{ lunedì, 22 febbraio 2010 }

Il Comitato Salviamo Santa Lucia aderisce alle iniziative oceaniche

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Il Comitato Salviamo Santa Lucia aderisce alle iniziative oceaniche, evento organizzato da Surfrider Foundation Europe per il 18, 19, 20 e 21 marzo 2010, dedicato alla protezione dei nostri litorali, laghi e fiumi. L’iniziativa di Santa Lucia è prevista per la domenica 21 di Marzo 2010, dalle ore 10,00.

Il sito delle iniziative Oceaniche

Le iniziative oceaniche 2010

La quindicesima edizione

Gli organizzatori

8 Commenti
  1. Antonio Satta scrive:

    Sarò ancora più chiaro….

    Rumores fuge, ne incipias novus auctor haberi: nam nulli tacuisse nocet, nocet esse locutum.
    Obsequium amicos, veritas odium parit…
    …. sed audendum est: fortes adiuvat ipsa veritas!

    P.S. mai scritto da nessuna parte che nessuno ha pagato i canoni delle concessioni agricole o immobiliari pubbliche in generale… La tua si che è una calunnia! Proporre il censimento delle proprietà pubbliche non presuppone niente altro che il loro censimento….. magari, per conoscere il potenziale da cui far partire nuove politiche attive del lavoro, incentivando anche un ritorno alla campagna per coloro che non possiedono alcuna proprietà. Ovvio, poi, il pagamento concordato di un canone. Fra l’altro, questa è anche una proposta messa in campo su scala nazionale dal Ministro all’Agricoltura Zaia…. eh, eh, eh… quando gli “estremi” coincidono….

    P.P.S. Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant…

  2. andrea cabras scrive:

    Non ho capito bene: dovremo resistere all’assenza di regole o alla alla mancata applicazione di quelle esistenti? Ti chiedo di chiarire perché mi interessa capire e approfondire il significato del tuo invito. Se il problema é la mancanza di regole la colpa non é nostra ma di chi ci amministra in modo anarchico privandoci della certezza delle titolarità di diritti formalmente sanciti, se invece il problema é la mancata applicazione di regole che già esistono allora la colpa é nostra perché non esercitiamo un adeguato controllo sociale per la loro sostanziale applicazione. Resistere nel primo caso significa condurre una battaglia per l’acquisizione formale dei diritti, nel secondo caso perché i loro contenuti diventino sostanza del vivere civile. Tralasciando la Regione e i livelli superiori della Pubblica amministrazione, secondo te il caso Santa Lucia a quale delle due casistiche può essere ricondotto?

  3. Lorella Grecu scrive:

    Mi sembra abbastanza chiaro a cosa dobbiamo resistere. Prima di tutto alla assenza di regole che già esistono e anche da molto tempo. Vuole dire che ci impegniamo a far valere le regole e questo si chiama democrazia e stato di diritto. Questo significa salvaguardare gli interessi della collettività. Ci richiamiamo ad un diritto/dovere di cittadinanza. Questo vale nel microcosmo di Santa Lucia e della regione ecc., ecc.
    Saluti

  4. andrea cabras scrive:

    Lorella ma a cosa dobbiamo continuare resistere?

  5. andrea cabras scrive:

    Caro Antonio fare illazioni pubbliche che arrivano quasi sino alla calunnia a volte fa incorrere in una particolare fattispecie di reato che in Italia se denunciato é perseguito penalmente. Lo sai? Comprendo come sia facile sparare a zero facendo facile ironia sulle amministrazioni pubbliche come sui privati cittadini che ne ricoprono gli uffici, tuttavia lo trovo incivile e poco consono gli scopi del discorso avviato in questa sede. Noi non siamo qui a fare un processo pubblico senza prove ne ad emettere condanne per sentito dire: sin dall’inizio noi stiamo cercando di costruire un dialogo propositivo riguardo i temi della salvaguardia ambientale e della rinascita turistica del borgo di Santa Lucia e dell’intero comune di Siniscola. Battendoci con prove documentali, speculazioni logiche su fatti, leggi, normative esistenti e dando una piattaforma stabile ad un’idea di sviluppo sostenibile per le nostre coste.

    Tu con poche frasi invece stai velatamente ma pubblicamente accusando delle persone di concussione, corruzione, abuso d’ufficio, magari di lottizzazione abusiva, anche se non ne hai ne i mezzi ne l’autorità. Sei un PM, per poter sostenere pubblicamente tali ipotesi? Non lo so dimmelo tu. Nello svolgimento del dibattito pubblico parli di “gestione personalistica”, “arricchimento personale” tutte accuse gravi riconducibili a persone determinabili ma abilmente velate con l’uso di un registro linguistico tanto forbito quanto velenosamente acuminato. Personalmente delle tue opinioni e del modo in cui le esprimi ho meno rispetto che della tua stessa persona, per cui ti invito a motivare e documentare le tue supposizioni, oppure a tacere. Te lo dico così schiettamente per amore della civiltà della comunicazione e della democrazia che ne garantisce l’esistenza: avere opinioni da opporre in merito ai problemi che insistono da anni nel circondario é lecito ma oltrepassare l’eleganza della retorica mettendo il piede nella palude dell’inciviltà non é possibile oltre che illecito. Pensi di dire la pura verità riguardo ai nostri amministratori: dimostrala. Se non puoi dimostrarla assumiti la responsabilità piena delle parole che dici. Nessuno ha mai pagato i canoni delle concessioni agricole? E tu come lo sai? Sei a conoscenza di documenti che possono dimostrare la tua accusa? Ti rendi almeno conto che stai accusando pubblicamente i concessionari di essere dei ladri e gli amministratori del demanio di essere colpevoli di mala gestione. Te ne accorgi? Nella foga del tuo perbenismo evita di dare come assodate le voci di paese senza poter documentare le tue ipotesi perché presentate al tuo modo sono sassi lanciati sulla folla. Non ti và di farlo per te stesso perché ne sei profondamente convinto? Pazienza, ma degnati di farlo almeno per rispetto della giusta causa che persegue questo spazio di libera comunicazione pubblica. Riguardo la bella uscita sulla pratica del saluto ti rispondo dicendo che in Africa si dice: “un saluto costruisce un villaggio”. Le parole si sa sono come l’acqua versata una volta caduta terra chi può contenerla? Vuoi continuare con questa linea dura senza paura? Qualcuno stai sicuro che le berrà. Per quanto mi riguarda però puoi continuare da solo perché il tuo stile come anche il modo che usi per catturare il consenso non mi piace un granché: mi dispiace molto ma sa di demagogia.

  6. Antonio Satta scrive:

    Eeeh, molto facile sviare l’argomento… capisco che è comodo discutere di PUC, politiche ambientali, sviluppo socio-economico ecc. ecc. ecc. ricorrendo ai massimi sistemi da una parte e al politically correct dall’altra…. Non sia mai che qualcuno si senta offeso e ci tolga il saluto!!!… Ma, quanto scrivi, caro Andrea, è inesatto: la differenza è che io non ho mai presunto tout court “una relazione costante e inversa fra l’arricchimento personale del singolo amministratore pubblico e il depauperamento della ricchezza collettiva”. Infatti, quando scrivo di amministratori in relazione al territorio, agli alberghi, al PUC, ad eventuali liste civiche, non parlo del governo nazionale, regionale e nemmeno provinciale. Non parlo in senso assoluto… bensì parlo del loro alter ego comunale! Su questo penso di essere stato chiaro! Non ideologia, al più considerazioni, osservazione, analisi… che io (presuntuosamente) reputo pure fondate. Ma, d’altronde, questo dipende dalle somme che ciascuno tira!…… Infatti, non è scontato che uno stesso fenomeno sia visto nello stesso modo da tutti.
    Faccio un esempio… premettendo che ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale!
    Per un sacco di persone nella gestione personalistica della cosa pubblica non c’è niente di male, anzi è vista come un modo di stare da una “parte”. A ben vedere essa è identità, senso di appartenenza o di esercizio del potere rispetto a quello che altrimenti potrebbe essere o apparire irraggiungibile e/o poco funzionale ai propri obiettivi. Per un sacco di altre persone, invece, questo rappresenta il lato oscuro della luna. Forse perché credono che dietro la gestione della cosa pubblica ci siano il merito e l’impegno quale unico modo dignitoso di conquistare quel qualcosa che permette di guardare al futuro (e allo specchio) con ottimismo. Soprattutto, poiché pensano la società come un tutto – a cui tutti egualmente dovrebbero poter attingere – e non come “parti” tra le quali cercare la propria fetta di “privilegio”……. Le prime persone ruotano intorno al fulcro vitale su cui si regge la società contemporanea (basta leggere i quotidiani per capire dove tira il vento, ndr) le seconde, salvo rare positive eccezioni, stanno ai “margini”. Queste ultime ritengo essere la maggioranza e aggiungo: non stanno ai margini perché non possono aspirare ad avere altro ruolo, al contrario, stanno ai margini poiché scelgono (volontariamente) di non salire sul carrozzone. Sicuramente contribuiscono a spingerlo, ma nella stessa misura in cui ciascun essere vivente contribuisce all’altro di vivere, anche quando suo malgrado l’altro non è che una gazzella nella savana.
    In parole povere, caro Andrea, si sta ai margini (anche e soprattutto) per non essere complici!

    Ora, qualcuno che legge starà pensando che adesso siamo usciti dal seminato… In realtà credo che mettere in discussione la costruzione degli alberghi a S.Lucia, presupponga necessariamente anche la messa in discussione di un modo di fare politica e amministrare del quale gli alberghi e il PUC in generale non sono che la punta dell’iceberg. Riguardo ai grandi ideali e alle tante proposte concrete io non nego la validità delle stesse, ma penso che non ci possa essere innovazione senza far di conto guardando al passato – ma nel nostro caso sarebbe meglio dire al presente – per capire le cause di certi fenomeni e non certo per fare il j’accuse de’ noantri!

    Qualche altro che legge, invece, starà pensando…….. ma che barba!

  7. andrea cabras scrive:

    Presumere una relazione costante e inversa fra l’arricchimento personale del singolo amministratore pubblico e il depauperamento della ricchezza collettiva é pura ideologia e non ne parlo. Trovo invece interessante un possibile sviluppo del tuo spunto sul tema del “Governo Ladro”. Nessuno può escludersi dall’appartenere alla società che critica: visto che non potrà varcarne i confini al massimo potrà aspirare ad ruolo ai suoi margini. Ecco, se le cose stanno veramente così, allora la marginalizzazione delle intelligenze migliori, degli onesti, dei competenti in una società stolta, corrotta e furba allora diventa una bella trovata da proporre al dibattito quando si hanno tante proposte concrete quanto grandi ideali.

  8. Lorella Grecu scrive:

    Allora? Come è andata????
    Continuare a resistere.

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