{ lunedì, 21 dicembre 2009 }

Il movimento iRS interviene su Santa Lucia

iRS

COMUNICATO STAMPA iRS – NUGORO
Questione Santa Lucia

Domenica scorsa, 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, i cittadini che si oppongono alla distruzione della pineta del piccolo borgo marino e in generale, alla devastazione del paesaggio e alla sua cementificazione, hanno manifestato per l’ennesima volta in modo pacifico, la loro posizione. C’era anche iRS in particolare nella persona di Gianfranco Meloni, attivista del movimento in Baronia.

Quel che iRS intende testimoniare, con la propria vicinanza ai manifestanti è la totale distanza da una concezione puramente commerciale e monetaria del territorio. Il borgo di Santa Lucia ha conservato una sua fisonomia urbanistica che lo rende una presenza umana armonica col paesaggio e con l’ambiente circostante. Paesaggio e ambiente che vogliono dire anche attivita’ umane, cultura materiale, tradizioni e modi di socializzazione. Un patrimonio di dimensioni apparentemente circoscritte ma dal significato simbolico enorme. iRS ritiene che sia possibile e doveroso valorizzare ulteriormente Santa Lucia e il territorio circostante. Tuttavia ha una prospettiva diversa da quella che vede solo il cemento come possibilita’ di attrazione per i turisti e di crescita dell’economia locale.

1) Intanto proponiamo che si recuperino e si ristrutturino, a scopo di accoglienza turistica, gli immobili gia’ esistenti, specie negli abitati della stessa Santa Lucia e di Siniscola. Le cubature cosi’ disponibili creeranno posti letto, lavoro (pensiamo alla ristorazione, ai bar e agli esercizi commerciali esistenti ) e accesso alle produzioni locali molto piu’ che se fossero costruiti alberghi al posto della storica pineta.

2) Le produzioni locali hanno bisogno di essere curate e collegate in rete, in una filiera che porti il visitatore a consumare il più possibile prodotti del territorio. Il che non può essere fatto mettendosi nelle mani delle catene di alberghi, magari straniere, o di imprenditori non locali che hanno come unico scopo il lucro maggiore possibile e a breve scadenza.

3) Nella filiera del consumo agro-alimentare andrebbe inserito anche il “consumo” culturale, il coinvolgimento del turista, magari attratto in prima battuta dalla bellezza del mare e del paesaggio, nelle tradizioni e nella cultura locale. Il che consentirebbe, tra l’altro, di allargare la stagione turistica ben al di là dei due mesi estivi.

Naturalmente, per arrivare a tale risultato complessivo è necessaria pianificazione, sensibilità per i reali interessi del territorio e massimo rispetto per il patrimonio ambientale e culturale. Sensibilità e rispetto che quasi sempre la politica, da quella regionale a quella locale, non dimostrano affatto, piegandosi invece più volentieri a apparenti ragioni di convenienza economica, che finiscono però per disperdere definitivamente le uniche cose di valore esistenti: autenticità, bellezza, genuinità.
iRS dichiara che anche in questo caso continuerà a occuparsi del problema e metterà in campo le sue forze e le sue competenze per proporre soluzioni alternative alla banale mercificazione dei luoghi e degli uomini. La costruzione di un futuro migliore per i sardi e per tutti coloro che amano veramente la Sardegna comincia da qui.

Gianfranco Meloni
iRS Repùbrica de Sardigna

1 Commento
  1. Mario Canu scrive:

    Speriamo si riesca a fare qualcosa contro questi scempi.
    Purtroppo la Sardegna rappresenta ancora oggi (nonostante il colonialismo venga ormai considerato come “roba vecchia” di cui si parla solo nei libri di storia) una colonia italiana, dalla quale prelevare tutto il possibile, depauperandone le risorse, distruggendo l’ambiente e infischiandosene del popolo sardo, che, per quanto fiero e poco incline alla sottomissione, è piuttosto vulnerabile ai soprusi dello stato italiano, soprattutto quando questi crimini avvengono con il consenso dei politici sardi, ai quali poco importa della Sardegna e dei Sardi. Sono avvoltoi, iene (con tutto il rispetto per questi animali), senza patria e senza cuore, hanno la tipica mentalità da massoni. Dopo tutto quali tasche andrebbe a riempire il cemento versato su quel lembo di paradiso? Non di certo la popolazione siniscolese.

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