{ giovedì, 21 Gennaio 2010 }

Il Comitato Salviamo Santa Lucia prosegue nella sua opera di sensibilizzazione

Il Comitato Salviamo Santa Lucia prosegue nella sua opera di sensibilizzazione.

Sabato 30 Gennaio il Comitato sarà a Nuoro per una raccolta di firme, nella Piazza Vittorio Emanuele,

dalle ore 9,00 del mattino alle ore 14,00 del pomeriggio.

Ringraziamo sin da ora chi vorrà contribuire con la propria firma, al sostegno della nostra iniziativa.

Grazie

Comitato Salviamo Santa Lucia

21 Commenti
  1. emanuele foa ha detto:

    Non conosco questo magnifico posto, ma non vorrei che mi si togliesse la speranza di poterlo vedere un domani cosi’ come è ancora oggi…..

  2. andrea cabras ha detto:

    Il problema é sicuramente politico e partecipativo, quando un elettorato silente e disinteressato fino a cose fatte, segnala il consenso politico delle amministrazioni pubblico usando l’applausometro inverso del “chi tace acconsente”. Non solo. Fra i tecnici dei Palazzi della Pubblica amministrazione invece a volte vige la legge dello Gnorri: essere intelligente e consenziente fino alla negazione di ogni evidenza intelligibile.

    Sappiamo veramente su cosa si basa il progetto di conversione del camping la Mandragola?

    Ci siam chiesti se si tratti di un errore di comprendonio piuttosto che un alta interpretazione autentica degli appetiti speculativi di altissimi intelletti? Ecco la norma che regge il tutto di questa splendida operazione di sviluppo turistico:

    PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE LEGGE REGIONALE 25 NOVEMBRE 2004, N°8 – NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

    Art. 90 – Insediamenti turistici. Indirizzi (pag 63)

    4. favorire il trasferimento dei campeggi ubicati nella fascia costiera ed in particolar modo quelli in prossimità degli arenili verso localizzazioni più interne e maggiormente compatibili dal punto di vista paesaggistico, incentivando CONTESTUALMENTE al TRASFERIMENTO, la trasformazione degli stessi in strutture alberghiere, con posti letto e relative cubature calcolati sulla base di una adeguata proporzione con il numero dei posti campeggio preesistenti, comunque compatibili con la capacità di carico ricettiva risultante dal Piano Regionale del Turismo Sostenibile.

    Ecco il link: 1_73_20060524220223.pdf

    Ecco qui senza farla molto lunga: li dove ho sottolineato con le lettere maiuscole, in italiano sta scritto che se si converte il Camping, l’albergo NON lo si costruisce sull’arenile dove stava il camping prima, ma altrove dove si pensa di trasferire la vecchia attività turistica convertendola in una nuova e cioé un albergo. Un glottologo in sala?

    Mi pare sia scritto abbastanza chiaro e comprensibile: il PPR non ha mai autorizzato il taglio dei pini e la costruzione dell’albergo sul lotto del camping, ma solo favorisce a favore dei gestori l’abbandono del vecchio lotto pubblico di la mandragola autorizzando loro l’apertura di un albergo di loro gestione. Il taglio dei pini e la costruzione di un mostro di cemento su una duna di sabbia é l’invenzione o la brama di qualcuno che ambiguamente ci vuole convincere che sia conveniente tanto per lui quanto per tutti noi cittadini di Siniscola qualcosa del quale preferibilmente invece ci frega poco o niente oppure ci indigna e offende la nostra sana intelligenza . Chi sostiene infatti che nel PPR sta scritto che sul lotto pubblico di La mandragola si può colare il cemento se lo inventa perché ama leggere come tutti noi ma poi comprende ciò che gli pare e gli conviene. In effetti a me delle brame particolaristiche di chi pensa di impressionare con illusionismi demagogici non mi frega una pigna, anzi visto che ho la possibilità di farlo dignitosamente, continuo a dire, adducendo una ragione ulteriore che:

    IO SONO CONTRARIO A QUESTO PROGETTO DI CONVERSIONE PRIVO DI QUALSIASI FONDAMENTO LOGICO, ECONOMICO, AMBIENTALE ed INTERPRETATIVO.

  3. Antonio Satta ha detto:

    L’idea degli alberghi è un parto politico, come lo è tutto quello che riguarda, condiziona e determina il destino di un intero territorio; inteso quest’ultimo, non solo come radici e aghi di pino, ma pure come uomini e donne in carne ed ossa, che qui vivono, lavorano o vorrebbero lavorare. Potremo parlare per ore, giorni, mesi di come la Natura incontaminata sia più bella, ricca e solare di una muraglia di fabbricati più o meno ridenti [sic!] ma la realtà dei tempi ci racconta che la questione ambientale è legata inscindibilmente a quella economica – per non dir proprio subordinata – per cui non si può discutere di tutela della natura senza offrire una visione altra dallo sviluppo economico attualmente dominante… Qui, infatti, risiede una parte della questione. Nel fatto, cioè, che gli estensori del PUC e i loro fans presentano questo quale unico argine alla disoccupazione, all’arretratezza, alla disgrazia ineluttabile, alla penuria assoluta. Insomma, Comune e soci costruiscono il consenso intorno ai loro progetti sfruttando la crisi del mercato del lavoro locale, tanto da chiudere ogni discorso con la solita tiritera che “così si creano posti di lavoro”. Contemporaneamente, dipingono gli “oppositori” come vecchie zitelle acide, adagiate sui propri allori e incapaci di accettare il progresso… che come sottolinea un vecchio adagio, non si può fermare.
    Niente di più vero, niente di più falso! Di vero c’è che, spesso, chi si preoccupa delle nostre coste (onore comunque al merito) si dimentica del disagio socio-economico intorno al quale i “teologi del mattone” costruiscono il loro consenso. Di falso, che la creazione di nuovi posti di lavoro sia antagonista allo sviluppo sostenibile. Semmai, gli ultimi vent’anni hanno dimostrato che l’ “ediliza per l’edilizia” non è di per sé portatrice di benessere, neanche di lavoro, se non temporaneo… Anche perché se così fosse, con quello che si è costruito, i sardi sarebbero tutti in un brodo di giuggiole e non la penultima regione, per reddito pro capite e disoccupazione, del Belpaese!
    Se poi guardiamo a casa nostra e prendiamo in mano la patata bollente degli alberghi, beh, anche qui non è oro tutto ciò che luccica. La Caletta ha degli alberghi, ma oltre ad aver deturpato l’unico viale alberato del paese non mi sembra questi abbiano giocato un ruolo strategico nella costruzione del benessere collettivo. Sicuramente, qualche lavoratore stagionale ha tirato una boccata d’ossigeno, ma non credo che tre/quattro mesi di lavoro (spesso sottopagato) si possano definire “opportunità lavorative”…. affermazione, quest’ultima, che da sempre precede le grandi fregature prese dal nostro territorio e dai suoi abitanti.
    Credo che quando si parla di lavoro e delle possibilità di crearlo, buona cosa (soprattutto per un politico) sarebbe ragionare su qualcosa di durevole nel tempo, contrattualmente garantito (ad esempio, come lo sono i posti a tempo pieno ed indeterminato all’INPS o alla ASL) tale da rassicurare e fortificare le aspettative e i progetti di vita dei singoli. Considerata una piccola realtà come la nostra, il turismo rappresenta sicuramente una della possibilità principali di produzione di reddito su “vasta scala”, ma i nostri amministratori [sic!] sembrano non avere l’interesse a ragionare sull’argomento: più facile solleticare le attese dei tanti disoccupati e le tasche dei pochi speculatori. Mi chiedo in che percentuale, nel PUC, si sia tenuto conto delle analisi di contesto presenti nel sito web del Comune, dove ad una attenta lettura si parla più di recettività nell’ottica della creazione della rete territoriale per il turismo e della messa a sistema del sistema produttivo locale, che non di costruire alberghi di dimensioni spropositate all’interno (per giunta) delle pinete e gestiti (in prospettiva) a tutto appannaggio del profitto (personale). Tra l’altro, i dati sui flussi turistici nel nostro territorio dicono che il turismo è già una realtà. Non si tratta di incrementarla (altrimenti il territorio collassa!) semmai di organizzarla; magari, iniziando proprio dall’edilizia, ma col recupero dell’arredo urbano nella sua totalità fa pena (altro che sogni di gloria!)……..
    Purtroppo se si aspetta che a fermare le motoseghe e il mattone siano l’attuale politica del Palazzo comunale (nelle sue speculari varianti di maggioranza e “opposizione”) o una qualche norma, articolo, comma della legge ecc. non se ne caverà un ragno dal buco. Men che meno sperare in una crescita economica coerente, corretta e realmente “socializzata”.

    Leggo gli ultimi interventi che al di là delle posizioni personali, a mio avviso, centrano ciò da cui non si può prescindere: il problema è politico. Infatti, per chi vuole gli alberghi a S. Lucia, piuttosto che a La Caletta, è in gioco una posta che va oltre mille pini e che, guardando dal palazzo del Comune, si regge sulla massima per cui “la politica o la si fa o la si subisce”. A tal proposito, penso che il discorso del “team dello sviluppo alberghiero” si regga più sulla delega che sul consenso. La delega, per chi amministra, non è incondizionata. Lo diventa quando Giunta e c. si trincerano dietro un consenso paesano, vero o presunto, sicuramente silente….. come dire silenzio assenso!

    Saluti

  4. andrea cabras ha detto:

    La pineta di Santa Lucia non farà certo parte di uno scontro fra Titani: le probabilità di realizzazione del progetto ad oggi pendono sempre più a sfavore degli alberghi.

    La questione che fa senso comune é invece il modificarsi della “questione pineta” in un format pubblico per lo schieramento pre-elettorale. Le fazioni che si confrontano sono due: “sviluppo sbandierato” ma improbabile “sottosviluppo sbandierato” ma improbabile, perché gli alberghi non ci saranno. Certo, non ci metterei la mano sul fuoco, non sono uno “stoico”. Nel conetempo il mio consapevole atteggiamento conservatore del valore economico ambientale del nostro territorio, mi impedisce di percorrerre anche la via dell’epicureismo. Io sono contrario alla conversione del Camping la Mandragola, oggi domani e fino a quando qualcuno non dimostrerà convincendomi con argomentazioni matematiche e scientifiche inconfutabili che il progetto della conversione sia uno dei tanti modi per trasformare una risorsa pubblica in un bene privato.

    Noto intanto con dispiacere che le scarse argomentazioni di un esile confronto pubblico mostrano un orizzonte ameno, dove “Alberghi si o no” sta per sinonimo sinonimo di “Confermo la Giunta Pau si o no”. Male, per due motivi. Primo, perché allontana il dialogo pubblico ed istituzionale da problemi più seri: politica turistica, occupazione, reddito sostituendoli con questioni politiche o peggio pure partitiche. Secondo, perché l’epicureismo di paese, le clientele e il sistema delle baronie ereditate dal nostro glorioso passato di inconquistabili, creano finto consenso intorno al team dello sviluppo alberghiero.

    Complessivamente rilevo che trasversalmente nell’intera opinione comune, gli alberghi non si faranno. Cosa aggiungere? Ora non resta che capire chi e per quale motivo fosse contrario o a favore, se questo strano progetto di edificazione di un arenile forestato a cento metri dal bagnasciuga, protetto da tutte le leggi ambientali di quest’Europa, eventualmente avesse potuto vedere fine. Il finto consenso, però non aiuta la soluzione delle questioni più serie e ci stanno più a cuore. Esempio: La Legler é stato un balletto di altissimo livello. Indossato un candido tutù la questione occupazionale é stata presentata al pubblico con la leggerezza delle migliori etoile dei grandi palchi russi. La storia segna i territori quell’impianto funzionante da sempre a singhiozzo però ne sono testimoni.

    Marfili, cosa ne é rimasto? Chi non vende non guadagna, lo sanno anche i bimbi. Oggi un bando pubblico, un mucchio di debiti da ripianare e la solita indigeribile disperazione delle famiglie dei lavoratori costrette ad un perenne precariarato asfittico mascherato da contratti di lavoro a tempo indeterminato privi di alcuna copertura sul mercato. Appettiti partitico-sindacali, forse, ma, però? Paraulas e promissas?

    Resta la speranza vera che ci dovrebbe accompagnare: prima o poi si accetti e si sperimenti in tutta coscienza che un’impresa privata non si fa con i soldi dei sussidi o le terre pubbliche, ma con il Lavoro, il Capitale, e le Idee. La “nuova” Santa Lucia per prima.

  5. Bomboi Adriano ha detto:

    Per Andrea Cabras: Salve! Ho visto il suo link sulla questione Legler di Siniscola, si tratta di una materia spinosa che potrebbe rischiare i contraccolpi più imprevedibili, ad esempio da qualche giorno è in atto un attacco da parte dell’Unione Sarda (di cui l’editore è “azionista PDL”) verso l’area Sardista: cosa c’entra questo con l’ambiente e il lavoro? Ad esempio che l’attacco avviene con velate insinuazioni -a cui purtroppo anche il Gruppo Giuridico che ha positivamente dato una mano per S. Lucia ha fatto da grancassa senza approfondire la natura completa delle intercettazioni e confondendo ideologicamente PSD’AZ con PDL- e che riguarda il nodo della vicenda del Colle archeologico di Tuvixeddu, nel cui contenzioso per la gestione alcuni signori ci guadagnerebbero fior di milioni di euro a spese delle casse regionali (un business per la felicità di pochi) da spartire proprio per le lotte politico-affaristiche del Cagliaritano in cui parrebbero coinvolti settori del PDL magari contigui all’editore/immobiliarista dell’Unione Sarda (ultimamente PURE curiosamente impegnato contro il costruttore Cualbu nel fare un centro commerciale in Sicilia). L’attivazione del Parco di Tuvixeddu pertanto (sostenuta previa vendita, da tempo, dai Sardisti) collideva con i progetti di qualcuno il quale ha così ben pensato di incrinare l’immagine dei più diretti ostacoli (in maggioranza regionale) a questi propositi: I Sardisti appunto. I risultati di questa faida oscura saranno che se si perdono soldi a Cagliari per indennizzi su motivi tutt’altro che ecologici…anche Siniscola i soldi per gli accordi di programma per la zona industriale se li scorda….Peccato non avere solidi partiti territoriali in maggioranza…quelli che ci sono…sono alla mercé dei poteri forti a causa dello scarso peso…mentre gli altri sono occupati con la lana caprina a cavarsi gli occhi….Chiudo quì il discorso. E per fortuna che la pineta di Santa Lucia non fa parte di uno scontro fra titani….

  6. Gianfranco Meloni www.irs.sr ha detto:

    le opinioni di Kelledda Murgia sulla vera economia futura della Sardegna:
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/02/06/la_sardegna_non_e_villa_certos.html

  7. andrea cabras ha detto:

    Andirivieni, tutti col naso in su! Tra poco sapremo che fine faranno gli stabilimenti Legler, il futuro dei suoi dipendenti, la vocazione industriale e turistica di Siniscola:

    http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Interrogazioni/Irg0188.asp

  8. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Michela Murgia, una delle prime persone che ha denunciato il progetto di cementificazione di Santa Lucia . Forse non é del tutto fuori tema:
    http://www.irs.sr/forum/viewtopic.php?t=5137

  9. Gianfranco Meloni www.irs.sr ha detto:

    Intervento di Antonio Satta

    Ho letto con grande attenzione l’intervento di Antonio Satta e ne condivido in pieno il contenuto generale.

    Tempo fa leggendo l’intervento di una formazione Politico-ambientalista ho avuto modo di vedere che, quasi volendosi scusare con i propri elettori, si schierava contro l’abbattimento dei pini de “su patente” di Santa Lucia ma contemporeneamente dava istruzioni all’attuale giunta comunale affinche’ reperisse nuovi spazi adatti alla realizzazione di monoblocchi di cubature non indifferenti….
    Tanti altri con i loro interventi hanno ritenuto giusto rimarcare il fatto che loro non erano contrari agli alberghi.

    …..Riprendo alcune frasi di Antonio Satta……….

    ……persino tra le fila di chi ha a cuore il destino di Santa Lucia echeggia il leitmotiv per cui é doveroso precisare che “non si é contro gli alberghi” come dire fateli da un’altra parte!!……………………..

    ………Forse che sulle colline di “Pigozzi” o a La Caletta o in qualche altro lembo di costa Siniscolese, un complesso da 1500/2000 posti lettoé bello e compatibile con il territorio?!……………….

    …L’ideologia del lavoro a tutti i costi ha permeato talmente le coscienze dei sardi che la “colata di cemento” é d’obbligo…….

    …….Non si mette in discussione il modello di crescita economica, bensi’ il fatto- semmai- di applicarlo nel cortile del vicino di casa……

    …E’ triste ammetterlo, ma il PUC Siniscolese é lo specchio del pensare comune della maggioranza delle persone, anche di molte sinceramente “Ambientaliste”, che attivamente appoggiano uno sviluppo che definire coloniale é un eufemismo…..

    …….Alla Caletta, a Siniscola, in tutto il territorio comunale , si costruisce creando consenso diffuso attraverso lo slogan “dare lavoro” tanto che in nome di questo potrebbe passare anche l’idea della costruzione di una Centrale Nucleare-………

    …….Cosa centra tutto questo discorso con gli alberghi a Santa Lucia?
    A mio modesto avviso centra il fatto che una battaglia specifica se non si colloca dentro la dimensione piu’ generale del problema che l’ha generato, per quanto epica e condivisa, nel migliore dei casi non produce altro che il rinvio del medesimo a tempi migliori….
    ———————————————————————
    .
    Per quanto ci riguarda
    Rimango valide e da discutere assieme agli altri, le proposte fatte dal nostro movimento iRS alternative alla colata di cemento e perché no, tutte le proposte di quelli che hanno a cuore le sorti del borgo e sicuramente anche (velatamente) del territorio circostante e di quello Sardo in generale.

  10. Antonello MANCA ha detto:

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio !!!
    Infatti proprio sotto le feste di Natale e precisamente il 22.12.2009, la Società Immobiliare Santa Lucia srl inoltrava presso il Servizio di Tutela Paesaggistica per le Provincie di Nuoro e Ogliastra una nuova richiesta di autorizzazione ai sensi dell’ art. 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio per l’ ottenimento del prescritto parere di competenza.
    Se non ricordo male, anche nella precedente richiesta, saltava subito all’ occhio il periodo pre – festivo nel quale la stessa veniva inoltrata.
    Viene da chiedersi ovviamente se questo modus operandi abbia qualcosa a che vedere con il fermo tecnico degli uffici istruttori dovuto alle festività e quindi con la conseguente diminuzione del tempo utile per le eventuali osservazioni o ricorsi a disposizione di chi in qualche modo ne abbia titolo.
    Ovviamente è stata immediatamente formalizzata al Servizio di Tutela Paesaggistica per le Provincie di Nuoro e Ogliastra una nuova richiesta di appuntamento per la visione degli atti alla quale seguirà subito dopo la richiesta di estrazione degli stessi.
    Quanto sopra, evidentemente, dovrebbe contenere non poche novità visto quanto espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Il Paesaggio e il Patrimonio storico, Artistico Ed Etnoantropologico di Sassari e Nuoro con il Decreto 57/2009 del 13.10.2009, di annullamento della Determinazione n° 1812 del 10.08.2009 del Servizio di Tutela Paesaggistica per le Provincie di Nuoro e Ogliastra.

    Il Comitato comunque, previa valutazione tecnico amministrativa dei nuovi atti, valuterà la fattibilità di eventuali procedure tendenti a richiedere l’ annullamento anche di questa nuova richiesta.

    Ciò che rimane a mio avviso incomprensibile è sempre l’ operato della Amministrazione Comunale che, nonostante le richieste del Comitato di una sostituzione indolore del lotto di terreno interessato con uno anche più appetibile, ma da ricercarsi in area non a bosco di pini, fa orecchie da mercante senza neanche sottoporre tale possibilità sia alla Immobiliare Santa Lucia srl sia al Consiglio Comunale.
    L’ Amministrazione ha preso un impegno con un privato cittadino e in qualche modo lo deve onorare. Quindi la proposta di una permuta, fuori dall’ area a pineta, anche con superfici più estese di scambio che tengano conto delle diverse condizioni di tipo urbanistico eviterebbe di avere una discutibile struttura (dal punto di vista dell’ impatto paesaggistico) entro la fascia dei trecento metri.
    Buon lavoro a tutti – Antonello MANCA

  11. Annarita Punzo ha detto:

    Vorrei segnalare la frase con cui si conclude il video linkato da Gianfranco….è un importante insegnamento…un monito che dovremmo ricordare ai dirigenti della cosa publica…

    LA SARDEGNA NON CI APPARTIENE…NOI LE APPARTENIAMO!

  12. Antonio Satta ha detto:

    ………………… Credo che, come per l’universo biologico, dove gli organismi non tendono alla massificazione di nessuna variabile, ma utilizzano le risorse e assumono dimensioni adeguate al contesto ecologico in cui vivono, così le strutture economiche (nel nostro caso alberghi, piuttosto che impianti, infrastrutture ecc.) dovrebbero essere ripensate secondo forme e dimensioni tali da garantire una duratura capacità di produrre benessere in condizioni di minimo consumo del territorio che le ospita. Un concetto, questo, elementare per il mondo animale, un po’ meno (molto meno) per quello umano.
    Oggettivamente, al di là del caso specifico di S. Lucia, abbattere mille alberi per far posto ad un albergo è uno schiaffo al buon senso, prima ancora che alla natura: le nostre coste ne hanno visto e vedono talmente tante che la natura se potesse alzerebbe le mani in segno di resa! Il vero dramma è che il binomio edilizia-sfruttamento del territorio ha avuto conseguente devastanti non solo per il nostro ambiente ma, cosa peggiore, per la mente dei suoi abitanti. Persino tra le fila di chi ha a cuore il destino di S.Lucia echeggia il leitmotiv per cui è doveroso precisare che “non si è contro gli alberghi”…. come dire, fateli da un’altra parte! Forse che sulle colline di “pigozzi” o a La Caletta o in qualche altro lembo di terra della costa siniscolese (e per esteso sarda) un complesso alberghiero da 1.500/2.000 posti letto è bello e compatibile col territorio?! Il problema non è semplicemente “estetico”! L’impatto di strutture ricettive di questa portata infatti è devastante anche sotto il profilo antropologico, legato cioè agli usi e costumi, ai modi di vivere delle nostre comunità. Non bisogna avere un quoziente intellettivo sopra la media per accorgersi della frattura sociale che l’ubriacatura da soldo facile ha portata nei nostri paesi. La coesione propria dei piccoli centri (che rimane comunque è un’altra cosa dal “quieto vivere”) nei fatti viene sostituita dall’atomismo tipico delle grandi metropoli. La separazione del singolo dal tessuto comunitario la si vede ad ogni angolo di strada, nell’abusivismo diffuso, nello sperpero di denaro pubblico, nell’abbandono e nel degrado progressivo dell’assetto urbano, nella chiusura a riccio di fronte ai propri (talvolta malintesi) interessi personali, nello scarso senso civico che investe anche la stessa pineta di S.Lucia, nella quale non è difficile inciampare in ogni sorta di spazzatura. Il concetto di “bene collettivo” è scomparso da qualsiasi registro individuale e non solo nelle stanze del palazzo comunale. Non si può pretendere che il messaggio sulla necessità di salvaguardare S.Lucia (e l’ambiente nel suo insieme) passi prescindendo dal contesto nel quale matura l’idea stessa di devastarla, in nome di uno sviluppo economico che è tale solo in relazione ai bilanci di pochi privati.
    L’ideologia del lavoro a tutti i costi – legata all’opportunità di sfruttare il turismo, quando in Sardegna attualmente è vero il contrario – ha permeato talmente le coscienze dei sardi che la “colata di cemento” è d’obbligo. Non si mette in discussione il modello di crescita economica, bensì il fatto – semmai – di applicarlo nel cortile del vicino di casa. Allora, non stupisca se gli scienziati del Comune hanno partorito un PUC tutto improntato alla vecchia logica volumetrica e devastatrice (o più semplicemente affaristico-clientelare? A tal proposito mi piacerebbe indagare su coloro ai quali spetta una fetta della torta. Le briciole so già a chi andranno!).
    E’ triste ammetterlo, ma il PUC siniscolese è lo specchio del pensare comune della maggioranza delle persone, anche di molte sinceramente “sardo-ambientaliste”, che attivamente appoggiano uno sviluppo che definire coloniale è un eufemismo. Ormai, sulla costa si costruisce per un mercato a cui possono accedere solo l’investitore milanese, romano, veneto, e lo si fa infischiandosene delle più elementari norme di “ricerca di equilibrio” con le caratteristiche proprie dei piccoli centri abitati. A La Caletta, a Siniscola, in tutto il territorio comunale, si costruisce creando consenso diffuso attraverso lo slogan “dare lavoro”, tanto che in nome di questo potrebbe passare anche l’idea stessa di realizzare una centrale nucleare (a leggere i giornali, un’idea neanche troppo astratta!). Ciliegina sulla torta si costruisce seguendo l’esempio delle leggendarie borgate-dormitorio romane. Infatti, alla faccia della speculazione, formicai bidimensionali edificati l’uno sull’altro vengono spacciati per villette a schiera quando in realtà sono un pugno allo stomaco al solo guardarli. Il bello è che alcuni attenti costruttori imPRENDITORI li ergono quale monito imperituro per le generazioni a venire: quando vedi il mare pensa quante finestre si possono costruire davanti ad esso. Filantropi! Ecco cosa sono certi costruttori imPRENDITORI nostrani e i loro sorci – pardonne-moi – soci politicanti; filantropi che costruiscono case e alberghi in riva al mare per permettere anche a chi è meno “fortunato” di godere e ammirare quella magnifica distesa blu…..
    Ma non c’è da farsi alcuna illusione, non esiste nessuna buona fede, più prosaicamente, queste meste figure non sono altro che avidi speculatori senza rispetto per gli altri e per la terra nella quale abitano.
    Cosa centra tutto questo discorso con gli alberghi a S.Lucia? A mio modesto avviso centra il fatto che una battaglia specifica se non si colloca dentro la dimensione più generale del problema che l’ha generata, per quanto epica e condivisa, nel migliore dei casi non produce null’altro che un rinvio del medesimo a tempi “migliori”. Presto o tardi arriveranno con le loro ruspe e betoniere, è questione di tempo….. a meno che, a cambiare, della popolazione-comunità, non sia la visione globale di ciò che si intende per gestione del bene collettivo. Questo presuppone, però, l’addentrarsi in modo ancor più articolato e completo nelle dinamiche e nei ragionamenti che accompagnano la costruzione della profondità della propria azione, anche e soprattutto partendo dal “casus belli” di S. Lucia. La sfida è complessa, ma è evidente che la crescita economica senza controllo non può rappresentare né adesso né in futuro, la soluzione alla crisi ecologica (dopo le alluvioni degli ultimi anni non c’è altro modo di definire le conseguenze della love story tra individuo-ambiente) sociale ed economica, le cui ricadute si riflettono in ogni angolo della nostra comunità: nel degrado, nell’abbandono, nella miseria, pure umana, che porta alla ribalta delle cronache locali i gesti più estremi ed infami.

    Saluti, Antonio Satta

  13. Gianfranco Meloni www.irs.sr ha detto:

    Valutazione di impatto ambientale.

    Se vogliamo tutelare il nostro territorio dobbiamo far tesoro di queste informazioni e come dicono i nostri amministratori:
    Interveniamo prima che sia troppo tardi.
    ( chiediamo la valutazione di impatto ambientale ai politici)
    GASDOTTO GALSI i rischi dell’ennesima servitù

  14. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Articolo dell’Unione Sarda su Santa Lucia: Santa Lucia:”Non vogliamo alberghi”

  15. Annarita Punzo ha detto:

    Vi invito a visionare il video-inchiesta realizzato da Paolo Berizzi e Fabio Tonacci per la Repubblica, in cui vengono mostrate le strutture alberghire iniziate, mai terminate e oggi abbandonate che avrebbero dovuto ospitare i “grandi” del G8 a La Maddalena e che fanno cattiva mostra di sè, deturpando inevitabilmente il paesaggio maddalenino!
    http://tv.repubblica.it/copertina/maddalena-l-isola-usa-e-getta/41846?video

    Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

  16. Annarita Punzo ha detto:

    Non la forza ma la COSTANZA, fa gli uomini superiori.
    Friedrich Nietzsche

    continuiamo così

  17. katiuscia aiello ha detto:

    Si deve continuare a” combattere”per un diritto sancito ben 70 ani fa’.
    Qualche volta ci si e’ fermati a pensare perche’ e’ stata messa in posa la pineta di Santa Lucia?E’ deludente pensare che i nostri amministratori non (scusate il gioco di parole) amministrino con la diligenza del buon padre di famiglia (come la legge insegna),ma siano a volte (leggi sempre) ciechi ,sordi e( magari) muti.

  18. Antonello Manca ha detto:

    Mi sembra che l’ articolo evidenziato da Gianfranco, che stamane avevo letto sul giornale, sia effettivamente da leggere come consiglia lui.
    Ha me è venuta in mente la stessa cosa.
    Il comitato è nato in modo molto silenzioso e nonostante le varie vicissitudini -e parlo delle velate offese e intimidazioni -ha continuato tranquillamente e democraticamente per la sua strada.
    Adesso qualcuno si sta finalmente rendendo conto che l’ onestà paga sempre! e anche questa volta sono sicuro sarà così.
    La guardia non va assolutamente abbassata per cui invito tutti a continuare per la nostra strada per arrivare all’ obbiettivo in cui tutti crediamo.
    Buon lavoro a tutti – Antonello MANCA

  19. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Gemellaggio tra
    Porto Pino e Santa Lucia

    A volte fa bene all’animo umano sapere che non sempre vince
    l’arroganza dei potenti di turno e ci da un pò fiducia nel futuro,leggetevi questa e manteniamo alta la fiducia in noi stessi:

    giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com

  20. Antonella Tocco ha detto:

    Il giovane comitato Salviamo Santa Lucia ha svolto, e continua a svolgere, un ruolo importante di sensibilizzazione della società civile.
    Fin dalla sua nascita ha costituito un’ inaspettata esperienza di partecipazione democratica dando avvio ad un processo di “partecipazione dal basso” che ha assunto dimensioni che sono andate ben al di là delle aspettative.
    Nato per contrastare le devastanti scelte urbanistiche che riguardano il futuro di Santa Lucia, ha avuto anche il merito di far conoscere a tutti, in maniera chiara e documentata, lo scempio urbanistico che si vuole fare della frazione, scempio che la quasi totalità dei cittadini siniscolesi ignorava.
    Continuo e continuiamo ad opporci ad un’autentica aggressione alla borgata che prevede l’abbattimento di numerosi ettari di pineta e che mira da omologare il borgo dei pescatori agli standard dei villaggivacanze, non nell’interesse delle comunità locali, ma nell’interesse di pochi a trasformare in merce questo bene comune.
    Andiamo avanti nella nostra battaglia per difendere questo borgo ancora autentico, con la convinzione che la tutela della sua identità e della sua bellezza paesaggistica sia prima di tutto doverosa da parte dei suoi abitanti , ma che appartenga a tutti, indistintamente.
    Per queste ragioni, il mio e nostro impegno, varca i confini del territorio di Siniscola.

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