{ domenica, 13 dicembre 2009 }

Documento dell’IDV su “Santa Lucia”

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Alberghi si, ma non nella pineta di Santa Lucia!
Finalmente, sembra che i nostri concittadini stiano lentamente riprendendo gusto alla vita politica. A dare nuovo vigore al desiderio di partecipazione attiva alla vita del paese è il PUC (Piano Urbanistico comunale). Circa 200 osservazioni sono state avanzate dai cittadini al piano urbanistico presentato dal Consiglio Comunale in carica: “la Siniscola del futuro -si legge nei giornali-interessa tutti”. E non si tratta di semplici osservazioni che riguardano interessi particolari di questo o quel cittadino; certo, ci sono anche quelli, ma il fatto politico interessante è che la cittadinanza attiva di Siniscola ha preso posizione rispetto al futuro di Santa Lucia. Anche il gruppo di Italia dei Valori, con questo documento, intende prendere posizione e partecipare al dibattito in corso. Stando ai documenti ufficiali, se il PUC andrà avanti così come è stato presentato, si potranno edificare a Santa Lucia 69.296 metri cubi (mc.), per un totale di circa 1528 posti letto, ai quali vanno aggiunti gli attuali 2000 dei campeggi esistenti. Se a questi si aggiungono la popolazione residente nel periodo estivo e i turisti occasionali, è facile prevedere una presenza giornaliera di oltre 6000• persone. La piccola spiaggia di Santa Lucia, oggi già gravemente compromessa dalle recenti alluvioni, dovrebbe quindi, con molta probabilità, ospitare questo immenso flusso.
E’ questo il turismo sostenibile che vogliamo?
Perché gli alberghi devono andare a sostituire la pineta?
Ne sono previsti tre: uno su un’ area privata, interno alla pineta; uno nel villaggio pescatori, interno alla pineta; uno al posto del campeggio la Mandragola, sempre interno alla pineta. Una pineta, ricordiamolo, tra le più belle della Sardegna, nata, nei primi anni del 1930, allo scopo di arrestare la preoccupante avanzata delle dune di sabbia verso l’interno. Ma la nostra preoccupazione è anche un’altra: e se al posto degli alberghi sorgesse un ammasso di seconde case? Ricordiamo tutti ciò che accadde a La Caletta: con una raccolta di firme si vietò la costruzione di un cantiere di rimessaggio per le barche dei pescatori perché troppo impattante; bene: oggi, nei pressi del cantiere mai costruito, spicca un mostro di seconde case -mentre i nostri pescatori fanno la spola tra Olbia e Arbatax con un notevole aggravio dei costi. Noi del gruppo di Italia dei Valori siamo favorevoli agli alberghi costruiti fuori dalla pineta (come quelli previsti nel comparto Avedì est (19.638 mc) e nel comparto F4 Pigozzi (13.074 mc). I tre alberghi previsti internamente alla pineta potrebbero, invece, essere edificati nelle immediate vicinanze in terreno privato (sempre oltre i 300 metri dal mare), per esempio nelle località “Sa cheja de mariane carvia” o a “Voinarjos” o in terreno pubblico nelle cessioni di proprietà comunale, per esempio in località già urbanizzate come “S’ena ‘e sa chitta”, “Sa petra ruja”o La Caletta. Certo la pineta può e deve essere valorizzata attraverso una riqualificazione che ne migliori la vivibilità e l’uso da parte di tutti, con la creazione di percorsi di vario tipo (ciclabili, podistici …), piccole aree di ricreazione per bambini e adulti ecc. In attesa di leggere ciò che pensano a questo proposito le altre forze politiche, ricordiamo che è dalla fine degli anni ’80 che si parla di sviluppo sostenibile e di sostenibilità ambientale, un nuovo modo di affrontare i problemi dello sviluppo che garantisca sia la conservazione delle risorse naturali, che uno sviluppo sociale ed economico più equo tra le generazioni presenti e future.

Il coordinatore di Italia dei Valori-Siniscola
Pier Paolo Coronas

9 Commenti
  1. Alessio scrive:

    Ciao Paola,
    concordo che spostare il problema a Sa Pedra Ruja non sia una soluzione.. onestamente in riferimento agli alberghi di cui si sta discutendo credo che quel genere di costruzioni non posso che far fatica ad inserirsi in QUALSIASI contesto non solo a S. Lucia o Sa Pedra Ruja.

    Personalemnte ritengo che se riviste le cubature uno spazio ricettivo a Sa Pedra Ruja non sia così deleterio. Anzi. Proprio perchè sarebbero lo spunto per partire con la riqualificazione di quel lembo di terra dimenticata da dio. (ma non dal turismo estivo).
    Inoltre permetterebbe più servizi ai residenti e ai proprietari di seconde case.

    Sa pedra ruja ha problemi più gravi di un possibile albergo.. ha il problema dell’invisibilità ormai da quasi 30 anni… e per un luogo così bello è un vero peccato.

  2. caterina floris scrive:

    Tanti auguri per un sereno natale e costruttivo anno nuovo. Ricordo un capodanno a santa lucia bianca di neve. Lavoravo quel pomeriggio e ci sono andata di notte. La pineta faceva pensare ad un bosco in montagna, la piazza era tutta bianca e poi vedevi il mare a due passi. Festeggiammo il capodanno li, fuori a tirarci le palle di neve ed amare di più Santa Lucia.

  3. Bomboi Adriano scrive:

    Al 20 dicembre possiamo dire che l’attività del Comitato è stata politicamente cannibalizzata da tutti: Politici di destra e sinistra che prima non si erano mai accorti della pineta e che “oggi si danno da fare in sua difesa”. Anche l’IDV solo il 12 dicembre ha scoperto l’acqua calda: Che la battaglia non è tra il sì e il nò agli alberghi ma per spostarli. Tutto questo è molto triste perché un Comitato di semplici cittadini ha dovuto insegnare alla “classe dirigente” locale che lo sviluppo ci può essere senza intaccare l’ambiente (che sarà proprio il valore aggiunto per eventuali strutture ricettive).

  4. andrea cabras scrive:

    Nessuna divagazione. Come spendereste 2.500.000 euro destinati dal fondo PIA alla Riqualificazione del Borgo di Santa Lucia? L’importo totale del finanziamento é a pagina 13:
    Documento preliminare Santa Lucia

  5. paola corrias scrive:

    Ritengo importante e condivido la riqualificazione di sa petra ruja con la realizzazione dei servizi, mancano tutti, ma penso anche che spostare il problema della costruzione degli alberghi di qualche centinaio di metri non elimini il problema della cementificazione. Vorrei porre una semplice domanda ”quali sono gli spazi individuati per costruire uno o più alberghi a sa petra ruja che a causa dell’abusivismo degli anni passati ha necessitato di un piano di risanamento che ha tolto cubatura ai proprietari? Abito da alcuni anni nel borgo e sto lottando perchè questo migliori non vorrei si dovesse costituire il comitato salviamo sa petra ruja. Gli alberghi sono importanti per lo sviluppo turistico e allora perchè non dentro Siniscola, perchè non l’albergo diffuso, …… Per piacere non spostate il problema

  6. andrea cabras scrive:

    L’intervento del Ministero Beni Culturali sul nostro Piano Casa, ha portato il Consiglio Regionale a decidere le seguenti abrogazioni e modifiche:

    Quì

    Il Piano Casa, fornisce indicazioni sulla procedura e competenze in merito l’istituzione di parchi ecologico-ambientali anche di carattere botanico e forestale di elevata valenza scientifica e culturale. Parchi come quello immaginato in quest’area commenti. Il Piano Casa, contiene ancora l’articolo 12 comma 2, valido nonostante le ultime modifiche.

    LEGGE REGIONALE 23 OTTOBRE 2009, n. 4

    Armonizzandone il contenuto ai dettati procedurali indirettamente creati attraverso le recenti modifiche, il Parco Laboratorio e le eventuali infrastrutture d’accoglienza ad esso collegate potranno essere realizzate avendo ricevuto previa e positiva valutazione da parte del Ministero per i Beni culturali secondo il dettato dell’articolo 143 del Codice Urbani se e solo se già previste nel Piano Paesaggistico Regionale. L’articolo citato parla di degrado e di riqualificazione urbanistica. Nel nostro PUC, invece si discute di edificazione ex-novo, una previsione illogica perché la riqualificazione presuppone l’esistenza di un degrado. Dato che la pineta non é degradante l’ambiente e visto che i parcheggi perequati altrove secondo la normativa regionale, non ci servono più, potremo spendere meglio i Fondi PIA, concedendo 2.000.000 di euro di appalti alle nostre imprese locali per abbellire il borgo, riqualificando l’esistente. Tanto, l’idea dell’albergo che converte la Mandragola, diventando l’anticamera del nascente Parco di Santa Lucia, immaginata e discussa dall’Ingegnere Tiana nella conferenza di Legambiente del mese scorso allo stato dell’arte, é un sogno che non potrà realizzarsi insieme a molti altri.

  7. gianfranco meloni www.irs.sr scrive:

    …….Parole Sante, Andrea.

  8. andrea cabras scrive:

    La rivalutazione di Sa Petra Ruja come sito turistico residenziale é estremamente importante.

    L’attuale stato di visibile insussistenza delle opere primarie di urbanizzazione é scandaloso, tanto più perché stiamo parlando di una delle vedute più caratteristiche della costa orientale: l’ultima della ss.125 prima del cambio di paesaggio che segna l’ingresso in Gallura. Strade di fango, tombini scoperti o inesistenti, cumuli di detriti, case nel niente, non possono fare più parte del nostro futuro prossimo: alberghi o meno. Non ci fanno onore e ci rappresentano malamente ed erroneamente.

    Santa Lucia é molto bella ed apprezzata: penso che l’opera di sensibilizzazione del Comitato, servirà anche ad un rilancio di immagine del nostro territorio, che all’estero e in Italia metterà in luce la vocazione ambientalista di Siniscola. Ottima Pubblicità gratis, per il nostro territorio, che da sola non basta perché serve il grimaldello della politica, che liberi i fondi e realizzi le idee, valorizzando le bellezze naturali e urbanistiche, migliorando anche la fruibilità l’offerta turistica esistente.

    Una fra tante e forse la più urgente il patrimonio residenziale di Sa Petra Ruja. Sito Importante perché immagine visibile e subito valutabile dello stato delle politiche di accoglienza turistica del nostro paese, visibile da un pullman di linea dell’arts o da un’autovettura in tutto il suo triste abbandono. Soli 3 kilometri da Santa Lucia, altrettanti da La Caletta, un luogo strategico per pensare un terzo polo turistico siniscolese con più servizi: una gelateria, un bar, una pizzeria, un’edicola, un tabaccaio, un chiosco al mare, una piccola passeggiata fornita di lampioni, aiuole e panchine invece del “dormitorio del dopo spiaggia”, al quale nessuno ha mai avuto voglia di abituarsi, ne sarà possibile perché allo stato attuale il luogo é invivibile ed inguardabile sia d’inverno che in estate.

  9. Alessio scrive:

    Condivido la linea dell’IDV. Troverei interessante se parte delle volumetrie alberghiere venissero spostate in zona Sa Pedra Ruja. Questo oltre a completare il quartiere già di per se destinato alla ricezione turistica (in buona parte seconde case di locali e continenatali) favorirebbe un intervento serio sui problemi che da anni stravolgono i privati della zona; FOGNE, STRADE, ILLUMINAZIONE, RIFIUTI.

    Si otterrà più turismo ma anche la riqualificazione di una zona ormai da troppo tempo abbandonata a se stessa!!

    Spero che alla fine di questa storia prevarrà il buon senso sopra agli interessi di parte.. la natura sul cemento.. la vita sulla morte..

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