{ giovedì, 24 settembre 2009 }

Firma la Petizione

141 Commenti
  1. murru pina scrive:

    Eccome che firmo questa petizione, e se non dovesse bastare fermare questo scempio con queste firme, sono pronta a qualsiasi altra forma di protesta ricordiamoci che l’unione fa la forza.

  2. Danilo Murroni scrive:

    se abbiamo bisogno di ribellarci per uno scempio del genere, allora, vuol dire che abbiamo proprio toccato il fondo

  3. andrea cabras scrive:

    Signor Giovanni, non si alteri. L’uso di lettere maiuscole indica al lettore che chi scrive sta gridando.

    La Regione Sardegna non ha neppure approvato alcuna legge che si chiamasse Salva Coste, tuttavia parlandone per estrema semplicità si usa riferire i contenuti della L.R n° 8 2004 a tale più semplice locuzione. Allo stesso modo per “Piano Casa” oramai si intende definire il disegno di legge da lei citato con estrema precisione. Comprendo la sua stizza che in alcuni casi é anche la mia. Putroppo da qualche tempo viviamo nel forse: forse si faranno gli alberghi, forse riusciremo a salvare la pineta e la nostra dignitosa indentità, forse saranno necessari nuovi studi di fattibilità che graveranno sui Siniscolesi per pagare forse inutilmente ancora archittetti, ingegneri, consulenti per spiegarci ancora una volta che forse le dune non sono beni ambientali o che forse non é il caso di posarci sopra neanche un grammo di cemento. Forse si potrà usare a nostro vantaggio anche il Piano Casa, che forse non esiste, perché forse é solo un disegno di legge, che forse non é entrato mai in vigore.

    Sign. Giovanni, Siniscola era un comune pilota per l’adozione del PUC doveva essere un buon esempio ed invece a che punto siamo?
    Qui il tempo passa e i soldi per le consulenze si sprecano mentre il processo di tiraemolla del nostro PUC che va avanti da anni e anni stà facendo lieviare le spese e e riempendo tanta carta preziosa e salate parcelle.

    Per quanto riguarda la sua precisazione in merito alle date e ciò che non si può fare negli alberghi costruiti a partire da esse la ringrazio, lei dimostra di essere molto informato ed il suo aiuto é sicuramente prezioso. La sua informazione in particolare ci aiuta a chiarire che al massimo sul terreno comunale interessato dal taglio della pineta potrà essere sicuramente aggiunto qualche bagno e un pezzetto di cucina al ristorante, come si diceva all’inizio di questa discussione. Per il resto si vedrà.

    Immagino che lei abbia letto il post dove facevo questa identica osservazione, parlando del famigerato e citato Piano Casa. Cosiché Signor Giovanni lei avrà potuto anche rilevare che in esso io affermavo che NON é possibile aggiungere alcun posto letto alle strutture ricettive alberghiere esistenti grazie ai notevoli aumenti previsti del nostro Piano Casa. Il Piano casa infatti lo vieta espressamente. Perché il Piano Casa fà questo? Appunto perché si tratta di un Piano Casa e non di un “Piano Alberghi”.

    La mia proposta NON consiste nell’ aumentare la volumetria di alberghi inesistenti che come lei mi permette di ricordare nuovamente sarebbero potuti sorgere nei nostri centri storici anche 8 anni fa.

    La mia proposta é invece questa: accrescere la volumetria di abitazioni di proprietari del centro storico dei nostri borghi(zone A). Se poi essi a ristutturazione avvenuta lo vorranno, potranno scelgiere di gestire un eventuale albergo diffuso. Se ne avranno piacere, non sono mica obbligati. La mia proposta é articolata potrebbe essere sviluppata per fasi:

    1) Accrescere la volumetria di abitazioni private in zona A (usando il PUC e gli incrementi di volumetria previsti dal Piano Casa)

    2) Riqualificare le medesime zone urbane usando il denaro a disposizione del comune per il tramite della fiscalità generale, dell’ici, dei trasferimenti U.E e Regione Sardegna. ( anche mediante concessione di contributo per la ristrutturazione ai proprietari dei piccoli ruderi posizionati in centro storico)

    3) Provvedere ai cittadini eventualmente interessati alla apertura di un albergo diffuso, l’informativa e l’assistenza necessaria.

    4) Quelli che vorranno potranno poi attivare una nuova struttura ricettiva alberghiera potranno: Trasformare le loro abitazioni private, ristrutturate in una o più strutture ricettive alberghiere ad ospitalità diffusa.

    Le fa strano che si possa pensare ancora all’albergo diffuso in Siniscola dopo 5 lunghi anni?

    Guardi qui: Leggi Sardegna

    Rileggendo con attenzione il suo commento forse lei ha pensato che io volessi partire dal punto 4. Non é affatto così. Spero di essere stato più chiaro e comprensibile di prima.
    Cosa ne pensa?

  4. Adriano Bomboi scrive:

    Per chi volesse consultarlo dal nostro Portale, in formato doc, il testo della legge regionale approvata il 16 ottobre c.a. (il cosìdetto “Piano casa”): L.53-67-Rilancio-edilizia

  5. Giovanni Sanna scrive:

    La Regione non ha approvato nessuna legge denominata “piano casa”.
    Infatti il 16 ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una legge recante come titolo: ” disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.
    Il comma 1 dell’art.4 prevedeche gli incrementi volumetrici per le strutture ricettive è consentito soltanto per quelle ralizzate alla data del 31 marzo 2009.
    pertanto BASTA DIRE BALLE!!!!!!!!!!!!!!

  6. Andrea Brendolan scrive:

    Non rovinate l’italia, non cementificate perfavore, sono anni che lavoro come un cane bastardo per poter un giorno andare a visitare quei luoghi meravigliosi immersi nel verde!! non rovinate il nostro patrimonio territoriale!!!

  7. gianfranco meloni scrive:

    Errore!
    La notte porta consiglio.
    a conti fatti il 25% di 36.000 metri cubi da precisamente un’aggiunta di altri 9.000 metri cubi in caso di alberghi o residence

  8. gianfranco meloni scrive:

    Ricevo da iRS :

    Piano Casa: iRS indira’ un referendum abrogativo.

    Il 16/10/2009 il governo Regionale della Sardegna ha approvato la legge definita “piano casa”. Bel nome, sembra quasi una legge per il sociale.
    Invece nasconde una seria minaccia. In particolare l’ar.13, che consente ampliamenti di cubature fino al 25 % dell’immobile anche nella fascia dei 300 metri dalla battigia, fa sorgere il serio dubbio di aver dato il via alla speculazione piu’ miope e deleteria.

    Il problema in ogni caso è generale. Non è possibile perpetuare un concezione patrimoniale e commerciale di beni insostituibili e collettivi come l’integrita’ ambientale, l’equilibrio idrogeologico e la bellezza paesaggistica.
    Sfruttare e ben diverso dall’utilizzare e di sicuro non equivale a valorizzare.
    Dobbiamo cominciare a utilizzare le nostre risorse intelligentemente, sia in materia urbanistica che energetica.
    Siamo convinti che si puo’ ottenere lo stesso risultato di incentivo alle forze produttive sarde rispettando i vincoli ambientali esistenti senza compromettere ulteriolmente il territorio.

    iRS annuncia fin da ora che, non appena la legge sara’ pubblicata procedera’ alla raccolta di firme per indire un referendum abrogativo.
    Non intendiamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un’eredita’ fatta solo di cemento, degrado , debiti e subalternita’.

    NEL CASO DELLA BORGATA DI S. LUCIA
    Questo quadro deleterio prospettato dalla legge regionale sulla “casa”, andrebbe ad aggiungersi al ” cappotto ” dei 36.000 metri cubi gia’ previsto dal PUC di Siniscola, per la borgata di S. Lucia, con un bel “capello” di ulteriori 3200 metri (25%)
    che andrebbero ad aggiungersi al precedente, il tutto entro la fascia dei 300 metri dalla riva e al posto dell’attuale pineta.
    Per tutte queste cose, iRS sente il dovere di eprimere ancora e in forma ufficiale la sua solidarieta’ al comitato e di continuare a lavorare per impedire che il nostro territorio continui a essere deturpato in modo irrecuperabile.

  9. Maria Vittoria Pericu scrive:

    perchè sviluppo non è sinonimo di cemento!!!

  10. Maria Vittoria Pintore scrive:

    un motto Scout dice: lascia il mondo migliore di come lo hai trovato!
    lasciamo gli alberi dove sono e piantiamone altri!

  11. Ornella Mariano scrive:

    Che senso hanno dei nuovi alberghi che distruggono il motivo per cui i turisti vanno in Sardegna?

  12. NATALE GHIRONI scrive:

    piantatela di distruggere la sardegna!!!!

  13. Giorgio Maturo scrive:

    Salve

    concordo con la richiesta di respingere questo abuso ambientale.

    cordialmente saluto

    Giorgio

  14. stefano sandrin scrive:

    Le dune e la pineta di Santa Lucia, che andrebbero protetti invece che messi a repentaglio.

  15. caterina floris scrive:

    PIU’ NUMEROSI SIAMO PIU’ INCISIVA E’ LA NOSTRA PROTESTA, GRAZIE A TUTTI. BLOCCHIAMO LA FOLLIA CEMENTIFICATORIA.

  16. Lamberto Contestabile scrive:

    è arrivato, e con lui la cementificazione selvaggia, (purtroppo è stato votato)

  17. giuliano bosco scrive:

    salviamo Santa Lucia dalla cementificazione

  18. nicola patisso scrive:

    quando penso alla sardegna il mio cuore si riempie di poesia…pochi posti mi hanno dato queste sensazioni..parlo naturalmente della sardegna vera,quella come il vostro paese,quella che vogliono far sparire… perche’ quando manca la poesia la gente smette di pensare…chi smette di pensare smette di reagire…auguri ragazzi tenete duro
    nicola da milano

  19. andrea cabras scrive:

    PREMESSA: In “COSTERAS” – Concorso per nuove idee di riqualificazione urbana, nella sezione Santa Lucia di Siniscola vengono premiati i seguenti progetti urbanistici pensati AD HOC per il piccolo Borgo:

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/193?s=60679&v=2&c=4217&t=1&tb=3720

    Il I° classificato è un gruppo al quale fa capo l’arch.Giovanni Maciocco di Sassari. La giuria premia il gruppo per l’idea progettuale 1° classificata appuntando il seguente commento: “Idea progettuale fortemente strutturata, la riserva è che sia SOVRADIMENSIONATO.”

    Osservando il progetto, ma anche i restanti salta agli occhi e si nota subito che non c’é nulla di così invadente e grigio ne di mostruosamente incombente come invece si osserva nel PUC di Siniscola. A nessuno dei primi classificati oltretutto viene in mente di impegnare (nella riqualificazione di cui la scheda d’ambito N° 20 citata nel mio post precedente) terreni al di fuori della borgata perché siano Riqualificati. Il terreno comunale sul quale sorgerebbe l’albergo comunale è al di fuori del perimetro del borgo e non é neppure una sua pertinenza. Si tratta infatti cioè di un ambito territoriale “fuori gara”. Il motivo della voluta “dimenticanza” dei progettisti in gara è forse possibile spiegarlo così:

    Nel Piano Paesaggistico Regionale di cui la L.R 25 Novembre 2004 n.8 – rilevo dalla Carta A21_4834 – relativa all’ambito N°21 – BARONIA – infatti il terreno corrispondente il Campeggio Comunale è indicata in legenda come “Campi dunari e sistemi di spiaggia” – Beni paesaggistici ambientali che godono della protezione e dei limiti previsti del Codice Urbani ex art.143 D.lgs. n°42/04 e succ.mod.

    Link:
    http://www.sardegnaterritorio.it/pianificazione/pianopaesaggistico/cartografia/1.25k.html

    Concludendo, le proposte urbanistiche presentate nel concorso regionale COSTERAS sono tutte originali e fattibili, progetti veri, vagliati da esperti e rinomati urbanisti, idee improntante sul medesimo paradigma architettonico: migliorare l’architettura esistente evitando nuovi orridi monoblocchi di cemento simili a quelli del PUC presentato dal Consiglio Comunale. La logica dei progetti in gara infatti è quella del gradevole spalmamento su ciò che esistite della cubatura potenzialmente attribuibile al Borgo: si ristrutturano i ruderi e si conferisce cubatura ai proprietari migliorando il colpo d’occhio sull’architettura del Borgo senza inventarne di nuova sugli attrattori turistici naturali ovvero la spiaggia, le dune e la pineta di Santa Lucia, che andrebbero protetti invece che messi a repentaglio.

    DOMANDA 2: Perché non siamo stati così attenti da tener conto di tutte queste cose prima di proporre il nostro PUC?

  20. ALBERTO MERLINI scrive:

    basta costruire in un Paese come l’Italia che è ipercostruito, fra alcuni anni di questo passo non vi sarà più nemmeno un prato, il verde sarà tutto concentrato o nei parchi nazionali o in montagna.

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