{ domenica, 15 Novembre 2009 }

Stop al piano urbanistico comunale di Siniscola

GIG

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La Direzione generale della Pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia dell’Assessorato regionale dell’urbanistica ha risposto (nota prot. n. 33588 del 10 novembre 2009) alla richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. di Siniscola (NU), nei mesi scorsi adottato dal Consiglio comunale (deliberazione n. 31 del 27 luglio 2009): finora “non è pervenuta alcuna richiesta di valutazione preliminare ex LR 7/2002 riguardante lo Strumento urbanistico di Siniscola in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale”.

Quindi, allo stato attuale, stop al P.U.C. di Siniscola.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, dopo aver ricevuto varie segnalazioni da parte di preoccupati residenti e del locale Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia, avevano inoltrato (14 ottobre 2009) alle amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali la Direzione generale regionale per la pianificazione urbanistica e territoriale, il Servizio regionale valutazione impatti, il Comune di Siniscola), informandone la Commissione europea ed il  Ministero dell’ambiente, una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il P.U.C. con particolare riferimento alle previsioni relative al borgo di Santa Lucia.

Infatti, nel borgo di Santa Lucia appaiono previste tre strutture a carattere ricettivo e servizi connessi (mc. 36.584 complessivi) da realizzarsi entro l’attuale pineta litoranea (circa 6 ettari), realizzata a partire dal 1934 con finalità di difesa idrogeologica.   Tali previsioni – che comporterebbero la radicale modifica dell’area alberata, del relativo litorale e dello stesso contesto urbanistico ed ambientale di Santa Lucia – hanno  portato a una dura contestazione popolare raccolta intorno al Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia con una petizione che ha attualmente raccolto oltre 1.840 adesioni.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno, quindi, richiesto in particolare lo svolgimento preventivo e vincolante del procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S. riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. adottato e non definitivamente approvato. Si ricorda che la valutazione ambientale strategica – V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la Regione autonoma della Sardegna ha opportunamente dato recentemente avvìo alle proprie competenze in materia.  La conclusione del relativo procedimento è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei suddetti piani e programmi e vede la fondamentale partecipazione di cittadini, associazioni, comitati.

p. Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
Stefano Deliperi

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Visualizza la nota della Regione Sardegna sul sito del Gruppo di Intervento Giuridico

69 Commenti
  1. Bomboi Adriano ha detto:

    Anche questo Caterina Floris è un problema largamente diffuso in Sardegna che genera contraddizioni e conflitto di interessi tra chi, in buona fede e con professionalità, ha trovato uno sbocco occupazionale, ma al prezzo di una paternità delle iniziative tutta politica. Quella stessa politica corresponsabile della mancata assegnazione al paesaggio non solo dello sviluppo, ma della parallela difesa e promozione dell’immagine naturalistica del territorio. E quì mi spiace dirlo: ma anche le associazioni si ritrovano a fare i conti con queste realtà. Finché in Sardegna non sapremo sviluppare una forte politica territoriale alternativa a questa dinamica, i problemi saranno destinati a ripetersi. Rimango quindi dell’idea che un ipotetico parco ambientale di Santa Lucia non possa e non debba entrare in contrasto con un Centro Studi pre-esistente, pertanto SE non si svilupperà maggiore dialogo con loro: La positiva attività del Comitato dovrà circoscriversi alla sola opposizione dello sfascio naturalistico, abbandonando il lato propositivo sul versante del parco. Per noi Sardi è il prezzo da pagare nel non aver mai voluto capire l’importanza e la gravità del peso della politica sulle tematiche isolane.

  2. caterina floris ha detto:

    Alcuni degli stessi politici che hanno approvato il PUC hanno fatto nascere proprio a Santa Lucia il Centro Studi Ambientale gestito da giovani laureati e sicuramente preparati. L’enorme contraddizione della classe politica nei casi specifici puntualmente si ripresenta. Ora io posso comprendere che i responsabili C.S.A abbiano paura e probabilmente sanno di essere ricattabili e quindi non vogliono esporsi ed esprimere un loro parere relativo al caso di santa lucia perchè il loro giudizio, in linea con il loro lavoro, non può che essere contro la cementificazione del borgo. (a mio parere). E questo è molto triste e quindi anche io mi chiedo: In che modo si dovrebbe coinvolgere il CSA in un progetto di parco quando non hanno avuto il coraggio di sollevarsi contro il caso Santa Lucia? O forse lo ritengono non contradditorio dal punto di vista ambientale? E poi io sono daccordo che su questo sito chi vuole esprimere una idea sulla riqualificazione del borgo la possa esprimere perchè a volte sono le persone che si ritengono più competenti a fare delle schifezze e anche se uno non è necessariamente un tecnico molte volte è più importante la sua idea perchè espressa con il cuore e con un
    innato senso di giustizia, di rispetto dell’uomo e dell’ambiente rispetto a qualsiasi altro che si sventola bandiere e basta.

  3. Bomboi Adriano ha detto:

    Buongiorno, ricordo che a Santa Lucia un Centro Studi per l’ambiente esiste già (e proprio sponsorizzato dalla politica). L’auspicio di realizzare -sempre a Santa Lucia- un parco ambientale è interessante ma al fine di evitare la sovrapposizione di EVENTUALI competenze sarebbe opportuno partire dall’esistente per estendere dunque ad altre proposte la professionalità che comunque c’è da parte dei locali addetti al centro. Nonostante siano poco condivisibili i canoni delle personalità politiche che lo hanno attivato.

  4. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    errore:
    ……….collocare nelle adiacenze (un pontile galleggiante) di piccole dimensioni…….

  5. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Riqualificazione del borgo.

    -Sig. Antonello Manca,–Riprendendo con piacere l’argomento.
    -Invio una piccola idea da aggiungere a tante altre.

    -E’ da diverso tempo che osservando il borgo, anche io mi accorgo che durante i mesi estivi la cosi’ detta spiaggia piccola o delle barche, avrebbe bisogno di una maggiore regolamentazione dal punto di vista del transito delle imbarcazioni da diporto, solitamente ormeggiate a pochi metri dalla riva della medesima oppure in un continuo via vai che ogni nuotatore preferirebbe evitare.
    -La spiaggia di un tempo attualmente si presenta come un misto di sabbia e detriti edilizi.

    -In altri tempi questa era la spiaggia principale e tutto il movimento vacanziero si svolgeva li attorno, poi con l’arrivo della colonizzazione dei pescatori emigrati dall’isola di Ponza( e non solo) tutti i traffici e movimenti legati alla pesca si svolgevano in questa spiaggia.
    -Le loro barche occupavano in modo organizzato tutto lo spazio a disposizione.
    -Successivamente, con l’ampliamento del porto della Caletta, fraz. marina del comune di Siniscola, tutte le imbarcazioni da pesca vennero trasferite in quel nuovo sito, lasciando libera la spiaggetta
    all’anarchia dei diportisti.

    -Secondo la mia personale opinione sarebbe opportuno spostare le imbarcazioni da diporto dal punto attuale e bonificare il fondale ormai pieno di ogni tipo di detrito ( vedi: ferri arrugginiti in grande quantita’, blocchi di cemento, funi di vario spessore, vetri ecc.).
    e rendere nuovamente fruibile il bene anche a coloro che volessero fare il bagno in acqua pulita.

    -Per quanto riguarda lo spostamento delle imbarcazioni dei villeggianti potrebbe essere una idea interessante e di non difficile realizzazione quella di collocare nelle adiacenze,un di piccole dimensioni, utilizzabile durante la stagione propizia.
    -Il pontile potrebbe essere rimosso e portato a terra prima che al nostro posto lo facciano le mareggiate invernali.
    -La piccola attivita’ potrebbe creare qualche reddito temporaneo e occuperebbe qualche giovane disoccupato.
    -l’amministrazione comunale potrebbe chiedere il finanziamento dell’opera che potrebbe rientrare in un proggetto complessivo di riqualificazione del borgo.
    Ne guadagnerebbe sicuramente l’immagine del villaggio
    Anche dal punto di vista ambientale.

  6. Francesco Carzedda ha detto:

    Chiedo un piccolo spazio per un chiarimento, un piccolo scrupolo.

    Rileggendo la mia frase “Sacrosanto quanto leggo sulle politica reale” ho come l’impressione che entri in merito agli argomenti trattati dagli amici Meloni e Bomboi, quasi a prendere una posizione, ma in coscienza non è così.
    Tengo a chiarire che le mie parole volevano mettere in luce unicamente l’importanza dei temi trattati e del confronto, ma che il motivo del mio navigare su questa pagina web è la forte motivazione verso il tema che tratta e i suoi sviluppi.

    Grazie per l’attenzione

  7. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    In questo momento é veramente utile far ripartire il dialogo su Santa Lucia .Io lo voglio fare ripropoponendo questo mio intervento precedente e tralasciando polemiche che non é mai stato mio interesse ricercare. Ringrazio Webmaster per la tolleranza e la democrazia. http://www.salviamosantalucia.org/stop-al-piano-urbanistico-comunale-di-siniscola.html/comment-page-3#comment-403

  8. Antonello MANCA ha detto:

    Ok. Proporrei allora di riprendere la mia proposta del 23.11.09 su questa sezione per invitare ulteriormente tutti gli interessati a provare a buttare giù qualche idea sulla ipotesi del Parco Studi Ambientali.
    Quattro occhi vedono sicuramente meglio di due quindi ……………… Buon lavoro e avanti tutta.
    Antonello MANCA – Geologo

  9. Webmaster ha detto:

    Non mi sembrano molto interessanti oltre che edificanti le diatribe all’interno del movimento indipendentista, soprattutto sui termini del “chi fa cosa”.
    Fanno perdere di prospettiva gli intenti per i quali nasce questo sito, proteggere la pineta di Santa Lucia e il suo borgo dalla cementificazione.
    Chiederei pertanto a Meloni e Bomboi, se vogliono proseguire nei loro criteri di autolegittimità, di spostarsi all’interno del forum, così potranno postare gli interventi che preferiscono sia nel numero che nel merito.
    Grazie

  10. Francesco Carzedda ha detto:

    Sacrosanto quanto leggo sulle politica reale, rimango però concentrato sul destino di Santa Lucia e sul’ipotesi del Centro Studi.

    Cosa può partire da noi Comitato? Come operare l’integrazione dalla base che dà vitalità e credibilità ai progetti?

  11. Bomboi Adriano ha detto:

    Ecco qua Gianfranco, 1997: Indipendentisti denunciati per sabotaggio Il vecchio movimento di Sale a Fiumesanto contro l’inquinamento e gli alti costi energetici. E allora? Io dubito che questo discutibile “sport” folkloristico delle irruzioni da parte dei soliti noti abbia mai portato dei benefici al territorio. Che cosa è cambiato nei fatti? I problemi ci sono sempre, l’unica novità sono le diverse bandierine di movimento e i voti che in 10 anni sono addirittura scesi. Solo da sedi di governo e con il peso politico adeguato si può incidere nel territorio sulle grandi vertenze dell’isola (ambiente incluso). Senza questi presupposti politici, l’isola rimarrà in balia degli umori e degli interessi particolaristici delle varie maggioranze centraliste di turno. Poi per carità, ognuno segue ciò che reputa legittimo. Non ci hai riferito se IRS ha avuto comunicazione del tuo intento di unità per la battaglia referendaria contro l’ipotesi nucleare.

  12. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    era il mercoledi 10 settembre 2003: Azione iRS a Portotorres. La collina dei veleni.
    Questo era l’ambientalismo di iRS gia’ da quella data.

  13. Bomboi Adriano ha detto:

    Gianfranco, punti di vista: C’è chi pensa di affrontare i problemi del territorio, il centralismo ed il bipolarismo, in ordine sparso: con percentuali da prefisso telefonico e senza neppure contare in un Consiglio Regionale (oltre che sulla stampa). Mentre c’è chi vorrebbe meno ideologia e più concretezza…perché se il grande “lavoro” dei movimenti non si riversa in azione amministrativa allora si riduce tutto alle chiacchiere, alla propaganda ed alla retorica.
    E questo pertanto si proietta sul senso dei metodi utilizzati: Infatti senza la critica (con il suo apparato di dettagli ed innovazioni) oggi non ci sarebbe neppure la IRS che negli ultimi due anni ha saputo avvicinare tanti giovani, nonostante le migliaia di sostenitori persi dal 1999 ad oggi nell’area identitaria per inseguire sterili teorie e magari persino il protagonismo di pochi. Il sottoscritto in passato scriveva anche nel vecchio forum di IRS le cose che oggi sembrano non essere “scandalose” ma che ieri erano oggetto di censura e di pregiudizio. Persino sulle banalità, basti pensare al vuoto della Sardegna sul versante di una seria legge per l’elezione degli Europarlamentari territoriali a Strasburgo. Io penso che serva una nuova classe dirigente capace, che sappia sviluppare alleanze e che si apra ad un ulteriore ricambio di immagine. Se sei sinceramente convinto che il referendum contro il nucleare sia un tema che possa unire le varie sigle e siglette (e che magari aiuti pure i vari comitati territoriali Sardi come questo di Santa Lucia), allora proponilo ai vertici del tuo movimento e senti che cosa ti rispondono. Buon lavoro. Anzi, buona fortuna.

  14. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    REFERENDUM E DIVISIONI:
    Il referendum , un collante.

    -Senza voler alimentare polemiche ma , al contrario, per trovare punti di incontro.
    -Siamo qui’ su questo forum del comitato x la salv. di Santa lucia proprio per questo motivo.
    -Nel commento precedente vi ho postato una pagina dell’Unione Sarda che ci informava sulle posizioni dei vari partiti italiani in Sardegna per il referendum del 2005.

    -Le sedi sarde di queste forze politiche erano, in maggioranza, ostili e contro il voto referendario.
    -In poche parole volevano che si continuassero a bruciare sostanze tossiche varie e fumi di acciaieria importati dall’esterno e lavorati nel Sulcis.
    -Il motivo?
    -Temevano o minacciavano la chiusura delle fabbriche e la perdita di molti posti di lavoro. (l’ operaio usato incosciamente come pedina).
    -Partiti e sindacati italiani dovevano salvaguardare il loro potere contrattuale.

    – Se andiamo a veder cosa succede adesso capiamo che il boicotaggio di quel referendum del 2005 ha solo dato vigore a quelli che vedono in quella nucleare, un’energia pulita e a basso costo.

    -L’Unione Sorda, del 07/06/2005, se si legge tutto l’articolo, non cita per niente i movimenti indipendentisti, ( iRS, Sardigna Nazione), quasi per niente quelli ambientalisti come quello di Intervento Giuridico con Deliperi, gli amici della terra o la Css che contriburono alla raccolta delle firme.
    -( Sin dal 2003 il movimento iRS aveva denunciato a piu’ riprese l’inquinamento irreversibile del territorio e delle falde acquifere nell’industria di Porto Torres)

    -Questa volta la richiesta di firme per questo referendum contro le centrali e le scorie é stata proposta, prima che da noi, iRS, dal movimento indipendentista Sardigna Nazione ma questo non toglie niente alla bonta’ di un referendum.

    -Tutti noi abbiamo il dovere di firmare e di cercare momenti di unita’.
    -Il mio commento non voleva essere una critica all’operato di Lucio Allegria, storico militante di Sardigna Nazione, con il quale ho un ottimo rapporto di amicizia che dura da sempre.( anche se non citato direttamente: Cosas Pro domo é il suo negozio)
    Siamo indipendentisti….é vero e ognuno fa quello che puo’ in base alle sue possibilita’.
    -Io personalmente provengo dal Ps. D’az. dal quale sono fuoriuscito per troppe divergenze sui metodi politici e non ho mai militato in Sardigna.Nazione, come me tantissimi altri.
    -Ogni uno ha la liberta’ di scegliere quale metodo usare per raggiungere gli obiettivi che si prefigge, nessuno di noi di iRS passa il tempo a far diventare strumenti e metodi la CONTINUA e sterile CRITICA di tipo personalistico degli ALTRI MOVIMENTI.
    –Abbiamo altro a cui pensare, il lavoro non manca.

    -Lavoriamo affinche con umilta’ ,maturita’ e con convinzione si possa dare il nostro impegno per la concretizzazione dei nostri obiettivi.

    Per farla breve:
    Se questa circostanza che ci unisce si chiama Santa Lucia andiamo in giro e cerchiamo altre firme per far sentire che esistiamo, come la pensiamo e ci opponiamo.
    Cosi facciamo anche per il referendum sul nucleare o su quello sulla
    cementificazione.

  15. Bomboi Adriano ha detto:

    Purtroppo Gianfranco i movimenti politici come il tuo sono divisi e non si riesce a trovare sinergie in tutto il territorio della Sardegna per veicolare meglio queste utilissime iniziative (stavolta proposte da un’altro movimento). L’aspetto più grave, soprattutto, sono i motivi di divisione tra questi movimenti Sardi, spesso basati più su sterili posizioni ideologiche di principio che non da argomentazioni di sostanza e di merito. Ho segnalato quest’iniziativa perché non credo che tutti i lettori di questo spazio -comunque sensibili verso la premura ambientale- siano membri del Comitato o residenti a Siniscola.

  16. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Per non ripetere gli stessi errori del 2005 innanzi tutto e’ necessario che i cittadini sardi non siano divisi come in quell’anno.
    _Infatti vennero presentati due referendum che misero i sardi uno contro l’altro per ragioni etiche e di religione.
    _Successe che pur essendo contro l’ingresso delle scorie, molti cittadini non andarono a votare perche’ l’altro referendum riguardava se non ricordo male, la fecondazione assistita o eterologa, argomento tabu’ per le alte sfere del vaticano.
    _Guardando qui’ potete vedere quali erano le posizioni e le divisioni all’interno della politica sarda: 1_46_20050607094918.pdf
    _Il referendum attuale che in questo caso interessa le scorie e le centrali nucleari ha bisogno di tante firme.
    Siamo ancora nella fase della raccolta delle firme per cui é un dovere di ogni sardo firmare.
    _Noi tutti, sostenitori del comitato per la salvaguardia di Santa Lucia abbiamo gia’ firmato nel raccoglitore “giusto”.
    _Purtroppo devo ricordare che le firme non arrivano a casa ma bisogna cercarle con grande volonta’ e impegno andando incontro alla gente, anche io ho uno schedario per la raccolta ma se aspetto che mi bussino alla porta…….

  17. Bomboi Adriano ha detto:

    Buongiorno a tutti! Considerata la finalità ambientalista che ha giustamente mosso il Comitato per Santa Lucia, vorrei segnalare che da qualche settimana è iniziata la raccolta firme per un problema che non riguarda solo la Baronia ma l’intero territorio Sardo: Ovvero l’ipotetica costruzione di una centrale nucleare. Non si hanno ancora informazioni certe sulla possibilità che la costituenda “Difesa Servizi spa” sia la società attraverso la quale si potranno fare centrali nucleari o depositi di scorie ad emissioni radiologiche all’interno di perimetri militari (aggirando quindi la possibilità che i cittadini e gli enti locali possano esprimersi in materia). Il referendum consultivo regionale, i cui esiti saranno consegnati al Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo ed al Governatore Cappellacci, avrà comunque un alto valore politico perché bisogna manifestare alla classe politica romana che i Sardi non sono indifferenti alla questione. Vorrei ricordare che la Sardegna già produce più energia del necessario fabbisogno al proprio sistema civile e industriale. A Sarroch abbiamo persino una delle 6 raffinerie petrolifere più grandi d’Europa (la SARAS) ed è inoltre in lavorazione il gasdotto Algeria-Sardegna-Italia e resto d’Europa per ulteriore differenziazione delle fonti di approvvigionamento. Se c’è quindi un territorio che è sempre stato in prima fila per i bisogni altrui senza riceverne benefici in cambio, questo è la Sardegna. Si ritiene che qualora non si faccia una centrale nucleare, potrebbe comunque arrivare un deposito di scorie radioattive (derivanti da rifiuti ospedalieri, scarti industriali e le vecchie centrali del nord’Italia mai attivate). Per firmare contro la possibilità di una centrale o di un deposito di scorie, a Siniscola potete rivolgervi in via Roma, prima del Comune, presso “Cosas pro domo”. Diffidate da false raccolte di firme sul nucleare come quella presente nel sito di Legambiente e che rimanda ad una raccolta firme sul web. Se invece non siete di Siniscola, al seguente link potrete trovare i contatti per conoscere l’addetto per le firme nei moduli più vicino a casa vostra: referendum contro il nucleare in Sardegna Ovviamente l’iniziativa non è né di destra e né di sinistra. Grazie.

  18. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    mi scuso:
    -Per evitare spiacevoli fraintendimenti:
    quando ho detto non mi riferivo ai giovani laureati con la catenina di ferro al collo.
    Credo che non ci siano dubbi sui reali riferimenti.

  19. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    Proprio ieri ,
    parlando con un sostenitore della nostra ( nostra in quanto di sostenitori del comitato) proposta di creare a Santa Lucia un Parco di Studi ambientali mi sono sentito dire:
    -Si va bene, anche io sono in favore di un progetto di cosi’ grande portata ma c’é un problema: i finanziamenti…….
    -Nell’immediato ho pensato a un esempio che potrebbe sembrare alquanto strampalato ma non lo é poi tanto;
    -Ho pensato alla situazione che vivevano i minatori e le loro famiglie.
    -Lavoravano per un tozzo di pane, rischiando la pelle in modo ben chiaro, abitando in villaggi svilupattisi attorno alle miniere che in base alla potenzialita’ di profitto della miniera diventavano dei veri e propri paesi.
    -Bene…cioé male. Il proprietario della miniera era anche padrone dell’unico negozio indispensabile per l’aprovvigionamento dei viveri.
    -A volte il soldo non era sufficiente per pagare gli alimenti del mese e allora il capo…buono….faceva anche prestiti che venivano restituiti facendo piu’ ore di lavoro all’interno delle gallerie…senza straordinari.
    -Forse ho esagerato e tutto questo é troppo…..
    -Ma era per fare un esempio, per mettere in evidenza che sembra non ci si possa mai liberare della presenza politica di certi personaggi.
    -Che solo loro possiedano la chiave del supermarket……….

    -Ve la immaginate Santa Lucia in mano agli stessi personaggi che gestiscono il cosi detto “centro sdi studi ambientali”, sorto al posto della caserma dei vigili del fuoco.
    -Come sarebbe se ci affidassimo a loro per ricercare finanziamenti ai nostri progetti.
    -Finirebbe come é successo durante il Cost Day, dove una serie di giovani laureati, assunti per controllare l’integrita’ e la salvaguardia del territorio sardo anno preferito non profferire verbo quando alcuni intelletuali presenti all’incontro anno contestato la nuova legge salvacoste, “elaborata?” dal governo regionale. Si puo’ leggere nel blog di Michela Murgia di iRS. (Paura di perdere il posticino).( oppure a sa sarda: daimi pane ca ti naro babbu ).
    I giovani laureati, sensibili piu’ di chiunque altro ala salvaguardia costretti al silenzio.
    -La stessa cosa é sucessa a Santa Lucia e me ne dispiace immensamente per la dignita e il rispetto personale di tutti quelli che si trovano in quelle condizioni.

    – Non lasciamo in mano a loro la gestione di queste opere da Sogno:
    sappiamo gia’ da adesso che cosa diventerebbero.
    Gianfranco Meloni – iRS

  20. gianfranco meloni w.w.w.irs.sr ha detto:

    SANTA LUCIA PARCO STUDI AMBIENTALI.
    (mi scuso per la svista precedente)

    Ho letto ncon particolare attenzione e interesse la proposta da vero ambientalista fatta dal Sig. Antonello Manca, proposta che, lungi da far sognare i signori del cemento, ci orienta verso nuovi orizzonti, in sintonia con quella che deve essere la vera, la giusta programmazione dello sviluppo del nostro territorio.
    Niente piu’ politica di rapina ma utilizzo intelligente delle risorse: non piu’ consumare come abbiamo fatto o lasciato fare.

    In qualita’di osservatori attenti ma impossibilitati a intervenire, abbiamo visto, il realizzarsi delle piu’ grandi speculazioni immobiliari
    lungo le coste,ma nessuno di noi ha mai pensato che Santa Lucia potesse diventare obiettivo di una speculazione cosi’ sfacciata.

    Eppure dovevamo accorgerci che qualcosa stava mutando gia’ da qualche anno. Santa lucia non piu’ tranquillo borgo a misura d’uomo ma luogo di divertimento, grande pubblicita’: la settimana del divertimento….nuovi orizzonti turistici…..prolungamento della stagione e cosi’ via.
    Non c’é parcheggio?……li facciamo.( nella pineta)
    Non ci sono alberghi?…..li facciamo.( …..pineta)
    L’organizzazione delle notti estive non le facciamo …. le deleghiamo…
    Adesso il PUC è bloccato e con esso anche le velleita’ dei cementificatori.

    I nostro obiettivo non é quello di bloccare tutto ma di convincere la maggioranza comunale a cambiare registro.
    La proposta di realizzare un laboratorio stabile di studi ambientali é eccellente per tutti gli aspetti che racchiude.
    Sarebbe una dimostrazione di lungimiranza.
    Richiamerebbe a Santa Lucia un turismo colto e rispettoso dell’ambiente anche in bassa stagione.
    In questa fase ogni uno di noi puo’dare dei suggerimenti che possono arricchire e sviluppare queste idee.
    Colgo l’occasione per invitare il mov. ambientalista “intervento giuridico” e amici della terra, a dare dei suggerimenti di tipo organizzativo, anche perche, secondo il mio parere, dovremo percorrere un bel tratto di strada insieme.
    Appena avremo fatto sviluppato le proposte potremo anche organizzare un incontro tra di noi.

    Ritengo utile, dire all’amministrazione comunale siniscolese che prenda ad esempio il modo di operare della giunta di Oristano la quale ha fatto tutto il possibile per coinvolgere e rendere partecipe la cittadinanza durante le ultime fasi della redazione del PUC Oristanese.
    A mezus Bidere.

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