{ domenica, 15 Novembre 2009 }

Stop al piano urbanistico comunale di Siniscola

GIG

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La Direzione generale della Pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia dell’Assessorato regionale dell’urbanistica ha risposto (nota prot. n. 33588 del 10 novembre 2009) alla richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. di Siniscola (NU), nei mesi scorsi adottato dal Consiglio comunale (deliberazione n. 31 del 27 luglio 2009): finora “non è pervenuta alcuna richiesta di valutazione preliminare ex LR 7/2002 riguardante lo Strumento urbanistico di Siniscola in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale”.

Quindi, allo stato attuale, stop al P.U.C. di Siniscola.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, dopo aver ricevuto varie segnalazioni da parte di preoccupati residenti e del locale Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia, avevano inoltrato (14 ottobre 2009) alle amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali la Direzione generale regionale per la pianificazione urbanistica e territoriale, il Servizio regionale valutazione impatti, il Comune di Siniscola), informandone la Commissione europea ed il  Ministero dell’ambiente, una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il P.U.C. con particolare riferimento alle previsioni relative al borgo di Santa Lucia.

Infatti, nel borgo di Santa Lucia appaiono previste tre strutture a carattere ricettivo e servizi connessi (mc. 36.584 complessivi) da realizzarsi entro l’attuale pineta litoranea (circa 6 ettari), realizzata a partire dal 1934 con finalità di difesa idrogeologica.   Tali previsioni – che comporterebbero la radicale modifica dell’area alberata, del relativo litorale e dello stesso contesto urbanistico ed ambientale di Santa Lucia – hanno  portato a una dura contestazione popolare raccolta intorno al Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia con una petizione che ha attualmente raccolto oltre 1.840 adesioni.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno, quindi, richiesto in particolare lo svolgimento preventivo e vincolante del procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S. riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. adottato e non definitivamente approvato. Si ricorda che la valutazione ambientale strategica – V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la Regione autonoma della Sardegna ha opportunamente dato recentemente avvìo alle proprie competenze in materia.  La conclusione del relativo procedimento è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei suddetti piani e programmi e vede la fondamentale partecipazione di cittadini, associazioni, comitati.

p. Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
Stefano Deliperi

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Visualizza la nota della Regione Sardegna sul sito del Gruppo di Intervento Giuridico

69 Commenti
  1. Antonello Manca ha detto:

    Dal tenore di quello che leggo in questi giorni negli interventi di Annarita Punzo, Francesco Carzedda e Gianfranco Meloni e dall’ evidente entusiasmo nelle diverse telefonate che ho ricevuto credo che forse l’ idea del Parco Studio e Campus Ambientale sia recepita dai più con piacere.
    Proporrei allora a tutti di elaborare le proprie idee di modo tale che, mettendole insieme, si possa preparare un documento unitario da avanzare all’ Amministrazione, completo di tutti gli scenari attuali e futuri (almeno così come li sognamo noi, e speriamo si realizzino).
    All’ instancabile e competente Andrea Cabras, che non ho avuto modo di conoscere personalmente ma di cui ho apprezzato le diverse note, proporrei invece di elaborare una analisi economico – finanziaria che verifichi quale possa essere il tasso minimo di occupazione delle strutture esistenti per far fronte al possibile accesso degli studenti.
    Ovviamente comunque a lui la libertà di analizzare tutti i punti che ritiene fondamentali per la stesura del documento.
    Buon lavoro a tutti
    Antonello MANCA – geologo

  2. Antonello MANCA ha detto:

    Dimenticavo, quello che ho scritto ieri sul sito l’ ho inviato alla mail di Legambiente perchè mi sembrava giusto, almeno personalmente, invocare anche altre possibilità per il nostro territorio.
    Ovviamente l’idea va completata, come giustamente scrivono Annarita e Francesco, con le argomentazioni più attinenti che enfatizzino le possibilità di uno sviluppo ecocompatibile.
    PS. Per chi non avesse avuto modo di leggere oggi L’ Unione Sarda c’è un simpatico articolo sulle procedure di approvazione (ma soprattutto di approccio al problema) del PUC di Oristano.
    Non siamo a distanza di anni luce ma leggo che c’è stato un coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, dei cittadini che vorranno chiarimenti (con l’ apertura di uno sportello apposito) e, dulcis in fundo, la distribuzione di una copia completa degli elaborati a tutti i consiglieri e alle varie associazioni.
    Una bella lezione di civiltà e trasparenza.!!!!!!!!!!!
    Anonello MANCA – Geologo

  3. Francesco Carzedda ha detto:

    Splendide le idee del Campus e della valorizzazione del valore storico di Santa Lucia insediamento.

    Aggiungerei un supporto di comunicazione, qualche idea potrebbe partire dal nostro gruppo: un dvd informativo-didattico? Una o più postazioni informative su territorio e servizi? Naturalmente un sito Internet.

    Santa Lucia laboratorio?

    Mi sembra di sognare… la magia del luogo aiuta…

    Francesco Carzedda

  4. Annarita Punzo ha detto:

    UN’ALTRA IDEA PER VALORIZZARE SANTA LUCIA
    Le torri costiere della Sardegna vennero erette a partire dal 1570 circa, per volontà della Corona di Spagna, nel tentativo di contrastare le scorrerie dei Saraceni nelle coste sarde. Tra i baluardi difensivi dell’area baroniese, spicca per grandiosità e bellezza quella Santa Lucia simbolo, insieme alla pineta, del piccolo borgo marittimo e protagonista privilegiata di foto ricordo e cartoline.
    Nel 1978, non lontano dalla torre, vennero condotte delle indagini archeologiche che riportarono alla luce i resti di uno dei rari insediamenti romani ( sec. III ) della costa orientale isolana, verosimilmente riferibile a quel Portum Romanum Sanctes Luciae di cui Vitale ci parla nei suoi Annales Sardiniae.
    Della antica chiesetta di Santa Lucia si hanno riferimenti anteriori all’anno 1000. Pare che sorgesse
    alcune decine di metri a nord-ovest di quella attuale, ivi costruita nel primo periodo della dominazione pisana e poi andata in rovina.
    L’impianto definitivo dell’attuale edificio religioso, fu messo in atto tra il 1898 ed il 1900 con la costruzione delle cosidette cumbessias, su iniziativa di Efisio Conteddu e di alcune donne appartenenti ad una congregazione religiosa.

    Sarebbe quindi auspicabile puntare ad una giusta valorizzazione e gestione di queste vestigia del passato dimenticate, scarsamente documentate e oggetto di restauri e manutenzioni non adeguate; si potrebbe inoltre progettare un sistema removibile e a basso impatto strutturale (ad esempio delle semplici scalette in legno)volto a rendere accessibili e fruibili gli spazi interni della torre, visitabili dietro pagamento di una piccola cifra; i turisti avrebbero perciò modo di conoscere le caratteristiche interne della struttura nonché di godere di un privilegiato punto di vista per ammirare la costa.
    Sarebbe altresì interessante riaprire e, per quanto possibile, ampliare lo scavo del 78’ rendendo visibili gli impianti strutturali di età romana, creando così un percorso storico che ripercorra alcune delle tappe fondamentali dell’antico sito di Santa Lucia.

    In questo modo, l’ottima idea del Campus proposto da Antonello Manca, avrebbe un corrispettivo archeologico capace di offrire un’ulteriore proposta attrattiva nonché di far riscoprire ai siniscolesi un importante tassello del passato del loro territorio.
    Annarita Punzo

  5. Antonello MANCA ha detto:

    Leggo con interesse il comunicato di LEGAMBIENTE del 19.11 con oggetto “Legambiente impegnata a richiedere di correggere e migliorare i contenuti paesistico-ambientali del piano urbanistico di Siniscola” relativo all’ incontro a Siniscola di Lunedì scorso.
    Incontro al quale purtroppo, non per motivi particolari ma per impegni già assunti in precedenza, non ho potuto partecipare personalmente.
    Prendo atto che “Legambiente farà di tutto per far correggere gli aspetti contradditori presenti nel PUC” perché questo, in sintesi è ciò che i cittadini si aspettano da chi, per prima come Associazione Ambientalista, è naturalmente preposta.
    Non credo sia interesse di nessuno, con le critiche che fin qui sono state avanzate anche solo su aspetti parziali, avere l’ intento di bloccare o rallentare l’ iter dell’ intero PUC di Siniscola.
    Posso solo confermare, a titolo esclusivamente personale ma credo condiviso da molti, che se comunque l’ aspetto parziale a cui si riferisce il comunicato è il Borgo di Santa Lucia, la posizione vada considerevolmente rivista da parte dell’ Amministrazione Comunale.
    Ma mi vorrei spingere un poco più avanti nei possibili scenari futuri.
    Non credo che l’ indotto economico a lungo termine creato dalle tre strutture alberghiere sia l’ unica molla che spinge l’ Amministrazione Comunale.
    Infatti se il vero interesse fosse quello di animare produttivamente per buona parte dell’ anno il Borgo allora vedrei più di buon occhio una iniziativa con riflessi socio culturali che rimarchi soprattutto le caratteristiche ambientali del territorio che la ospita.
    Mi spiego meglio: non sarebbe più idoneo creare nel Borgo e nel suo territorio limitrofo una sorta di Laboratorio Stabile sui vari aspetti che si potrebbero studiare? Perché non un Parco Studi Ambientali in un’ area che per vocazione si presta enormemente?
    Allora vedrei veramente un territorio tutelato nel quale possano operare, con Campus adatti, le diverse Università degli Studi Nazionali, Europee, Internazionali nonché le scuole di diverso grado, dalle elementari alle medie e alle superiori.
    Sarebbe una palestra naturale nelle varie discipline delle Scienze Ambientali e Naturalistiche (forestali, botaniche, agronomiche, geologiche, geopedologiche, marine, archeologiche ecc.) che avrebbe lo scopo di attirare, senza dubbio, una “clientela” selezionata che conviverebbe tranquillamente con i residenti e con i turisti.
    Non si avrebbe bisogno di edificare nuove e impattanti volumetrie nella pineta !!!!!!!!!!!
    La sede stabile del Campus potrebbe essere proprio l’ attuale camping La Mandragola e, perché no, gli altri camping chiusi buona parte dell’ anno, ma anche le così dette seconde case.
    Questo porterebbe sicuramente un beneficio economico alle varie attività della zona, e non intendo solo quelle di Santa Lucia, che vedrebbero l’ allungarsi del periodo di attività.
    Ovviamente alla base di tutto questo la prima sfida che l’ Amministrazione si troverebbe ad affrontare sarebbe quella dell’ offerta dei servizi minimi di supporto (acqua, fognature ecc).
    Gli alberghi non avrebbero semplicemente più senso di esistere.
    Ultimo problema da affrontare è la realizzazione dell’ albergo privato (la cui realizzazione ricordo ha avuto il blocco da parte della Soprintendenza di Sassari e Nuoro).
    Qui l’ Amministrazione ha preso un impegno con un privato cittadino e in qualche modo lo deve onorare. Vedrei in questo caso la proposta di una permuta, fuori dall’ area a pineta, anche con superfici più estese di scambio che tengano conto delle diverse condizioni di tipo urbanistico; in questo modo si eviterebbe di avere una struttura entro la fascia dei trecento metri.
    La vocazione della struttura da realizzare a questo punto potrebbe essere proprio legata al discorso precedente e ospiterebbe una sorta di “Area di coordinamento, ostello ecc”.
    Credo che questo sia un argomento condiviso dai più e che, eventualmente revisionato e corretto, potrebbe costituire la variante al PUC di Siniscola per il Borgo di Santa Lucia.
    Buon Lavoro – Antonello MANCA – geologo

  6. andrea cabras ha detto:

    Il PUC é fermo e questo non é un bene, per svariati motivi.

    1) il distretto alberghiero é ancora negli stralci del Piano urbanistico
    senza alcun’ipotesi di variante.

    2) Gli alberi rischiano di essere tagliati.

    3) Il camping la Mandragola rischia di essere trasformato in un albergo inutilmente ed antieconomicamente.

    4) A Santa Lucia sono messi a repentaglio i redditi degli esercenti di attività commerciali e di ristorazione.

    5) L’investimento privato in Santa Lucia 1, rischia di trasformarsi in una perdita secca.

    6) Decine di imprese edili aspettano di sapere dove e quanto investire.

    7) Esistono necessità da parte delle famiglie di realizzare case impiegando i mutui concessi a tal fine.

    CI SONO NECESSITA’ REALI, PESANTEMENTE DISATTESE DAI FATTI URBANISTICI.

    Complessivamente rischiamo il flop delle buone intenzioni della politica comunale e serve quindi una soluzione a breve: razionale, veloce, condivisa; pena: il prodursi di un virtolo vizioso antieconomico persistente sul territorio per mezzo di una diseconomia di scala.

    Sin dall’inizio questa é la MIA posizione e di questo ho parlato sin dal principio. Mentre gli alberi presumebilmente superstiti sarranno i testimoni silenti di tutto ciò, OGGI nel chiedere un incontro pubblico a breve per discutere la questione con la quale correntemente ogni cittadino resdidente a Siniscola e fra questi Andrea Cabras, il Comitato Santa Lucia, il Consiglio Comunale, il Sindaco hanno a che fare non c’é nulla di autocelebrativo.

    Motivo: ciò che serve é fare il punto delle questione e non spaparanzarsi sugli allori o le figuracce di avantieri.

    Come residente di Siniscola, dico al pubblico di quest’area commenti solo ciò che penso, descrivendo ciò che vedo. Facendolo uso ogni strumento del quale dispongo usando le armi della verità e dell’onestà intellettuale che qualcuno ha persino avuto il coraggio di riconoscermi pubblicamente. Non mi autocomplimento perché conosco i miei limiti e so che a questa battaglia ne seguiranno altre più difficili da affrontare: insieme e senza primati personali.

    Aggiungo che ciò che é accaduto al PUC settimana scorsa era prevedibile già molto prima dell’estate, personalmente ho informato molte persone di questo vizio di procedura mesi fa quando mi chiedevano informalmente cosa ne pensavo dei fatti urbanistici di Siniscola.

    Bene, ora che si ha un documento regionale che conferma questo fatto grazie al Gruppo di intervento giuridico e la cortese disponibilità del Sign. Deliperi .. Noi che si fa?

  7. Webmaster ha detto:

    Sarebbe opportuno che andrea cabras specificasse di parlare a puro titolo personale; essendo molto apprezzati i suoi interventi economici, sia pure a volte incomprensibili per tanti, potrebbe magari attenersi al puro e semplice parere e/o suggerimento da studioso, utente, o del ruolo che preferisce, senza doverci dire in ogni suo intervento che “Non sento parlare di riunioni pubbliche, ne di incontri, non si sentono giustificazioni ne scuse: ma come al solito si continua a parlare di ciò che ci interesa meno”.
    Se non mi parrebbe un eccesso di zelo autocelebrativo, gli si potrebbe magari suggerire di avere un pò di rispetto anche per le idee altrui.

  8. andrea cabras ha detto:

    Scacco matto … che bello, Urrà!! .. e poi?

    Non sento parlare di riunioni pubbliche, ne di incontri, non si sentono giustificazioni ne scuse: ma come al solito si continua a parlare di ciò che ci interesa meno. Legambiente ha detto la sua e io ho la registrazione del convegno:

    1) No a Santa Lucia 3 (borgo pescatori)

    2) No a Santa Lucia 2 SE il camping metterà in atto una rivalutazione eco compatibile della sua offerta turistica( riducendo il consumo idrico ed energetico.)

    3) Forse Santa Lucia 1 va bene, oppure perequazione della volumetria altrove per difendere l’investimento privato.

    Sui giornali c’é lo stesso ritornello e Santa Lucia dipinta all’acquerello. Intanto però il PUC é li da dieci anni e fra le persone serpeggia la parola DIMISSIONI.

    Chi dovrebbe dimettersi? Vediamo un pò .. forse la giunta, il sindaco, magari dovrebbero anche essere revocate le nomine dei responsabili del procedimento mancato, i capiufficio, forse non dovrebbero neppure essere pagate le inutili fatture di tutti gli emeriti e registratissimi consulenti che hanno affollato con le le loro partite iva il nostro misero bilancio preventivo da 42 milioni di euro a saldo zero per tre anni ?

    Che magrissima figura per tanti esimi dottori, il procedimento di adozione é stato ribaltato come un calzino e oggi il puc é un’ottima carta regalo colorata da mettere sotto l’albero di Natale del 2009.

    vabbò che c’é di strano .. per noi non é mica una novità, é già successo ad Oristano.. pari, pari. Mi domando persino se sarebbe produttivo per Siniscola trovarsi senza amministratori ora: Il Puc é una cosa seria .. serve alla gente. Serve per fare una casa, avviare un cantiere, salvaguardare il territorio dalla speculazione immobiliare dannosa. OGGI il convegno con Legambiente é acqua passata. L’ingenuo ed onesto cittadino come il più assiduo e spregiudicato cliente, dopo le ultime notizie si pongono tutti la stessa domanda: Quanto tempo dobbiamo aspettare ancora?

    Questo ci preme e questo ci interessa; credo.

  9. gianfranco meloni www.irs.sr ha detto:

    Nel 2005 la allora autorevole voce dell’assessore Gian Valeri Sanna blocco’
    il PUC di Oristano per mancanza di adeguamento alle norme paesaggistico- ambientali…… giustamente.
    In quel periodo iRS accettava la posizione assunta dalla giunta regionale precedente, perche’ restava l’unico modo per convincere le giunte dei paesi rivieraschi a produrre i PUC, dandosi delle regole, unico modo per sbloccare le licenze lungo la costa.e possibilmente impedirne il saccheggio.
    I motivi erano evidenti:
    senza i puc ogni comune applicava regole di convenienza molto spesso personali.
    Ma poi si sa che l’interesse personale ha avuto la meglio, come hanno dimostrato le ultime elezioni regionali.
    Abbiamo visto pero’che anche con i PUC, se non ben gestiti, si cade nella trappola dei personalismi e non ci si cura della difesa dei beni pubblici.

    Esempio lampante quello di Siniscola-Santa Lucia..
    Detto questo mi vorrei soffermare uun attimo sugli ultimi avvenimenti che ci riguardano in modo piu’ diretto.

    Il signor G.V. Sanna. ex assessore, aveva dato un iniziale appoggio al comitato in difesa di santa lucia,a ppoggio poi ritirato con la scusa di un presunto utilizzo elettoralistico di parte, del medesimo.

    Da una successiva valutazione del PUC da parte sua era emerso che secondo lui la giunta aveva ben operato……il cosi’ detto cemento buono… di sinistra..

    Ssecondo il nostro pensiero,di iRS, la difesa del territorio deve percorrere strade piu’ chiare e prive di condizionamenti partitici come quelli che la Destra e la Sinistra italiana di volta in volta, ci impongono.

  10. gianfranco meloni www.irs.sr ha detto:

    Caro Andrea.
    ti ringrazio per le belle parole piene di speranza per il futuro di questa cittadina.

    In verita’ dobbiamo dire che molti di noi abitanti di Siniscola vivono quella condizione mentale e culturale( che poi è la stessa cosa) . tipica dei Siniscolesi.
    e che fa molto comodo ai politici di “razza”.

    Faccio un esempio:
    Si cerca di arredare al meglio l’ appartamento ma non ci si cura dell’aspetto esterno.della dimora. Molto spesso la costruzione rimane imcompleta per anni.. Dell’esterno non ci si cura.

    del territorio, chi se ne frega.!

    Allo stesso modo, funziona la scelta delle maggioranze che si alternano alla guida del paese:

    Il cittadino siniscolese (quale?) (per fortuna non tutti) sceglie il politico piu’ adatto a rappresentare i suoi bisogni piu’ intimi, personali. Poco gli importa dell’aspetto estetico del territorio. A volte è il politico stesso che bussa alla sua porta, offrendo i suoi servizi..

    Il lavoro viene prima di tutto, sicuramente.

    Vanno bene anche 3 mesi di lavori socialmente utili.
    Magari per tagliare pini.

    Il politico giusto, buono è quello impegnato a creare questo genere di lavori.
    Se per creare lavoro si distrugge completamente la montagna poco conta.

    se si distrugge la pineta di S. Lucia idem.

    Se L’ARPAS con le sue centraline non controlla le emissioni della cementeria, in quelle notti particolari in qui una coltre di polveri la avvolge completamente, il cittadino brontola ma poi finisce li. Ci si accontenta della media mensile dell’arpas. Se in quelle notti le emissioni superano dieci volte il massimo consentito dalla legge…..l’ ARPAS ha detto che tutto va bene.
    .
    Il lavoro prima di tutto.

    Ma se si vuole veramente creare lavoro serio, duraturo non abbiamo bisogno di politici di questo genere.

    Non si puo’ essere ambientalisti e allo stesso tempo andare a caccia.(senza offesa per i cacciatori)
    Siniscola non ha bisogno di questo tipo di politica.

    La programmazione del territorio deve avere l’unica funzione di usare senza consumare .scasomai di migliorare l’esistente ( senza cementificare le pinete).
    .
    .Non dobbiamo fare piu’ errori simili a quello della rete fognaria che era stata collocata lungo la riva del mare, tra s’ena ‘e sa chitta e Santa Lucia..
    Non è buona norma gridare al lupo: ( tubi scoperti ), dopo averlo averlo invitato a entrare nell’ovile. ( ogni riferimento non è casuale).

    Adesso, grazie ai veri ambientalisti , siamo riusciti a versare un bel
    po di sana sabbia di Santa Lucia negli ingranaggi della loro panzer e dobbiamo continuare cercando di convincere anche i piu’ scettici sulla bonta’ della nostra battaglia virtuale.

  11. andrea cabras ha detto:

    RIAPARTIAMO DA ZERO. Un precedente simile.

    Il PUC di ORISTANO diventa un pezzo di carta perché manca dell’adeguamento alle norme paesistico – amibientali e l’utorevole voce di Gian Valerio Sanna lo dichiara illegittimo:

    Rassegna Stampa

    Da noi invece sembra che non sia accaduto nulla.

  12. andrea cabras ha detto:

    Credo che il PUC lo si possa acquistare da GIUMAR ad un modico prezzo. E’ un documento pubblico ed ho spinto Marco, il propietario del multiservice a stamparlo in gran numero vendendo il servizio di stampa ai cittadini curiosi di conoscere più a fondo cosa sarà fatto alle loro terre. Le tavole penso costino intorno ai 10 euro l’una, sono 5 per cui 50 euro per avre il quadro generale .. ma magari ci scappa lo sconto.

    Il dibattito é aperto, perché il PUC é al palo come ci ricorda il dott. Deliperi e sicome la procedura é saltata nessuno ci vieta di osservare e contestare ancora cio che non ci pare e non ci piace. Lo stesso valga per cittadini esclusi dalle determinazioni unilaterali della votazione: venite e chiedete, unitevi insieme perché ciò che vi spetta non é un favore ma un vostro diritto, vostre sono le spiagge, i pascoli, i terreni agricoli, edificabili, le zone f, g, come il demanio marittimo dal 31 ottobbre di quest’anno: ora sapete anche a cosa serviva il PUL (piano utilizzo litorali) .. a trasferire al Comune la Proprietà del demanio marittimo sito in Siniscola.

    Vostre sono le eredità di vostro babbo e di vostra nonna, il loro valore economico ed affettivo é vostro.

    Fatevi avanti coraggiosamente perché ciò che vi spetta nessuno può concederlo: é già vostro oggi. Ognuno di voi doveva essere informato, ognuno di voi aveva il diritto di dire la sua parola e mettere un veto, esprimere un parere, dare un consiglio … ma quali favori e piaceri: voi siete i cittadini, voi siete i proprietari di Siniscola. A voi deve essere chiesto il permesso di entrare a casa vostra, mica il contrario.

    Come ci ricordava l’arch. LAI il nostro ormai coloratissimo PUC non é stampato sulla pietra ed una nuova giunta fra un anno potrebbe stravolgerlo completamente con una generica variante.

    Incontriamoci e discutiamo tutti insieme, organizziamoci per far sentire la nostra voce.

  13. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    E’ VERO!!
    A dolu mannu…..
    i problemi del nostro territorio derivano anche da un defict di partecipazione della popolazione al dibattito sui temi della politica locale.
    Anche adesso se andiamo a vedere, proprio in occasione del prospettarsi di un evento che potrebbe sconvolgere gli equilibri del nostro territorio ……..non vediamo molta partecipazione attiva.
    La verita!
    La politica clientelare ha allontanato la gente dal dibattito!
    Qualcuno penso che ancora si salvi ma i politici dal lungo pelo li obbligano ai compromessi…….

    Dal punto di vista formale la giunta attuale potrebbe dire adirittura di aver fatto tutti i passi, nel pieno rispetto delle regole, sino all’approvazione del p.u.c. .

    Un puc solitario.

    Quando si è sparsa la voce dell”‘importantissimo evento” mi sono recato nell’ufficio tecnico per conoscere le direttive generali sapendo che c’era un solo mese di tempo per le eventuali obiezioni al puc e dopo aver fatto la fila, sono stato accolto da un tecnico che in modo alquanto sbrigativo mi ha chiesto: cosa vuoi sapere? dove sono le tue terre? e poi……No! li è tutto invariato….si accomodi! …..
    AVANTI L’ALTRO! ( tempo medio 2 minuti)

    Questa è la possibilita’ che è stata data……

    Le altre cose le ho sapute solo con l’intervento-denuncia di Michela Murgia nel forum esterno di iRS (WWW.irs.sr)
    E grazie a quelle ho iniziato a partecipare attivamente alla difesa del borgo di S. Lucia.
    E il resto del puc chi lo conosce?

  14. Bomboi Adriano ha detto:

    Per Andrea Cabras: Figurarsi se posso essere contrario allo stimolare una migliore partecipazione della politica e della collettività ai bisogni del territorio. Ma Ferrante in tutto questo non c’entra nulla, ha solo fatto parte del paesaggio, un’anonimo componente di un quadro già visto in altre occasioni che ci propina la solita demagogia ambientale. Bisognerebbe anche avere una posizione chiara da parte dell’opposizione comunale che si è prevalentemente pronunciata solo sulla possibilità di adeguamento del PUC (a meno che non mi sia perso ulteriori dichiarazioni degli ultimi giorni in materia). Legambiente invece prima ha prodotto un giudizio politico e dopo si è presentata a Siniscola. Troppo comodo. Mi creda, le passerelle politiche non hanno niente a che vedere con la costruttività di un dibattito. Se proprio si vuole dirimere la questione, si potrebbe organizzare un pubblico dibattito alla presenza del Comitato, dei cittadini, della Giunta Comunale e dell’opposizione per dibattere sull’utilità dei progetti in campo. Così potrebbe anche uscire a galla una linea da parte della politica locale nel suo complesso: la cui ambiguità è un sintomo del disagio occupazionale del territorio. Quindi sono d’accordo con lei nel ritenere utile una partecipazione condivisa.

  15. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Per Andrea

    Se la posizione di LEGAMBIENTE si è ammorbidita
    ,come dice Andrea, non si sa niente di quella della giunta comunale, la quale sino a tutto oggi non ha espresso nessun parere diverso da quello precedente.

    A meno che legambiente non tratti e faccia le veci dell’assessore all’ambiente e di quello all’urbanistica del nostro comune o che parli per conto della giunta.

    Io non ho partecipato all’incontro dell’altra sera perche’ avrebbe avuto valore solo se davanti a noi ci fosse stata l’amministrazione comunale……. e non un’associazione dalla quale non vogliamo essere rappresentati…….la pressione è gia’alta senza bisogno di sbalzi ulteriori , per giunta inutili.

    Il nostro intervento come movimento iRS indipendenzia repubblica de sardigna, in difesa del borgo, esula dalla difesa di
    qualsiasi interesse di parte che deve essere discusso in altre sedi.

    Esso tende esclusivamente alla protezione del verde pubblico del borgo, alla conservazione e alla miglioramento dell’esistente. A impedire qualsiasi opera di cementificazione all’interno della pineta.

    Allo stesso tempo siamo totalmente contrari alla legge regionale sul cemento, la cosidetta legge sulla casa, fatta appositamente per riversare nuove cubature all’interno dei 300 metri sulla riva del mare e in tutta la costa sarda.

  16. andrea cabras ha detto:

    Non sono d’accordo. I problemi del nostro territorio dipendono infatti da un deficit di parteciapazioen al dibattito pubblico dei temi economici, sociali, politici. La presenza del Sen.Ferrante a me é parsa un gesto di interesse verso le nostre ragioni.

    La posizione di Legambainte si é parecchio ammorbidita sopprattutto su Santa Lucia 2: infatti Legambiente ha dichiarato pubblicamente di apprezzare anche un’eventuale rivalutazione dell’esistente, riconoscendo la validità di un eventuale alternativa ecologica alla costruzione dell’albergo che dovrebbe sostutire il campig. Si é dichiarata poi contraria a Santa Lucia 1, “l’albergone” secondo il Sen. Farrante, vicino il borgo pescatori. E’ stata invece poco affrontata la questione dell’investimento privato in Santa Lucia 1 sul terreno proveniente dal demanio pubblico e soggetto a molti vincoli. Più volte invocata la PEREQUAZIONE, per salvare il salvabile da un eventuale e mal gradito vincolo finale all’edificabilità del sito. La permuta potrebbe essere una buona soluzione per uscire dall’immobilità nella quale oggi versa l’investimento alberghiero privato in Santa Lucia. Ora più di prima occorre però una volontà determinata e forte da parte del Consiglio Comunale. Aspettiamo una risposta che permetta di mediare in perfetto accordo tutte le validissime e legittime istanze esistenti sul caso del distretto alberghiero.

  17. lorella grecu ha detto:

    Ringrazio pubblicamente Andrea Cabras, che non conosco personalmente, per il gran lavoro che sta svolgendo, per l’impegno appassionato e competente che generosamente sta offrendo a tutta una comunità per il presente e per il futuro.
    LE CARATTERISTICHE DEL SUO ADOPERARSI CON ESTREMA ONESTA’ INTELLETTUALE SONO RARE E, OGGI, TROPPO POCO DIFFUSE ANCHE TRA CHI AVREBBE IL MANDATO ISTITUZIONALE DI ESSERE AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’ (PER ELEZIONE O PER CARICA ASSOCIAZIONISTICA).
    Continuiamo a resistere e non smettiamo di pensare e operare per il bene comune!

  18. Bomboi Adriano ha detto:

    Aggiungo: Sarebbe stato meglio non partecipare alla riunione di Legambiente come atto di protesta verso questo teatrino. Ferrante se ne torni da dove è venuto e vada a fare passerella altrove. Almeno avrebbero capito che i cittadini non sono bambaccioni come credono.

  19. Bomboi Adriano ha detto:

    E’ chiaro Gianfranco che Legambiente convive all’interno di un conflitto di interessi politico ed economico. Voi ci state ancora dietro a perdere tempo, che serietà può avere un’organizzazione ambientalista che non da un parere di merito sulla presenza degli alberghi in aree verdi ma lo da sul PUC del Comune e ne elogia i tempi di approvazione? E’ politica.

  20. andrea cabras ha detto:

    Il Sign. Vincenzo Tiana, responsabile regionale Legambiente dopo aver ricordato alla sala di essere Ingegnere, ha sottolineato al pubblico la sua indubbia capacità di leggere la carta sulla quale il nostro PUC é stato stampato con vividi colori. Proseguendo ci ha parlato di bioedilizia per il progetto di conversione del Camping La Mandragola.

    Legambiente, non deve scusarsi di sostenere pubblicamente l’ipotesi alberghiera del PUC Santa Lucia 2: sostituire i 220 posti bungalow con rapporto uno a uno a mezzo colate di “cemento ecologico” e cancellare per sempre i restanti 580 posti tenda e roulotte a pieno regime presenti nel campeggio è per loro una soluzione fattibile. Motivo: ridurrebbe l’impatto ambientale delle presenze turistiche sul relativo lotto pubblico.

    Nel mio intervento di lunedì, ricordai ai convenuti quali e quanti danni economici questa eventualità porterebbe alla nostra capacità di produrre reddito turistico, anche oltre i confini del camping. Ricordai anche che il rapporto di conversione efficiente in SME fra posti bungalow e albergo è un rapporto 2,2: per ogni posto bungalow servono circa 2 posti e mezzo in albergo. Altrimenti si va in perdita in termini di costo – opportunità.

    In tutta risposta, e noto con dispiacere che questa è la seconda volta che accade in un convegno pubblico, sento fare l’esempio di Caprera. l’Ingegnere riprendendo la parola, portò al pubblico il virtuoso esempio del Club Mediterranee nello splendido arcipelago di La Maddalena, calcando soprattutto sul rapporto uno a uno della sua conversione in Hotel. Insomma per l’Ingegnere Tiana un posto bungalow equivale un posto albergo.

    Si? E’ libertà imprenditoriale, diritto inviolabile della nostra costituzione, una libertà razionalmente e neo classicamente accompagnata da una politica turistica, di investimento e di prezzo efficientemente attinente le caratteristiche oggettive del sito ove essa si svolge.

    Infatti, c’é un essenziale differenza fra i casi Caprera e Santa Lucia. Dato che la terra è differente sarà differente anche l’intensità di capitale necessaria ad estrarne il suo valore turistico. Perché? Il nostro Camping, è apprezzato soprattutto all’estero, per questa morbidezza del terreno e per la bella ombra dei suoi alti pini che fanno riposare bene i turisti fidelizzati e “fidelizzandi”. I posti tenda di la Mandragola sono Reali, Vivibili e Vissuti e Rivissuti, ma Legambiente non esclude di cancellarli, tagliando i pini per edificare un albergo di “eco- cemento” con alti costi di impianto.

    I bungalow, non possono eccedere per legge il 30 percento della capacità ricettiva totale di un campeggio, ma il Camping di Caprera sorge su una scogliera e non sulle dune come la Mandragola ecco perché l’intensità di capitale necessaria a far produrre reddito a quel sito è maggiore di quella che serve invece a Santa Lucia: Caprera è un luogo impervio e caprino per definizione Santa Lucia in vece è un morbido ed ombroso arenile.

    Come la coltivazione di orti in Liguria necessita di più lavoro e capitale, così l’estrazione del reddito turistico dai terreni impervi e sassosi di Caprera necessita un’intensità di capitale superiore di quella degli arenili-pineta di Santa Lucia: ecco svelato l’arcano economico che segna la sostanziale differenza fra i due casi. IMPATTO AMBIENTALE?

    Io sono economista e non me ne vogliano gli esimi ingegneri se con poca modestia confermo che una tenda con 4 persone consuma meno energia elettrica e la stessa acqua di una “villetta albergo” di cemento. La differenza sta appunto nell’impatto ambientale. Le tende occupano produttivamente il territorio al max 3 mesi all’anno mentre le cementificazioni costiere 24 ore su 24 ed improduttivamente 9 mesi su 12 i nostri paesaggi primaverili, autunnali ed invernali.

    Salviamo il nostro camping, la sua pineta e le dune, come anche il lavoro dei prossimi trenta sinicolesi leva 2011 che nel 2035 li potranno gestire se non si darà corso a questo bislacco progetto di “investimento ecologista”. OGGI é sufficiente un semplicissimo progetto di risparmio idrico ed energetico. Spendendo meno denaro pubblico e privato salveremo il paesaggio invernale dall’inquietante e fredda visione dell’ennesimo inutile albergo fantasma costiero. Sicuramente con il benestare di Legambiente.

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