{ mercoledì, 30 settembre 2009 }

Un commento di Maria Giacobbe

Per me Santa Lucia non solo è il mare della mia infanzia e perciò
ancora il mare per antonomasia. Il mare senza paragoni. Ragion per cui
ne ho scritto in molti dei miei libri e articoli: a cominciare da
“Piccole Cronache”, per continuare con “Il Mare”, “Le Radici” e
“Maschere e Angeli Nudi” – per ora.

A Santa Lucia non manco mai di portare i miei ospiti stranieri quando
sono i Sardegna, per mostrare loro quanto di più bello e di più civile
possa ancora offrire la nostra Isola. E non manco mai di raccontare che
in questo dolcissimo golfo, nel  porticciolo di questo piccolo
villaggio di pescatori, nel 1263 sbarcò l’arcivescovo di Pisa Federico
Visconti, quando venne in visita ufficiale in Sardegna. Un incontro
della Grande Storia e della Piccola Storia in questo luogo che adesso
si vuol seppellire sotto il cemento per banalizzarlo e farlo somigliare
a qualunque altro nel mondo.

Ma certo, che importa della letteratura e della memoria storica alle
termiti che vogliono tutto divorare, tutto mercificare e tutto
distruggere?
Strano che gli amministratori siniscolesi non abbiano capito che con
questo progetto stanno gettando in modo irrimediabile nel mondezzaio
delle banalità il loro maggior tesoro, in cambio di alcuni malpagati
posti di lavoro nell’edilizia, per il tempo limitato in cui i lavori di
costruzione dureranno, e della prospettiva di qualche mese di lavoro
all’anno come camerieri e sguatteri d’albergo per alcuni dei loro
giovani. (E che dire dell’inquinamento fisico e culturale che ne
deriverebbe?)
Possibile che, se sono in buona fede, non vedano i risultati
fallimentari anche dal punto di vista economico di progetti simili a
questo e già realizzati altrove, anche in Sardegna oltre che, per
restare nel Mediterraneo e non nominarne che alcuni, nella Costa del
Sol, in Turchia, in Grecia e in Italia?

Maria Giacobbe

5 Commenti
  1. Marcello Lado scrive:

    Per me è il ricordo indelebile della mia infanzia.
    Vado molto raramente a S.Lucia e ne ho una nostalgia infinita.
    Non vorrei, che, un giorno ritornando, non ci fosse più.
    Sarebbe come perdere gli affetti più cari.

  2. Giovanna Pollio scrive:

    Magari Marcello, ci fossero stati alberghi a San Teodoro…. quelli non ci sono mai stati perchè non interessavano a nessuno. Ci sono però dall’ultimo censimento più di 9000 seconde case che altro non hanno fatto che “ingrassare” le tasche di pochi senza un vero programma di sviluppo turistico. Vivo in Sardegna da vent’anni e mi fa molto male vedere ciò che è successo a San Teodoro e per questo e non solo per questo, ma anche perchè dietro alla eventuale “cementificazione” ci deve essere necessariamente un PROGRAMMA SERIO CHE GARANTISCA ECONOMIA NEGLI ANNI ho sottoscritto consapevolmente la battaglia del no alla cemnetificazione di Santa Lucia.

  3. Marina Moncelsi scrive:

    Maria carissima, aggiungerei tanti ricordi ai tuoi; aggiungerei memorie non mie: la fuga di tuo padre in Spagna, a combattere per la libertà dei popoli, aiutato dai pescatori di Santa Lucia;quegli stessi pescatori, poveri, umili come Franceschino Ogno e il figlio Domenico, che pagarono il loro coraggio con la prigione fascista. Hai citato un episodio della “piccola storia” perchè la modestia che ti distingue non ti permetteva di citare Dino Giacobbe, tuo padre, che si imbarcò proprio da quel mare. E allora lo faccio io. Santa Lucia è nel cuore e nella storia di noi tutti che l’abbiamo amata, ma è anche dentro la Storia, quella con la S maiuscola.

  4. caterina scrive:

    mi chiamo floris caterina, sono di Siniscola e faccio parte del Comitato

  5. MARCELLO FOIS scrive:

    E’ triste che si debba costituire un comitato per salvare un patrimonio straordinario e inestimabile come il golfo di Santa Lucia. Penso che al peggio non c’è mai fine, ma non pensavo che sarebbe mai venuto il giorno in cui avrei dovuto partecipare ad una discussione di questo tipo. faccio un appello ai politici siniscolesi perché non debbano trovarsi, domani, nella stessa situazione dei loro colleghi di San Teodoro dove ci sono gli alberghi, ma non c’è più la spiaggia. Quel patrimonio è stato svenduto per un guadagno che oggi si è rivelata una spesa incommensurabile e una perdita difficilmente recuperabile. Per quanto mi riguarda intendo impegnarmi in prima persona perché anche i miei figli possano godere di un patrimonio che non è mai in nessun caso solo di chi ci abita, o di chi è stato chiamato per amministrarlo, ma dell’umanità intera. Identidade no est pezzi faveddare in sardu o bistire su costume: SVEGLIA SINISCOLA!!!

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