazione. Pertanto chiediamo alla Amministrazione Comunale, al fine di far emergere il va-lore positivo generale delle scelte contenute nel PUC, la revisione delle indicazioni contradditorie sopracitate per S. Lucia. In tal modo è possibile pervenire ad una sistemazione generale, con l’esaltazione del valore tipologico della borgata unita alla riqualificazione e potenziamento del contesto ambientale, che potrebbe, a parere della Legambiente, diventare l’elemento distintivo e caratterizzante di tutta la impostazione del PUC.

Ritengo a questo punto doveroso far notare al firmatario alcune incongruenze che vado a elencare:
E’ vero che l’attuale amministrazione comunale si trova a far fronte a decisioni delle pre-cedenti amministrazioni ma è altrettanto vero che una Amministrazione che si rispetti debba essere in grado di fare un passo indietro, se ritiene che l’ operato delle amministrazioni precedenti non sia con-forme al suo modus operandi. Se così non fa evidentemente è d’ accordo con chi lo ha preceduto e con-seguentemente dietro questo non può assolutamente trincerarsi e nascondersi.
Nei riguardi del carico antropico nell&#039;area dei campeggi di S.Lucia che rischierebbe di compromettere la conservazione di quella pineta, che avendo raggiunto la sua maturità richiederebbe interventi per fa-vorirne la rinnovazione, credo che questi ultimi non possano certo essere risolti con la costruzione delle previste strutture e conseguente taglio del bosco che interferirebbe con le strutture stesse. Mi si spieghi poi come si farebbe a “garantire che tale insediamento alberghiero e la strada debbano inserirsi organicamente nella pineta cercando di non alterarne la continuità e conseguentemente il suo contributo alla tutela del sistema dunale”.

 Per quanto riguarda la struttura alberghiera della via compresa tra la fontanella di Via dei Pini e spiaggia lontana, conseguente alla cessione del terreno da parte dell’Amministrazione Comunale ad un privato e con progetto approvato ricordo a Legambiente che su tale progetto insiste l’ annullamento dell’ Autorizzazione RAS Serv. Governo e territorio Prov. Di Nuoro e Ogliastra esercitato dalla Soprin-tendenza per i Beni Architettonici Il Paesaggio e il Patrimonio storico, Artistico Ed Etnoantropologico di Sassari e Nuoro con Decreto del Sopraintendente n°57/2009 del 13.10.2009 prot.1574 indirizzato all’ Amministrazione Comunale di Siniscola e per conoscenza alla Immobiliare Santa Lucia srl.

 Nei riguardi del previsto albergo limitrofo al Villaggio pescatori concordo che la realizzazione di tale struttura alberghiera avrebbe la connotazione di un blocco costruttivo difforme dalla tipologia caratteristica di S. Lucia ed eccessivamente impattante sul sistema ambientale dominante (come d’ al-tronde le altre strutture alberghiere previste).
 Nei riguardi della viabilità concordo (con alcune riserve) per eliminare l’effetto “imbuto” di S. Lucia dove la strada di ingresso è anche di uscita, sarebbe utile prevedere dei parcheggi di testata nel bivio d’ingresso dalla SS 125. E’ condivisibile la prospettiva contenuta nel PUC di pedonalizzare il fronte mare. Sarebbe opportuno eliminare il transito dei veicoli lungo la costa verso la “spiaggia dei confetti”.

Grazie per l’ attenzione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane su internet sulla pagina principale di Tiscali leggo l’ articolo sotto riportato:<br />
Cronaca<br />
Milano, l&#8217;idea di Renzo Piano: un bosco davanti al Duomo<br />
Una zona verde proprio davanti al Duomo di Milano. L’idea è di Renzo Piano e prevede di impiantare un bosco con &#8220;una settantina di piante&#8221; per ridare respiro alla famosa piazza milanese. Il grande architetto genovese è stato chiamato a trovare una collocazione ai 90mila alberi donati da Claudio Abbado per il suo ritorno a dirigere alla Scala, previsto per il 6 giugno 2010. Piano, a Milano per presentare il numero monografico di Abitare a lui dedicato dal titolo &#8220;Being Renzo Piano&#8221;, ha in mente anche altre zone verdi in centro, come riporta il Corriere della Sera: un centinaio di alberi in via Dante e poi altro verde in via Orefici e in Piazza Cordusio. E ancora altre piante per scacciare macchine e motorini. &#8220;Qui &#8211; si è schermito l&#8217;architetto &#8211; faccio solo il contadino e il geometra per Claudio, il mio compito è piantare alberi e basta&#8221;.</p>
<p>Renzo Piano immagina &#8220;un lavoro di équipe: con il Comune, la Soprintendenza, il mio studio, i tecni-ci&#8221;. Sostiene inoltre che i 90 mila alberi &#8220;potrebbero essere aceri (i platani qui in città soffrono)&#8221;. Se-condo il Corsera questi novantamila alberi non sono altro che un&#8217;occasione per riaprire il discorso in-torno al futuro delle città dal centro alle periferie. &#8220;Il problema &#8211; ha aggiunto Piano &#8211; è trovare un e-quilibrio tra la disposizione degli alberi, l`arredo urbano, le vetrine dei negozi, i servizi e i sottoservizi. Per questo è fondamentale questo lavoro di collaborazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;idea del bosco in Piazza Duomo comunque secondo l&#8217;architetto, &#8220;presenta una serie di difficoltà, perché, ad esempio, il bosco dovrà essere in qualche modo presidiato, per evitare ogni possibile forma di degrado&#8221;. Eppure Piano sembra fiducioso: &#8220;Il 30 di questo mese ci incontreremo con Claudio qui a Milano e se tutto va bene potremmo cominciare a piantare i primi alberi già entro la fine dell&#8217;anno, al più tardi ai primi di gennaio&#8221;. Questo centro di Milano pieno di alberi non rappresenta che l&#8217;ulteriore frammento di un progetto ben più grande che terrà conto delle aree di verde che già esistono. E che &#8220;non si dimenticherà delle periferie&#8221;. Piano l&#8217;ha ribadito spesso: &#8220;Le città del futuro si ricostruiranno dalle periferie&#8221;.</p>
<p>Il primo pensiero che mi viene spontaneo è che, dove gli alberi non ci sono, se ne ravvisa la necessità tanto da far si che un architetto di fama mondiale venga chiamato a prevederne una disposizione ade-guata.<br />
Il secondo pensiero vola veloce alla situazione che stiamo vivendo a Santa Lucia. Qui gli alberi – gra-zie a Dio – ci sono e ormai fanno parte del Borgo, dell’ intera Comunità e di noi che li abbiamo visti crescere.<br />
Però evidentemente non tutti la pensiamo nello stesso modo …….. per cui un manipolo di Amministra-tori locali decide che di buona parte del bosco di pino domestico se ne può fare benissimo a meno.<br />
E decide nonostante la Comunità  a cui ho accennato poco sopra sia una comunità mista per credere po-litico, per livello di istruzione, per livello sociale e per appartenenza geografica.<br />
E ci piace essere così visto che buona parte dei consensi di cui ci onoriamo arrivano da tutta l’ Europa. Infatti il Borgo è conosciuto e apprezzato in tutta Europa proprio per l’ integrità della sua conservazio-ne.<br />
Oggi leggo inoltre sui quotidiani che Legambiente ha rotto il silenzio emanando una nota e promuo-vendo insieme all’ Amministrazione Comunale un incontro pubblico per la prossima settimana.<br />
Mi chiedo se questo intervento sia da considerarsi una risposta alla richiesta di intervento del Comitato o se sia un intervento programmato con l’ Amministrazione che, non dimentichiamoci, mantiene stretti contatti con Legambiente.<br />
A questo punto sono un po’ perplesso e leggo la nota pervenuta “Considerazioni sul PUC di Siniscola”.<br />
Riporto integralmente la parte riguardante il Borgo:<br />
<strong>SANTA LUCIA </strong><br />
Per quanto riguarda la borgata di S. Lucia, si prende atto che l’attuale amministrazione comuna-le si trova a far fronte a decisioni delle precedenti amministrazioni, che avevano comportato tra l’altro la vendita ai privati dei terreni comunali sulla strada lungomare. Inoltre era stato adottato un pia-no particolareggiato per la borgata, approvato a larga maggioranza dal consiglio comunale, che preve-deva uno sviluppo alberghiero significativo. E’ comprensibile la tendenza a promuovere lo sviluppo delle strutture alberghiere sulla costa ma dovrebbe avvenire coerentemente al contesto e nel rispetto rigoroso dei principi di compatibilità paesistico- ambientale. Si deve considerare che l’estesa pineta è il risultato di una grande operazione degli anni ’40 funzionale a fissare l’imponente sistema dunale litoraneo che per sua natura costituisce una struttura abbastanza fragile. E&#8217; indubbio che l’attuale carico antropico, nell&#8217;area dei campeggi di S.Lucia, rischia di compromettere la conservazione di quella pine-ta, che avendo raggiunto la sua maturità richiede interventi per favorire la rinnovazione. Il PUC deve quindi essere lo strumento idoneo per ridisegnare e riequilibrare la fruizione di quella pineta miglioran-done la struttura e la composizione.<br />
Per quanto riguarda le indicazioni contenute nel PUC, si possono formulare le seguenti osserva-zioni:<br />
<strong>1.</strong> All’interno delle estese aree private comprese tra la pineta comunale e la SS 125 sembra accettabile la indicazione di prevedere solo la destinazione alberghiera e non quella residenziale.<br />
<strong>2.</strong> Nell’area comunale dove è attualmente ubicato il campeggio La Mandragola è prevista la riconver-sione da campeggio a struttura alberghiera di categoria elevata con una volumetria di 11000 metri cubi e la realizzazione di una strada di servizio. Senza entrare nel merito della scelta di trasformazione da campeggio ad albergo ma analizzando l’intervento dal punto di vista ambientale, la trasformazione di categoria ricettiva è ammissibile a patto di sottoporre a rigorosa valutazione di impatto ambientale le diverse tipologie costruttive realizzabili. In ogni caso deve essere garantito che tale insediamento alber-ghiero e la strada debbano inserirsi organicamente nella pineta cercando di non alterarne la continuità e conseguentemente il suo contributo alla tutela del sistema dunale.<br />
<strong>3.</strong> Per quanto riguarda la struttura alberghiera della via compresa tra la fontanella di Via dei Pini e spiaggia lontana, conseguente alla cessione del terreno da parte dell’amministrazione comunale ad un privato e con progetto approvato, si ritiene opportuno che la struttura debba essere realizzata con tipo-logia coerente con il contesto in cui si inserisce. Per cui la struttura alberghiera prevista dovrebbe ri-spettare le tipologie caratteristiche originarie del villaggio e in particolare degli edifici limitrofi.<br />
<strong>4.</strong> Sulla fascia costiera retrostante il villaggio pescatori dove attualmente inizia la fascia pinetata è pre-vista una struttura alberghiera pubblica (già compresa nel piano particolareggiato) di categoria media (tre stelle) con annessa zona destinata a parcheggi. Per tale struttura alberghiera è prevista una volume-tria di 16.000 metri cubi a fronte di una capacità ricettiva di circa 200 posti letto. Riteniamo che la rea-lizzazione di tale struttura alberghiera avrebbe la connotazione di un blocco costruttivo difforme dalla tipologia caratteristica di S. Lucia ed eccessivamente impattante sul sistema ambientale dominante. Si dovrebbe evitare la previsione di strutture alberghiere nell’estremità del villaggio, sia per salvaguardare uno dei tratti più suggestivi, ora in parte degradato della pineta, sia per non creare la convergenza di un rilevante traffico veicolare che metterebbe in crisi il fragile assetto urbano della borgata. Si deve inoltre considerare che tale struttura, seppure già inserita nel piano particolareggiato, altererebbe la fisionomia tipica della borgata che ne rappresenta la principale attrattiva. Per tali considerazioni esprimiamo la no-stra contrarietà alla previsione di tale struttura alberghiera.<br />
In coerenza con le scelte di carattere generale la borgata di S. Lucia dovrebbe essere salvaguardata nel-la sua caratteristica di borgo marino mediterraneo. Dovrebbe essere riqualificata la transizione con il sistema dunale.<br />
<strong>5.</strong> VIABILITA&#8217;: Per eliminare l’effetto “imbuto” di S. Lucia dove la strada di ingresso è anche di usci-ta, sarebbe utile prevedere dei parcheggi di testata nel bivio d’ingresso dalla SS 125. E’ condivisibile la prospettiva contenuta nel PUC di pedonalizzare il fronte mare. Sarebbe opportuno eliminare il transito dei veicoli lungo la costa verso la “spiaggia dei confetti”. </p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Seppure condizionata da una pesante eredità in termini di previsioni volumetriche l’amministrazione comunale ha scelto con convinzione l’adeguamento alle regole del PPR, nella consapevolezza che un sistema urbanistico più equilibrato determina un assetto sociale ed economico con prospettive lungimiranti per il futuro. Infatti si da atto che la tutela e valorizzazione di tutto il sistema am-bientale costiero (Capo Comino, Berchida, Rio di Siniscola) e montano del Montalbo viene indi-viduata come asse strategico della nuova pianificazione. L’impostazione generale che sottende il PUC dovrebbe vedere in S. Lucia una conferma importante con la riaffermazione, a nostro parere, delle caratteristiche originarie della borgata e la risistemazione complessiva della pineta. Invece riscontria-mo una contraddizione, laddove è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera, al mar-gine della borgata oltre il villaggio pescatori, che rischia di connotare negativamente una positiva pianificazione. Pertanto chiediamo alla Amministrazione Comunale, al fine di far emergere il va-lore positivo generale delle scelte contenute nel PUC, la revisione delle indicazioni contradditorie sopracitate per S. Lucia. In tal modo è possibile pervenire ad una sistemazione generale, con l’esaltazione del valore tipologico della borgata unita alla riqualificazione e potenziamento del contesto ambientale, che potrebbe, a parere della Legambiente, diventare l’elemento distintivo e caratterizzante di tutta la impostazione del PUC.</p>
<p>Ritengo a questo punto doveroso far notare al firmatario alcune incongruenze che vado a elencare:<br />
E’ vero che l’attuale amministrazione comunale si trova a far fronte a decisioni delle pre-cedenti amministrazioni ma è altrettanto vero che una Amministrazione che si rispetti debba essere in grado di fare un passo indietro, se ritiene che l’ operato delle amministrazioni precedenti non sia con-forme al suo modus operandi. Se così non fa evidentemente è d’ accordo con chi lo ha preceduto e con-seguentemente dietro questo non può assolutamente trincerarsi e nascondersi.<br />
Nei riguardi del carico antropico nell&#8217;area dei campeggi di S.Lucia che rischierebbe di compromettere la conservazione di quella pineta, che avendo raggiunto la sua maturità richiederebbe interventi per fa-vorirne la rinnovazione, credo che questi ultimi non possano certo essere risolti con la costruzione delle previste strutture e conseguente taglio del bosco che interferirebbe con le strutture stesse. Mi si spieghi poi come si farebbe a “garantire che tale insediamento alberghiero e la strada debbano inserirsi organicamente nella pineta cercando di non alterarne la continuità e conseguentemente il suo contributo alla tutela del sistema dunale”.</p>
<p> Per quanto riguarda la struttura alberghiera della via compresa tra la fontanella di Via dei Pini e spiaggia lontana, conseguente alla cessione del terreno da parte dell’Amministrazione Comunale ad un privato e con progetto approvato ricordo a Legambiente che su tale progetto insiste l’ annullamento dell’ Autorizzazione RAS Serv. Governo e territorio Prov. Di Nuoro e Ogliastra esercitato dalla Soprin-tendenza per i Beni Architettonici Il Paesaggio e il Patrimonio storico, Artistico Ed Etnoantropologico di Sassari e Nuoro con Decreto del Sopraintendente n°57/2009 del 13.10.2009 prot.1574 indirizzato all’ Amministrazione Comunale di Siniscola e per conoscenza alla Immobiliare Santa Lucia srl.</p>
<p> Nei riguardi del previsto albergo limitrofo al Villaggio pescatori concordo che la realizzazione di tale struttura alberghiera avrebbe la connotazione di un blocco costruttivo difforme dalla tipologia caratteristica di S. Lucia ed eccessivamente impattante sul sistema ambientale dominante (come d’ al-tronde le altre strutture alberghiere previste).<br />
 Nei riguardi della viabilità concordo (con alcune riserve) per eliminare l’effetto “imbuto” di S. Lucia dove la strada di ingresso è anche di uscita, sarebbe utile prevedere dei parcheggi di testata nel bivio d’ingresso dalla SS 125. E’ condivisibile la prospettiva contenuta nel PUC di pedonalizzare il fronte mare. Sarebbe opportuno eliminare il transito dei veicoli lungo la costa verso la “spiaggia dei confetti”.</p>
<p>Grazie per l’ attenzione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>http://www.salviamosantalucia.org/buongiorno-regione-del-27-ottobre-2009.html/comment-page-2#comment-300</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:56:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salviamosantalucia.org/?p=422#comment-300</guid>
		<description>Speriamo quindi che Legambiente esca dal torpore POLITICO in cui è stata chiusa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Speriamo quindi che Legambiente esca dal torpore POLITICO in cui è stata chiusa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
