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	<title>Salviamo Santa Lucia &#187; Stop al consumo di territorio</title>
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	<description>dal cemento e dalle speculazioni</description>
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		<title>Link</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 15:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sardegna Democratica]]></category>
		<category><![CDATA[Stop al consumo di territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Le dichiarazioni di intenti dei siti e relative associazioni e/o movimenti sono desunti dalle loro schede di presentazione, contenute all&#8217;interno dei siti stessi.
Patrimonio SOS
Questo sito nasce dalla volontà di un gruppo di privati cittadini preoccupati per il destino dei beni culturali del nostro Paese dopo l&#8217;approvazione della legge sulla Patrimonio s.p.a. nel 2002. In questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le dichiarazioni di intenti dei siti e relative associazioni e/o movimenti sono desunti dalle loro schede di presentazione, contenute all&#8217;interno dei siti stessi.</p>
<p><a href="http://www.patrimoniosos.it" target="_blank">Patrimonio SOS</a></p>
<p><span>Questo sito nasce dalla volontà di un gruppo di privati cittadini preoccupati per il destino dei beni culturali del nostro Paese dopo l&#8217;approvazione della legge sulla Patrimonio s.p.a. nel 2002. In questa occasione era stato promosso un appello che aveva ottenuto più di 2200 adesioni</span></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><span><a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it" target="_blank">Gruppo di intervento giuridico</a></span></p>
<p>Il Gruppo d’Intervento Giuridico è sorto a Cagliari nel giugno 1992 e opera in via autonoma, su segnalazione di associazioni, comitati, singoli cittadini. La propria attività è peculiarmente improntata all’ utilizzo mirato ed intelligente dello “strumento diritto” per difendere il territorio e le sue valenze ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, archeologiche, storiche e culturali dagli attentati che quotidianamente vengono portati avanti da speculatori, inquinatori e, purtroppo, da amministratori pubblici insensibili, poco accorti o, addirittura, conniventi. In pochi anni il Gruppo d’Intervento Giuridico ha svolto: * oltre 1.500 azioni legali ed iniziative varie a favore del patrimonio ambientale e storico-culturale della Sardegna (più di 900 per la difesa delle coste); * in più di 1.200 casi ha ottenuto l’intervento delle varie amministrazioni pubbliche competenti e/o della magistratura; * 65 ricorsi ai Giudici amministrativi; * 18 costituzioni di parte civile in procedimenti penali; * numerose denunce ed iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica grazie a mezzi di informazione nazionali.</p>
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<p><a href="http://www.sardegnademocratica.it" target="_blank">Sardegna Democratica</a></p>
<p><span>L&#8217;Associazione Sardegna Democratica nasce nel maggio del 2009 per proseguire il progetto di cambiamento promosso nel 2004 da Renato Soru e dal centro sinistra. L&#8217;Associazione favorisce la discussione, il dialogo, lo scambio tra punti di vista differenti; è strutturata nel territorio con sedi, gruppi, spazi di relazione, di studio, di informazione e di scambio a difesa della vita sociale, dell’informazione e della parola.<br />
L&#8217;Associazione opera avendo di mira il perseguimento del bene comune. Nasce a difesa della legalità, della cultura, dei diritti civili, dell&#8217;ambiente, della libertà di opinione e di informazione e contro i poteri precostituiti.<br />
Sardegna Democratica è un luogo di formazione, di informazione e di cittadinanza attiva che opera con un punto di vista autonomista e riformista. </span></p>
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<p><a href="http://www.stopalconsumoditerritorio.it" target="_blank">Stop al consumo di territorio</a></p>
<p>Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato</p>
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		<title>Il movimento &#8220;Stop al consumo di territorio&#8221; parla del caso &#8220;Santa Lucia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Stop al consumo di territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento &#8220;Stop al consumo di territorio&#8221; parla del caso &#8220;Santa Lucia&#8221; sulla home page del suo sito.
Il manifesto nazionale
L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.
Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento &#8220;<strong>Stop al consumo di territorio</strong>&#8221; parla del caso &#8220;Santa Lucia&#8221; sulla home page del suo sito.</p>
<p><strong>Il manifesto nazionale</strong><br />
L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.<br />
Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.<br />
Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.<br />
Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.<br />
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.<br />
La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!<br />
<strong><br />
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO</strong><br />
Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato</p>
<p><strong>Manifesto nazionale</strong><br />
Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).<br />
Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.<br />
Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).<br />
Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.<br />
Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative? Sì!<br />
Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.</p>
<p>Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.<br />
<strong>STOP: PERCHÉ?</strong><br />
1. Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci comunali.<br />
2. Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.<br />
3. Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.<br />
4. Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc.<br />
5. Per senso di responsabilità verso le future generazioni.<br />
6. Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente una via alternativa all’attuale modello di società.</p>
<p>STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO<br />
I seguenti firmatari richiedono una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.<br />
Sottoscrivono quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese.</p>
<p><a href="http://www.stopalconsumoditerritorio.it" target="_blank">Vai al sito di &#8220;Stop al consumo di territorio&#8221;</a></p>
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