{ mercoledì, 30 settembre 2009 }

Un commento di Marcello Fois

E’ triste che si debba costituire un comitato per salvare un patrimonio straordinario e inestimabile come il golfo di Santa Lucia. Penso che al peggio non c’è mai fine, ma non pensavo che sarebbe mai venuto il giorno in cui avrei dovuto partecipare ad una discussione di questo tipo. faccio un appello ai politici siniscolesi perché non debbano trovarsi, domani, nella stessa situazione dei loro colleghi di San Teodoro dove ci sono gli alberghi, ma non c’è più la spiaggia. Quel patrimonio è stato svenduto per un guadagno che oggi si è rivelata una spesa incommensurabile e una perdita difficilmente recuperabile. Per quanto mi riguarda intendo impegnarmi in prima persona perché anche i miei figli possano godere di un patrimonio che non è mai in nessun caso solo di chi ci abita, o di chi è stato chiamato per amministrarlo, ma dell’umanità intera. Identidade no est pezzi faveddare in sardu o bistire su costume: SVEGLIA SINISCOLA!!!

8 Commenti
  1. Antonio Satta scrive:

    All’indomani della bella stagione è tempo di bilanci per il comune di Siniscola e a detta dell’Assessore comunale Carta i turisti avrebbero “virtualmente” ratificato le linee guida del PUC.

    http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2010/10/13/SGNPO_SN403.html

    Il ragionamento è semplice, siccome la metà dei turisti censiti tra alberghi, B&B, campeggi e agriturismi hanno alloggiato presso le grandi strutture alberghiere (la fonte?) il rappresentante dell’Amministrazione ha dedotto che evidentemente questo non può che essere un segnale positivo verso la costruzione di quegli alberghi diventati simbolo del Piano. Non si capisce però il nesso che tiene unita la premessa alla conclusione. Semmai, il dato sui flussi turistici nostrani dice altro. Principalmente, la necessità di censire e regolarizzare il mercato delle seconde case, non tanto per promuovere crociate di giustizialismo fiscale, quanto per affinare e migliorare l’offerta turistica ricettiva attraverso la creazione di reti di ospitalità… Giacchè, è vero che la gran parte dei turisti (si stima il 70%) in realtà sceglie di alloggiare presso abitazioni private e/o strutture extralberghiere; cosa di cui ha preso atto anche la Regione Sardegna che si sta muovendo in questa direzione per mezzo di bandi finalizzati alla conversione delle seconde case in strutture ricettive di tipo extralberghiero.

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=146899&v=2&c=1489&t=1

    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_46_20100222092143.pdf

    … eppure l’amministrazione di Siniscola avrebbe dovuto recepire questa tendenza, che tra l’altro permette di socializzare la crescita turistica (e urbanistica) dividendo oneri e onori in egual misura tra la popolazione! Il PUC de noantri, al contrario, solletica solo le aspettative di una porzione (piccola) di popolazione. Quella di coloro che sopra la devastazione della pineta di S.Lucia andranno a costruire e gestire gli alberghi a danno dei residenti. E quella di chi ha soffiato sul fuoco dell’abusivismo edilizio, col PUC sanato, a discapito di chi, nel rispetto di norme foss’anche discutibili, non si è costruito nemmeno un ricovero attrezzi. Alla faccia dei discorsi sulla legalità e il rispetto delle regole di cui certa classe politica, e non solo, si riempie la bocca!
    Verosimilmente, dalla politica del Palazzo comunale non emerge nessun indirizzo strategico volto a recuperare il “patrimonio edilizio/architettonico ed arredo urbano scarsamente curato e poco appetibile all’utilizzo ricettivo” [N.B.- così recita il rapporto d’area della Regione 2006, dal quale con un copia/incolla all’acqua di rose i “tecnici” del Comune hanno estrapolato gli allegati alle linee guida del PUC] e nessun indirizzo per quanto riguarda il recupero dell’esistente in chiave turistico-ricettiva come pure residenziale: centro storico di Siniscola su tutto. Abbiamo bisogno, infatti, di valorizzare la ricchezza e l’integrità delle risorse ambientali a partire da un intervento serio sul contesto urbanistico esistente, non di aggiungere scempio allo scempio!
    Per quanto mi riguarda per “dare sprint all’economia” (parole dell’Assessore) bisogna incentivare i comportamenti aggreganti delle imprese e della cooperazione, produrre azioni di sistema nel commercio, nell’artigianato, nell’agricoltura, nella cultura, legandole a doppio filo al comparto turistico ricettivo. Con l’obiettivo strategico della costruzione di un sistema di accoglienza turistico locale che produce ricchezza anche attraverso la promozione di attività volte ad allungare la stagione, e farlo, creando un equilibrio tra le esigenze dei residenti e i benefici della presenza turistica. I posti letto necessari a soddisfare il fabbisogno ci sono, e pure i numeri per coprirli, manca l’organizzazione, il coordinamento, e un sistema che crei benessere diffuso, non un monopolio per pochi privilegiati.
    ….. che dire poi del piano di riqualificazione di Santa Lucia? Una pacchia per gli appassionati e studiosi di semantica e semiotica. Non fosse tragicamente triste l’effetto che avrà su Santa Lucia verrebbe da sorridere nel leggere significato e significante rincorrersi per 200 pagine senza salutarsi mai… Più di un milione di euro di cementificazione viene infatti motivata e intercalata da richiami al rispetto del paesaggio e della natura, alla compatibilità ambientale ecc.ecc.ecc….. fenomenale poi, il trasbordare del prefisso “eco”: il vero e unico protagonista di tutti gli schiaffi all’ambiente e agli uomini e donne che in questo vivono. Potere della parola! Ne sanno qualcosa i residenti di Funtana Buddia a Nuoro: il termine ecocentro pare evocare prati verdi e bambini che giocano sull’altalena e per sfondo l’arcobaleno, in realtà è un immondezzaio nel quale è possibile portare rifiuti ingombranti e differenziati, sfalci e ramaglie, rifiuti urbani pericolosi (accumulatori per auto, vernici/solventi/detersivi, neon, pile, farmaci scaduti, olii minerali e vegetali esausti etc.).

    … A proposito, come a Nuoro per l’ecocentro, meno male che anche a Siniscola il gruppo tecnico di lavoro del piano di riqualificazione di Santa Lucia non si è sognato di andare a chiedere agli abitanti della borgata quali le loro esigenze, quali i loro bisogni. Altrimenti questi, chissà quali criticità avrebbero potuto rilevare: fogne arcaiche che dopo mezza mattinata di pioggia si intasano, tutte le strade da rifare, magari con ampliamento di quella d’ingresso al borgo ecc. Meglio non chiedere pareri fuorvianti, foss’anche ai residenti. Tecnici con tanto di laurea e medaglie sanno benissimo cosa serve a Santa Lucia: i parcheggi!… sic!…. garantiti però quelli ai residenti!
    … E anche lo smantellamento del lungomare per “rimantellarlo” con materiali più avanzati ed “ecocompatibili”.
    Un ecoporcata, insomma…

    Saluti.

  2. Francesca Lai scrive:

    Non sono nata a S.Lucia, ci sono arrivata però a 5 anni e vi ho trascorso anni fondamentali per la mia vita. I miei ricordi più forti e cari sono legati al mare, alle spiagge e alle persone di questa piccola oasi costiera, quasi protetta dai flussi e dall’andare forsennato di chi corre sull’orientale sarda e macina l’estate. Ci sono tornata a giugno dopo lunghi anni di assenza e l’ho ritrovata mia come allora. La particolarità di S.Lucia è il suo rimanere uguale o quasi, intatta. Il cemento e la distruzione della sua pineta la renderebbero simile a mille altri luoghi rovinati della nostra isola. Francesca Lai.

  3. Tommaso scrive:

    La partecipazione mi sembra piuttosto “fiacca” da parte delle persone che piu’ ne potrebbero subire i lati negativi, ossia i Siniscolesi. Quindi un invito a far sentire democraticamente la propria opinione, ma no con il silenzio e l’indifferenza che troppo spesso sono cause del nostro degrado.

  4. Michele Cianci scrive:

    Le strutture che hanno da sempre portato turismo a S.Lucia sono i vari camping molto attrezzati con un continuo ricambio di villegianti che hanno fatto la fortuna di alcuni commercianti della zona tra i primi ad offrire servizi di vario genere. Adesso mandare a casa chi gestisce il camping comunale “Mandragola”, circa 30 persone con famiglia, per radere al suolo una pineta intera facendo posto al cemento mi sembra una pazzia, degna solo di persone ignoranti ed irrispettose del luogo e delle sue tradizioni. Inoltre negli ultimi anni molti comuni costieri della Sardegna studiano il modo per evitare la scomparsa delle spiagge per erosione e purtroppo della spiaggia di Santa Lucia è rimasto ben poco quindi mi chiedo dove verrebbero posizionati i servizi indispensabili per un albergo sul mare come sdraio ed ombrelloni ecc. ecc.? Già questa estate abbiamo visto come la particolare “Spiaggia delle barche”, prima luogo di attracco per i pescatori del luogo, sia diventata un parcheggio dove le auto arrivavano quasi a ridosso degli scogli senza che vi fosse alcun controllo. Chi ama seriamente Santa Lucia e la natura che essa raccoglie non può rimanere impassibile allo scempio in corso d’opera. Sono pienamente convinto del fatto che gli abitanti di S.Lucia e le loro famiglie, siano i primi a dover decidere del destino del proprio villaggio e non degli amministratori che, lontani da tutto ciò e dalla vita del luogo, decretino la fine di un angolo di Sardegna così caratteristico. Ciò che fa la differenza in una zona turistica non è la quantità ma la qualità delle strutture operanti nel rispetto della natura, argomento sensibile a tutti forchè ai nostri amministratori che hanno ben pensato di svendere parte del territorio con tanto di autorizzazione per lo sviluppo di migliaia di metri cubi di cemento.

  5. raimondo scrive:

    non sono gli alberghi che distruggono le spiagge, ma le seconde case singole o in villaggi, vedi San Teodoro.
    Gli alberghi se inseriti nell’ambiente e nel rispetto delle norme urbanistiche portano sviluppo al territorio di Siniscola più dell’ecomostro che si trova di fronte alla torre di Santa Lucia ( nessun comitato per abbatterlo) e al di tutto e di più che è stato fatto alla Caletta.
    Gli alberghi forse sono più a Orosei che a San Teodoro, ma alle spiagge di Sinoscola vengono da San Tedoro.

  6. Bomboi Adriano scrive:

    Sono d’accordo con Marcello Fois, ma l’identità non è neppure quella di finire disoccupati, emigrati o nel vortice dell’alcolismo: Un problema molto sentito nel territorio. Le persone valgono meno di una parte degli alberi di una pineta? Nel dubbio, spero si punti a salvare entrambi.

  7. Raffaele scrive:

    Sapete cosa mi da + rabbia ??? prima si specula non si considera la natura si perde l’intelletto davanti ad un ipotesi di richezza poi si piange per i disastri sperando che siano solo materiali Ricordiamoci una cosa la natura ci ha dato e quando meno ce lo aspettiamo si riprende tutto a modo suo che lo vogliamo oppure no …

  8. anna stara scrive:

    come al solito un grazie per la tua saggezza

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