{ domenica, 30 maggio 2010 }

Ricorso europeo contro il P.U.C. di Siniscola

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra insieme al locale Comitato Salviamo Santa Lucia hanno inoltrato (27 maggio 2010) alla Commissione europea un ricorso per verificare il rispetto della normativa comunitaria sulla valutazione ambientale strategica – V.A.S. riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. di Siniscola (NU). Il ricorso è stato inoltrato anche alla  Direzione generale delle Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, alla Direzione generale regionale per la pianificazione urbanistica e territoriale, al Servizio regionale valutazione impatti per i provvedimenti di competenza.
Infatti, l’Amministrazione comunale di Siniscola ha approvato il fondamentale strumento di programmazione e gestione urbanistica del proprio territorio in assenza del preventivo e vincolante procedimento di V.A.S.
Il P.U.C., secondo le procedure degli artt. 20-21 della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i., è stato prima adottato dal Consiglio comunale (deliberazione n. 31 del 27 luglio 2009), poi approvato definitivamente con la considerazione delle “osservazioni” presentate insieme al rapporto preliminare V.A.S. (deliberazione n. 11 del 29 marzo 2010), infine ha visto un ulteriore approvazione visto che era stato tralasciato l’esame di quattro “osservazioni” regolarmente presentate (deliberazione n. 13 del 20 aprile 2010).
Si ricorda che la valutazione ambientale strategica – V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la Regione autonoma della Sardegna ha opportunamente dato recentemente avvìo alle proprie competenze in materia.  La conclusione del relativo procedimento è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei suddetti piani e programmi e vede la fondamentale partecipazione di cittadini, associazioni, comitati.
La conclusione del procedimento di V.A.S. è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei piani e programmi ad essa assoggettati. Infatti, “la valutazione ambientale strategica e’ avviata dall’autorita’ procedente contestualmente al processo di formazione del piano o programma” (art. 11, comma 1°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).  E ancora, “La fase di valutazione e’ effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua approvazione o all’avvio della relativa procedura legislativa. Essa e’ preordinata a garantire che gli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione di detti piani e programmi siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione” (art. 11, comma 3°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).
Invece, il Comune di Siniscola (nota n. 802 del 12 gennaio 2010) ha espresso l’intenzione di svolgere la procedura di V.A.S. “successivamente alla seconda adozione comunale”, procedura palesemente illegittima e, comunque, tuttora non avviata.
Eppure, nonostante numerosi esempi negativi, sono diversi i Comuni della Sardegna ad aver legittimamente avviato la procedura di V.A.S. contemporaneamente con l’avvìo della procedura di elaborazione del nuovo piano urbanistico comunale: l’esempio del Comune di Quartu S. Elena appare di significativo rilievo, avendo attivato uno specifico forum di ascolto per reperire utili proposte in merito.
Per il piano urbanistico di Siniscola la procedura di V.A.S. assume un’importanza fondamentale in quanto la previsione entro l’attuale pineta litoranea (realizzata a partire dal 1934 con finalità di difesa idrogeologica) di due strutture a carattere ricettivo e servizi connessi (mc. 20.584 complessivi su un’area di circa 6 ettari), viabilità, parcheggi, servizi, l’incremento delle volumetrie per servizi pubblici (10%) entro i campeggi esistenti, la realizzazione di strutture residenziali permanenti (30% della ricettività) entro i medesimi campeggi ha determinato una dura contestazione popolare raccolta intorno al Comitato Salviamo Santa Lucia con una petizione che ha attualmente raccolto oltre 6.000 adesioni.
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno già ottenuto pronunciamenti interlocutori negativi sulla vigenza del P.U.C. di Siniscola da parte della Direzione generale regionale per la pianificazione urbanistica e territoriale, al Servizio regionale valutazione impatti e del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
Si attendono ora gli opportuni interventi da parte delle Istituzioni comunitarie, nazionali e regionali coinvolte.

Comitato Salviamo S. Lucia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

6 Commenti
  1. Antonio Satta scrive:

    … per restare sempre al tema di riprendersi il territorio e la parola!

    Pochi giorni fa il Sindaco di Siniscola ha parlato della necessità di rasserenare gli animi ripartendo dal confronto democratico, ma predicare bene e razzolare male con la negazione dello stesso pare essere una delle costanti della giunta Pau.
    Come per il PUC e il Piano di riqualificazione di Santa Lucia, ancora una volta, l’esercizio personalistico del potere ha portato la Giunta comunale a bypassare il confronto e il consenso dei cittadini, mettendo gli stessi di fronte al fatto compiuto. Il riferimento è al posizionamento delle enormi antenne della telefonia mobile della Ericsson accanto al campo sportivo de La Caletta, in barba alle 2.000 firme raccolte tra i residenti contro: un pugno allo stomaco per la salute dei cittadini e all’occhio per una località che per le sue ambizioni turistiche si vorrebbe “ridente”.

    Se da un lato, non esistono studi epidemiologici sufficientemente ampi ed attendibili da definire i margini effettivi del rischio, dall’altro alcuni effetti statistici dell’esposizione alle onde sono assolutamente certi ed incontrovertibili. Tra questi il rallentamento o l’arresto delle funzioni tiroidee e l’accelerazione di processi cancerogeni già in corso. Aldilà delle statistiche i campi elettromagnetici sono sicuramente pericolosi per i portatori di pace-maker, perché le onde creano falsi impulsi che possono sbalzare il dispositivo.
    Indipendentemente dagli effetti accertati esistono poi categorie di persone più sensibili di altre all’esposizione: i giovani assorbono molte più radiazioni delle persone in età avanzata, i bambini più dei giovani e il cervello di un bimbo di 5 anni, ad esempio, assorbe una quantità di radiazioni 4 volte maggiore di un adulto.

    E’ assurdo che tra le tante alternative si sia deciso di posizionare le antenne proprio a poche decine di metri dalle case degli abitanti de La Caletta. Nel dubbio sulla tossicità o meno delle onde-elettromagnetiche si sarebbe dovuta contemplare una soluzione differente, ma il Sindaco e la Giunta giustificano la scelta fatta con il canone d’affitto che la Ericsson verserà annualmente al Comune per sanare i bilanci in rosso del loro malgoverno.
    Per il principio democratico su cui si fonda la delega politica la scelta migliore sarebbe stata quella di valutare prima l’opinione dei cittadini. Per quanto riguarda le casse vuote del Comune, invece, la scelta giusta sarebbe stata quella di governare differentemente la cosa pubblica così da non dovere mercanteggiare la salute per quattro soldi. Infatti, sono centinaia le migliaia di euro bruciati dal Comune per progetti mai realizzati o inutilmente dispendiosi, per cause legali che valgono la metà delle parcelle corrisposte, per piccoli e grandi appalti di servizi tanto inutili quanto facilmente “recuperabili” attraverso le dotazioni in capo al Comune: tutto rigorosamente pagato dalle tasche dei cittadini!
    Per questo motivo, bisogna mobilitarsi contro l’ennesimo abuso e schiaffo al buonsenso da parte dell’attuale Giunta Pau, sollecitando la stessa alla risoluzione del contratto con la Ericsson e all’individuazione, semmai, di un sito lontano dai centri abitati per il futuro eventuale loro riposizionamento.

    … cento ne fanno, una ne pensano!

  2. gianfranco meloni scrive:

    un errore geografico dovuto alla fretta….”…e bobore cando si thucat pro andare a Badde Manna…..leggasi “funtana buddia”.
    Scusate.

  3. gianfranco meloni scrive:

    Comuni virtuosi?

    Schiarita sull’ecocentro contestato

    nuoro

    Allarmati e preoccupati, gli abitanti di Funtana Buddia non sono disposti a transazioni: per loro la struttura va bloccata e quei 4200 metri quadri dov’è previsto un ecocentro per il conferimento di rifiuti urbani a soli sei metri dalla prima casa, devono ridiventare area verde com’era prima della variante urbanistica del dicembre 2009. Nel frattempo il neo sindaco Alessandro Bianchi in un comunicato fa sapere di aver ricevuto una delegazione e concordato un incontro per la prossima settimana dopo che i cittadini gli hanno chiesto il tempo di esaminare i documenti che sono stati loro consegnati. Si dichiara quindi disponibile a esaminare il progetto con loro. Ma intanto l’apprensione cresce, sia perché nella relazione progettuale compare che non è escluso il transito di rifiuti pericolosi, sia perché la struttura insisterà in una zona ricca di acque risorgive, cioè presumibilmente abbastanza instabile dal punto di vista idraulico. Nell’elaborato inoltre è precisato che «a causa della esiguità del finanziamento non è possibile realizzare l’impianto di trattamento delle acque di lavaggio». Una circostanza che, secondo gli abitanti, potrebbe comportare problemi di salute pubblica. Ma dopo la dichiarazione di volontà interlocutoria da parte dell’amministrazione i residenti, che in assemblea si erano detti pronti a inoltrare un esposto ai Noe, ora allentano la presa, confidando nel confronto col primo cittadino: «Staremo ad ascoltare». Nel frattempo, a scorrere le carte, comparirebbero alcune discrasie rispetto ai lavori che comunque vanno avanti. ( fr. gu. )

    Ho voluto mettere in evidenza questo problema “nuorese” che per certi aspetti puo’ ricordare il nostro di difensori del verde di Santa Lucia…..
    C’è da dire che il comitato pro Badde Manna sta cercando in tutte le maniere di bloccare questo ecomostro e proprio per questo una sua delegazione partecipera’ alla festa di iRS che si terra’ il giorno 3 luglio proprio li ha Badde Manna. In quella occasione parteciperanno Deriu, Arbau Crisponi e tanti altri…non vi sembra il caso di andare anche noi e portare li i nostri problemi?
    li a Badde Manna

  4. gianfranco meloni scrive:

    COMUNI VIRTUOSI……

    Se le amministrazioni di alcuni comuni vicini possono essere
    definite virtuose non si puo’ dire altrettanto di alcune frange
    della popolazione.
    La pineta di Orvile,in territtorio di Posada ha subito ripetuti e sistematici attacchi che si sono conclusi con la parziale distruzione della medesima.
    Il vento di maestrale diventa complice inconsapevole di questi
    delitti.
    Infatti per modificare tutte le scelte virtuose e i programmi delle amministrazioni bastano due o tre persone che si diano da fare con le micce in una giornata particolamente ventilata e la violenza fuoco manda tutto in fumo……

    Quale è la mano che spinge a commettere queste atrocita’ ?

    Sicuramente puo’ essere individuata in alcuni “elementi umani” che avrebbero voluto sostituire la pineta con il proprio arrichimento personale ….. la distruzione in questi casi sembra un atto di vendetta contro tutti i cittadini, enti, associazioni e partiti politici
    che da sempre si schierano in difesa dell’ambiente e di un suo utilizzo piu’ rispettoso.

  5. Spero nel ravvedimento perchè gli esempi dei Comuni virtuosi sono numerosi e li vedo documentati anche su questo sito man mano che il dialogo si articola.
    E si tratta di Comuni vicini, come Posada.
    Leggo con gioia dell’iniziativa di Quartu Sant’Elena, in tempi di scarsa partecipazione della popolazione alla politica e mi auguro che lo strumento Internet venga utilizzato ai migliori fini anche in campo politico e ambientale.

    Francesco

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